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Cinema

A Venezia Olivier Assayas con Après Mai e l'adolescenza tumultuosa anni '70

Arriva il secondo film in concorso. In parte autobiografico, racconta il post '68 con onestà intellettuale. Raccogliendo gli applausi della critica

Après Mai di Olivier Assayas

Foto di scena di Après Mai di Olivier Assayas – Credits: Biennale di Venezia

Olivier Assayas arriva al Lido e ci consegna il suo mosaico di adolescenti inquieti, politicamente impegnati e totalmente critici verso la società e il mondo adulto. Con un film parzialmente autobiografico il secondo francese in concorso alla 69^ Mostra del cinema di Venezia ci riporta indietro nel tempo, alla sua adolescenza e agli anni Settanta che hanno seguito la rivoluzione culturale del '68. Non a caso il titolo è Après Mai.

"Il racconto si svolge all'inizio del '71, nell'epoca successiva al maggio del '68" spiega il regista, contornato dai tanti giovani membri del cast che sembrano nel loro look scompigliato appena usciti dalla pellicola. "La manifestazione iniziale che rappresento è quella in cui per la prima volta vennero usati dalla Polizia francese dei servizi speciali, dei celerini in moto; il corpo venne poi sciolto dopo la morte di un ragazzo".

Protagonista è Gilles (Clément Métayer, al suo esordio sul grande schermo), un liceale preso dall'effervescenza politica e creatrice del suo tempo. In pratica un giovane Assayas. Come i suoi compagni, esita tra un impegno radicale e delle aspirazioni più personali, tra battaglie intense ma astratte e la sua passione intensa per l'arte. Passa tra relazioni amorose, dal grande amore perso per Laure (Carole Combes) all'amore acerbo con Christine (Lola Crèton, appena vista in Un amore di gioventù di Mia Hansen-Løve). Vive rivelazioni artistiche, viaggia attraversa l'Italia, da Firenze verso il sud, dove si trova a confrontarsi con i "compagni" italiani e ad ascoltare morali sulla sintassi del cinema che non dovrebbe seguire il linguaggio classico e fare anch'essa rivoluzione...

"Era una problematica molto presente all'epoca", ricorda Assayas. "C'era grande diffidenza verso certe forme di espressione artistica, verso la fiction, una diffidenza che trovava risposta nel cinema sperimentale e nel documentario. Io ironizzo un po' su questo credo ma mi sono comunque formato in quell'epoca. Scommetto sul fatto che è possibile creare un personaggio ma ho sempre cercato una sintassi se non rivoluzionaria che cercasse almeno di reinventarsi".

Après Mai infatti non ha un linguaggio rivoluzionario, ma è un affresco onesto e senza fronzoli o sperimentalismi che ha attirato gli applausi della critica alle due proiezioni mattutine. In serata sperimenterà il calore del pubblico.

L'arte è l'esplorazione che accompagna quei tempi tumultuosi, che avvicina e allontana. Gilles infatti dice sul finale del film: "Vivo nella mia fantasia, se la realtà bussa alla porta non apro".

"La fine del film ha a che vedere con la fede nell'arte come resurrezione di quello che è perso. Attraverso il cinema, se questo è sincero e intimo. Alla fine Gilles capisce che vuole fare film per far resuscitare il suo amore".

Assayas c'è riuscito, a far tornare in vita le emozioni e le esperienze che ha vissuto. Ma sui volti dei protagonisti non c'è mai un sorriso, l'atmosfera di ideali e cameratismo sembra sempre alquanto plumbea. "Mi sembra che nel film ci sia la presenza dell'amore, della natura, della tenerezza, sentimenti mostrati nell'episodio italiano", replica lui. "Oggi si ha la tendenza a presentare l'adolescenza in maniera caricaturale, come un'età in cui ci si diverte e si rimorchia. La mia adolescenza è stata malinconica, è stata un'epoca abbastanza seria e triste, c'erano l'ossessione della politica e il senso della responsabilità rispetto alla classe operaia e a valori astratti. E nella sinistra c'era qualcosa di molto triste".

Già, qualcosa di molto triste c'è anche nella sinistra di oggi, come nella destra. Ma non c'è certo la profondità di allora. Come sembra così lontana nei giovani l'idea dell'impegno politico e della responsabilità sociale.

"Forse oggi la politica non consente più di cambiare le cose, forse bisogna trovare un altro mezzo per potersi esprimere", osserva con sottigliezza la diciannovenne Créton.

Après Mai arriverà nelle sale italiane in autunno, distribuito da Officine Ubu.

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