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Cinema

Venezia 2012, fischi a To the Wonder

Non convince l’atteso film di Terrence Malick, che in compenso mostra tutto il talento e la bellezza di Olga Kurylenko

Foto di To the Wonder (Biennale di Venezia)

Peccato. Peccato che i film più attesi alla Mostra del cinema di Venezia , prima The Master poi To the Wonder, non abbiano sortito l’effetto desiderato. Ci si aspettava di più, in sintesi, da maestri quali Paul Thomas Anderson e Terrence Malick, che pure dimostrano intatta la capacità di stregare con la loro estetica raffinata e mai banale.

Dei loro film restano dentro immagini forti, paesaggi memorabili, volti indelebili. Eppure il film di Malick in proiezione stampa è stato fischiato. Complice forse una durata eccessiva, o forse la scelta di una tematica delicata, l’amore che muore, To the Wonder non ha convinto per intero la critica. E neanche noi, premesso che parliamo di un autore di quelli superlativi, maestro nella proposta dell’immagine più pura (ottenuta secondo un rifiuto categorico della luce artificiale), poeta in grado di far innamorare della natura e dei paesaggi che cattura.

L’ellissi della sua narrazione stavolta non colpisce nel segno, la sensazione è che il film si sfilacci nelle sue peregrinazioni emotive e celebrali, e finisca per perdersi nell’indefinito dei suoi magici tramonti.

Ben Affleck uomo tradito e per lo più silenzioso, Javier Bardem sacerdote pensieroso e innamorato di Dio, Olga Kurylenko splendida  madre tormentata, prigioniera nel cuore e libera solo nella Natura. È questa la triade che Malick sceglie per raccontare una relazione sul crinale del fallimento, fotografandone la poesia iniziale e illustrando i tormenti interiori nel momento del suo crollo. E lo fa con una pioggia di immagini dalla straordinaria potenza visiva, che privilegiano il silenzio alla narrazione (in maniera anche eccessiva).

Malick è un veggente – ha dichiarato l’ex Bond Girl Kurylenko – Mi ha insegnato che i silenzi valgono più delle parole. Che uno sguardo esprime più di qualunque cosa. Che l'amore resta  eterno, malgrado qualsiasi separazione. Che solo l'amore vince su tutto”.

Emozionatissima infine Romina Mondello, unica italiana nel cast di To the Wonder, che si dichiara “enormemente grata per quest’esperienza memorabile, soprattutto da un punto di vista umano: Malick mi ha accolto a braccia aperte, eravamo come una famiglia felice”.

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