Cinema

Sabrina Ferilli, 50 anni di bellezza e genuinità - Foto

Il 28 giugno compie mezzo di secolo di vita. Segnato da alcuni film d'autore e tanta tv, da senso dell'umorismo e una simpatica romanità

 

Erede di una romanità verace, di quella freschezza del popolo che aveva Anna Magnani, ma nello stesso tempo ben appigliata ai nostri tempi voraci e carnosi, Sabrina Ferilli è il collante tra i tempi andati e il presente. È genuinità e generosità, è cinema ma anche tanta televisione e spot tormentoni. È un'icona di bellezza mediterranea, che con giocosità ha regalato anche momenti hot (memorabile lo spogliarello per festeggiare lo scudetto della Roma nel 2001). 

È una beltà che non sfiorisce. E ora si appresta a festeggiare i 50 anni, il 28 giugno, con un anno alla grande che l'ha vista tra gli interpreti del film che ha riportato l'Oscar in Italia, La grande bellezza

Un anniversario così tondo che magari lei prenderà con ironia e leggerezza, con una delle sue risate cristalline. Senso dell'umorismo, simpatia naturale, l'intercalare romano, fanno di lei una delle attrici più amate. Ripercorriamo alcuni momenti della sua carriera in foto. 

 

Nata a Fiano Romano, è divertente ricordare che la "Sabrina nazionale" fu bocciata al provino per l'ammissione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Cinecittà ("mi dissero che ero 'troppo italiana'", spiegherà anni dopo), ma con tenacia poco più che ventenne cominciò a ottenere i primi ruoli.

Il debutto è con piccole parti, come in Caramelle da uno sconosciuto di Franco Ferrini del 1986, ma è Marco Ferreri a scoprirla, scegliendola in Diario di un vizio nel 1993. Paolo Virzì la lanciò definitivamente l'anno dopo in uno dei film ancora oggi più importanti della sua carriera, La bella vita. Il cinema d'autore la scopre - arrivano poi Ferie d'agosto, Vite strozzate, Tu ridi - ma poi l'abbandona.

 

La Ferilli ha la pecca di fare tv e questo agli autori non va (tante volte ha denunciato quest'anomalia). Il cinema allora diventa commedie che ne rafforzano la popolarità come i cinepanettoni di Neri Parenti (Christmas in Love, Natale a New York, Natale a Beverly Hills, Natale a Cortina), A ruota libera di Vincenzo Salemme, Eccezziunale veramente 2 di Carlo Vanzina. Tranne Virzì che torna a chiamarla per Tutta la vita davanti e Paolo Sorrentino appunto per La grande bellezza.    

Tanta tv, un inizio felice a Mai dire gol nel '96, lo stesso anno del Festival di Sanremo 1996 chiamata da Pippo Baudo e poi La bella e la bestia nel 2001 con Lucio Dalla e nel 2004 con Giorgio Panariello, ma sono soprattutto i personaggi della fiction televisiva che la raccontano. Serie popolari come Commesse, come il ciclo delle tre donne in omaggio ad Anna Magnani, come la saga con Sofia Loren o Dalida, e poi ancora Anna e i cinque, Due imbroglioni e mezzo con Claudio Bisio, Caldo Criminale con Gabriel Garko e l'ultima Baciamo le mani.    

Nell'eclettica carriera di Sabrina Ferilli c'è anche il teatro, cominciato al Sistina con Alleluja brava gente del '94 con la regia di Garinei e Giovannini e poi sempre nel teatro romano Un paio d'ali e Rugantino e da ultimo La presidentessa, con la regia di Gigi Proietti.

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