Cinema

Think Forward Film Festival, quando il cinema è eco

A Venezia due giorni di corti e lungometraggi che pensano all'ambiente. In anteprima italiana l'impressionante documentario Revolution di Rob Stewart

Revolution – Credits: Think Forward Film Festival

"Volevo fare un film per salvare gli squali ma sono andato troppo oltre. Perché non si tratta degli squali, si tratta di noi. Dobbiamo prendere una decisione e non abbiamo molto tempo". È così che è nato Revolution, documentario di Rob Stewart ora emozionante, ora terrificante, che - se ce n'era bisogno - apre gli occhi sui rischi dell'ecosistema mondiale e trova la sua anteprima italiana al Think Forward Film Festival di Venezia, due giorni in cui il cinema pensa al futuro del mondo.

Alla sua terza edizione, il Festival si svolge il 6 e il 7 dicembre presso la Fondazione Querini Stampalia: cortometraggi e lungometraggi affrontano cambiamenti climatici e le questioni legate all'efficienza energetica e alle energie rinnovabili. Non c'è da immaginarsi, come spesso il pregiudizio vuole, filmati interessanti ma noiosi: le pellicole a tematica ambientale possono e devono informare e insieme intrattenere, divertire e coinvolgere.

Tra i vari titoli ecco allora il cartoon Echo Planet di Komkim Kemgumnird (sabato 7, ore 14,30), storia avventurosa di tre ragazzini che hanno trovato il modo di salvare il Pianeta dal disastro ambientale. Il film è preceduto da due cortometraggi prodotti da due classi di scuole elementari coinvolte durante l'anno dalle attività dell’ICCG (International Center for Climate Governance). Peak di Hannes Lang (sabato 7, ore 16,30) è un viaggio sulle Alpi e una riflessione sullo stato di salute delle nostre montagne, sulle loro trasformazioni e sulle conseguenze nefaste del turismo di massa.

Venerdì 6 dopo la tavola rotonda (ore 18.30) "Raccontare la scienza, una sfida per il cinema" con Michele Emmer e Luigi Lo Cascio, regista del noir dalle tematiche ambientaliste La città ideale, segue la proiezione del mediotraggio Con il Fiato Sospeso di Costanza Quatriglio, già presentato alla Mostra del cinema di Venezia,  storia shock degli scienziati contaminati nei laboratori di Catania. Qui il programma completo di eventi e proiezioni.

"Sono stati gli adulti a causare questo problema ma dobbiamo fare qualcosa perché, guardateci, siamo bambini e stiamo provando davvero a salvare qualcosa mentre voi fate altro. Vi preoccupate di voi stessi invece degli altri". Questo è il monito toccante di un ragazzino audace che nel suo piccolo sta cercando di salvare il mondo, intervistato da Rob Stewart. Il regista canadese, che è diventato cineasta solo per trovare un mezzo per dar eco ai problemi dell'ambiente, dopo l'acclamato documentario Sharkwater continua il suo viaggio straordinario che lo porta attraverso 15 Paesi in più di quattro anni, scoprendo che non solo gli squali sono in grave pericolo ma, l'umanità stessa.

Prodotto da Gus Van Sant, Revolution è un film che scava negli aditi più nascosti della nostra evoluzione per scoprire come sopravviveremo a quella che pare profilarsi come un'estinzione. "Questa è la nostra storia, la lotta per il futuro", dice Stewart. Intanto in 85 minuti di visione passiamo attraverso immagini sconcertanti, cimiteri sanguinolenti di squali straziati in nome della zuppa di pinne di pescecane, barriere coralline che stanno diventando macerie, 18 miliardi di chili di pesce buttati via ogni anno perché pescato erroneamente... Dalle barriere coralline in Papua Nuova Guinea alla deforestazione in Madagascar fino al progetto più grande e distruttivo ambientale nella storia di Alberta, in Canada, Stewart rivela come tutte le nostre azioni siano interconnesse. Ma nel doc c'è anche la meraviglia della speranza e dell'attivismo, perché proprio nei bambini, il nostro futuro, è forte e determinata la consapevolezza di dover far qualcosa per cambiare il mondo. Da lì parte la rivoluzione. 

Ecco il trailer di Revolution:

 
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