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Cinema

Pierce Brosnan a Venezia per Susanne Bier, "Sorrento è la città più romantica al mondo"

La regista danese premio Oscar porta al Lido il fascino immutabile dell'ex James Bond. Con l'Italia protagonista della sua commedia dalle sfumature drammatiche - Speciale Festival del Cinema

Susanne Bier, Pierce Brosnan e Trine Dyrholm a Venezia (Ansa)

Al Lido oggi non ci sono Ben Affleck e Javier Bardem, entrambi protagonisti dell'atteso To the Wonder di Terrence Malick, che ha fatto il debutto in mattinata ricevendo anche qualche "bu" e fischi dalla stampa. Non c'è ovviamente neanche il ritroso regista americano di cui ormai si fa quasi fatica a ricordare la faccia. (Non per niente sul lungomare ho avvistato un volantino con sua foto e la scritta “Chi ha visto quest’uomo?”).

Però, in tutto il suo immutabile charme, c'è Pierce Brosnan. Col suo fare così impeccabile, galante e ironico, è penetrante oggi come ieri in Mai dire mai, il telefilm degli anni’ 80 che l’ha lanciato.
È lui il volto arcinoto e amato che luccica sul red carpet odierno come nel cast di Susanne Bier, anche se la regista danese ormai brilla di luce propria (ma certo, gli appassionati di autografi e “vips” sono più incantati dall’ex 007 che dalla vincitrice dell’Oscar per il film straniero con l’incantevole In un mondo migliore ).

La cineasta porta alla Mostra del cinema di Venezia , fuori concorso, Den skaldede frisør (Love Is All You Need), che molti definiscono “una commedia romantica” dopo diversi film cupi e drammatici. Trovo invece riduttivo parlare di semplice commedia romantica, come la stessa Bier ha sottolineato: “Non è propriamente una commedia, c’è anche la tematica drammatica della malattia, del cancro, che abbiamo un po’ edulcorato”.
La protagonista femminile, Ida, è infatti una donna di mezza età un po’ impacciata, energica e solare, nonostante stia affrontando la sua battaglia contro un tumore al seno. La interpreta la bravissima danese Trine Dyrholm, che rinnova la collaborazione con Bier dopo In un mondo migliore. Se finora avesse lavorato ad Hollywood anziché in Danimarca probabilmente avrebbe ricevuto anche lei un’ovazione come Brosnan.
Anche se l’inutile marito (Kim Bodnia) la tradisce con una svaporata quanto involontariamente esilarante biondina (Christiane Schaumburg-Müller), lei non lo condanna esplicitamente agli occhi dei figli Kenneth (Micky Skeel Hansen) e Astrid (Molly Blixt Egelind). D’altronde il matrimonio di Astrid impelle, e la madre non vuole rovinarle la festa. La giovane si sposa con Patrick (Sebastian Jessen), conosciuto da tre mesi, a Sorrento. È lì che il padre di Patrick (Brosnan), Philip, freddo uomo d’affari vedovo, possiede una villa con limoneto. Ed è lì che confluiranno tutti i personaggi, materiale brillante di imminenti deflagrazioni.

La stampa della prima proiezione mattutina non ha concesso né un applauso né un fischio. Un silenzio assordante. Ma sbirciando la mia vicina probabilmente nordica l’ho vista asciugarsi lacrime più volte. Perché Den skaldede frisør è un film che fa ridere e fa piangere, cuce insieme ilarità e tragicità del vivere, con la capacità di intuizione e concentrazione a cui la Bier ci ha abituato.
Certo, il suo cinema non è quello di Lars Von Trier – l’altro danese celebre - e la sua regola non è il Dogma 95. Però sa coinvolgere, lasciandoci avvinti dai suoi personaggi a volte bizzarri a volte così realistici dall’inizio alla fine. E non è cosa così consueta finora nei film visto al Lido.  
“Ho perso una moglie malata di cancro ed è stato così facile identificarmi in Philip” dice Brosnan. “Nella storia ci sono molti elementi che mi hanno attratto”.
“Susanne mi ha chiamato per dirmi che aveva un ruolo per me e che stava aspettando la risposta di Brosnan” racconta invece Trine Dyrholm. “Ho detto subito sì”, sorride.

La colonna sonora spazia da That’s amore a Sarà perché ti amo dei Ricchi e poveri. "La musica è venuta fuori per gioco. Era quella che ascoltavamo mentre preparavamo il set del matrimonio" spiega la regista. Nel cast anche Ciro Petrone di Gomorra.
Da Copenaghen alla costa campana, è piacevole trovare anche l’Italia protagonista. “Il film è una celebrazione dell’amore e Sorrento è la città più romantica al mondo”. Parola di Susanne Bier.

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