Cinema

"L'intrepido" di Gianni Amelio: lo Charlot di Antonio Albanese sfida la crisi

Presentato in concorso alla Mostra di Venezia, è la storia di un individuo solo che non rinuncia alla sua dignità. Il regista: "Non c'è più grande eroe dell'uomo di strada"

Gianni Amelio e Antonio Albanese (Foto Ansa/Ettore Ferrari)

Antonio Pane è come il suo cognome suggerisce: buono e semplice. Charlot tutto italiano di una crisi economica non solo italiana, è il protagonista soave e coraggioso de L'intrepido di Gianni Amelio, film oggi in concorso alla Mostra del cinema di Venezia. Lo interpreta Antonio Albanese, capace di passare dal surrealismo greve di Cetto La Qualunque alla delicatezza trasognata ma consapevole di questo nuovo personaggio.

"Da tempo interpreto l'oggi con l'accetta e in maniera paradossale, mi piaceva ora farlo con un personaggio apparentemente leggero", dice il comico lombardo.

L'officina per cui Antonio Pane lavorava ha chiuso i battenti e il quarantottenne milanese si è adattato a fare ogni tipo di lavoro: ora è un "rimpiazzo". La sua quotidianità è sostituire gli altri lavoratori che per qualsiasi motivo abbiano bisogno di assentarsi. Lo troviamo allora tranviere, uomo-pupazzo di un centro commerciale, muratore e persino venditore ambulante di rose. Ormai sa fare tutto. Il lavoro che gli piace di meno? Pulire casse da morto.

In realtà non viene pagato molto, anzi, raramente viene pagato, ma così trova lo scopo per alzarsi ogni mattina e radersi la barba. Separato dalla moglie (Sandra Ceccarelli), ha una viva ammirazione per suo figlio che suona il sax. Lo considera un artista e per questo fortunato. Ma il giovane Ivo (l'esordiente Gabriele Rendina) si sente tutt'altro che fortunato e si preoccupa del padre squattrinato, a cui ogni tanto allunga qualche soldo. Durante un concorso un giorno Antonio incontra Lucia (Livia Rossi, anche lei per la prima volta sullo schermo), una ragazza angosciata dalla vita e disperata che fatica ad arrivare a fine mese. Con il suo sorriso gentile e fiducioso nonostante tutto, Antonio cerca di prenderla sotto la sua ala.

"Non abbiamo voluto appiattirci sulla realtà. La figura di Antonio è uno schizzo: non a caso il titolo si riferisce a un fumetto. Non c'è più grande eroe dell'uomo di strada, che ogni giorno ha il coraggio di uscire di casa", sostiene Amelio, ultimo Leone d'oro italiano con Così ridevano nel 1998. "Il personaggio è un po' charlottiano, una persona umile che, tra i diseredati del mondo, ha la forza di non piegarsi. È un film fortemente fuori moda perché non orecchia nulla: c'è un uomo solo che vuole compiere un miracolo. Come Charlot combatte il mondo con la forza della dignità".

L'intrepido alla proiezione per la stampa ha ricevuto ingenerosi fischi e "buu" tra tiepidi applausi che cercavano di riabilitare il film. In conferenza stampa, invece, solo applausi, particolarmente affettuosi per Amelio. "Lo spettatore ha la libertà di cogliere quello che crede", minimizza con un sorriso il cineasta.

Nonostante la pellicola non sia del tutto riuscita, io ero tra chi applaudiva. Amelio si muove infatti con garbo tra due registri diversi, quello sognante del suo soffice Antonio e quello duro e ruvido della realtà fatta di disoccupazione e indifferenza. Se Antonio ha la forza di reagire e rimboccarsi le maniche, i due ragazzi rappresentati sono invece in balia del presente, rinunciatari, impauriti. E sono forse questi due gli anelli deboli anche del film, figure tormentate pennellate in maniera poco sottile. Se Albanese è perfetto nel suo personaggio tondo, senza attriti verso il mondo, i due giovani attori ci rendono interpretazioni oscillanti, a volte piene, a volte un po' in dissonanza con la storia che procede.

Pur usando toni surreali e talvolta lievemente comici, L'intrepido ci racconta un'Italia sofferente e soffocata. Ma ci dà anche uno spiraglio di luce con il suo protagonista educato e a suo modo combattente. 

Gli scorci di Milano che Amelio ci consegna sono tutt'altro che da cartolina (niente Duomo e Castello sforzesco) e per questo belli, quasi tutti riconoscibili dall'uomo comune che vive la città: ecco i cantieri aperti di zona Garibaldi, il ponte di via Farini, i giardini di Porta Venezia... È poi intrigante entrare nell'universo di alcuni lavori manuali, nel mercato ittico tra trasportatori di pesce, nelle grandi stirerie, tra gruppi di individui in tuta bianca che puliscono gli stadi.

Distribuito da 01 Distibution, L'intrepido sarà nelle sale cinematografiche già il 5 settembre.

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