La scuola più bella del mondo
Cinema

"La scuola più bella del mondo", la strana coppia Rocco Papaleo e Christian De Sica: 5 cose da sapere

Commedia degli equivoci, è un nuovo incontro tra sud e (quasi) nord firmato Luca Miniero. Che spera in un nuovo campione di incassi

Nell'anno in corso Luca Miniero ha già calato l'asso degli incassi, la commedia Un boss in salotto, campione italiano con oltre 12 milioni di euro al botteghino, secondo solo a Maleficent (a quota 14 milioni circa). Ora il regista napoletano ci riprova, cavalcando l'onda del suo personale successo: dal 13 novembre arriva al cinema La scuola più bella del mondo, un altro film che guarda alle differenze culturali e alle magagne italiane con toni comici rivolti al grande pubblico.

Protagonista dell'ilarità è una nuova coppia della risata, Rocco Papaleo e Christian De Sica. Papaleo è al suo momento d'oro e spunta come un fungo in ogni lungometraggio comico tricolore: l'abbiamo appena visto in Confusi e felici, poco prima ne La buca ed è stato il "boss" proprio di Un boss in salotto. De Sica è alla sua prima volta con Miniero, che definisce l'attore il Messi della commedia italiana.

Ecco 5 cose da sapere su La scuola più bella del mondo.

 

1) Il marchio d'oro di Miniero

Miniero, napoletano classe 1967, ha iniziato la sua carriera dietro la macchina da presa in coppia con l'amico Paolo Genovese, esordendo con la commedia surreale Incantesimo napoletano (2002): già allora il tema principale del suo cinema era la differenza tra nord e sud. Genovese ha poi proseguito con La banda dei Babbi Natale, Immaturi, la raffinata comemedia Una famiglia perfetta e lo spassoso Tutta colpa di Freud. Miniero ha invece debuttato da solista con Benvenuti al Sud (2010), che raggiunse quasi 30 milioni di euro al botteghino, settimo maggiore incasso di tutti i tempi in Italia. La trama? L'incontro-scontro tra meridione e settentrione italiani, che riesce però a superare gli stereotipi. Seguì Benvenuti al Nord (2012): stessi concetti, ma ribaltati, e un altro boom al boxoffice. Quindi è stata la volta di Un boss in salotto, dove un meridionale presunto camorrista rompe la routine della sorella che si è trasferita in Trentino cercando di nascondere le sue origini con tanto di accento di Bolzano. La scuola più bella del mondo cavalca il solito leit-motiv: una scolaresca napoletana è ospite di una scolaresca toscana che, in un gioco di equivoci, la accoglie con lo striscione "Benvenuta Africa"...

2) Non solo nord e sud: il focus sulla scuola italiana

Questa volta Miniero fa però un passo oltre. Non si sofferma solo sui soliti contrasti e abbracci tra sud e nord (o in questo caso centro Italia), ma punta il suo occhio anche sulla scuola italiana. "La scuola italiana è vecchia sia a nord che a sud", dice il regista. "Il problema non è solo la mancanza di carta igienica come spesso sentiamo dire ai genitori esasperati ma forse è la mancanza di motivazioni di una classe docente trascurata da decenni".
De Sica è Filippo Brogi, il preside puntiglioso di una scuola media toscana della Val d'Orcia che per vincere la Coppa di Scuola dell'Anno cerca di organizzare un gemellaggio con degli studenti di Accra, Ghana. Il bidello però sbaglia e invece di mandare l'invito aa Accra lo invia ad... Acerra, Napoli! Brogi, insieme alla giovane professoressa Margherita Rivolta (Miriam Leone), si trova così ad accogliere con lo striscione "Benvenuta Africa" una classe di ragazzini napoletani scatenati, accompagnati dall'eccentrico professore Gerardo Gergale, per gli amici Jerry (Papaleo), e dalla collega Wanda Pacini (Angela Finocchiaro). 
"In questo film c'è il passaggio dall'infanzia all'adolescenza che comporta la crescita civile e culturale dei prof", continua Miniero. "Un viaggio di formazione. Un pezzetto comico dell'Italia di oggi che invece di piangersi addosso si mette in cammino".

3) Ricordi di scuola di Papaleo & Co.

Com'erano tra i banchi di scuola gli interpreti dell'ambizioso preside Brogi e del prof Jerry, per cui il nord comincia da sopra Mondragone? De Sica ricorda: "All'inizio ero una pippa, poi sono diventato primo della classe. Per me e Carlo Verdone la scuola è stata un'accademia d'arte drammatica. Studiavamo tutto su cosa facevano e come si muovevano i professori".    
Rocco Papaleo rievoca "un'infanzia da cacasotto. Ero un bravo ragazzo", dice, "che a un certo punto ho avuto una folgorazione per la storia e filosofia scuola, ma credo ancora che la scuola possa essere la vera salvezza degli esseri umani".
Come preside della scuola di Acerra c'è l'indomito Moscariello, che si batte contro l'accorpamento e scrive al presidente Napolitano. Lo interpreta Lello Arena, che racconta: "Andavo a una scuola di suore. Una scuola che ha un pessimo ricordo di me. Una delle mie insegnanti fu colpita dal mio pennino. Non posso dirvi dove".

4) Un aneddoto su De Sica sul set

Per arruolare gli interpreti dei bambini-alunni c'è stato un casting forsennato tra 4000 ragazzi. I prescelti, dopo le riprese, hanno potuto godere di un omaggio di Christian De Sica, che una domenica ha affittato un cinema per portarli a vedere un film. "Ci erano arrivati un po' provati da una settimana di lavoro", racconta Miniero, "ma per loro è stata una domenica indimenticabile.  

5) Il set, le musiche, l'animazione

La scuola più bella del mondo è anche un po' musical e si avvale delle animazioni realizzate da Arturo Smeriglia. Le musiche sono dei compositori Paolo Buonvino e Santi Pulvirenti, chitarrista di Carmen Consoli. Nella colonna sonora si spazia da Curre curre guagliò dei 99 Posse a Surfin' Bird dei Trashmen.
Le riprese sono state effettuate nel senese, a Radicofani e Montepulciano.


© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti