"Anna è una cosa da niente, cresciuta come una cosa da niente. Povera Anna". 

Una colonna sonora spesso preziosa, a volte invadente, tra ballate napoletane ed echi elettronici, accompagna la storia di Anna, fluttuante protagonista di Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino. Ultimo film in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, quarto degli italiani, è un viaggio attraverso l'ignavia alla riscoperta del coraggio, in una Napoli che si sviluppa su due piani, uno sotterraneo pieno di catacombe e oscurità, un altro sopra il livello del mare, vitale e luminoso.

La vita di Anna però è grigia. Ha dimenticato la sfrontatezza e i colori dell'infanzia; per amore degli altri ha sempre rinunciato a se stessa, ha subìto le colpe del fratello, ha accettato l'attività criminale del marito e le sue prepotenze. Il suo presente è in bianco e nero. Quando si affaccia alla finestra di casa, sul balcone che guarda al mare verso il Vesuvio, il colore incombe, insieme a una paura fatta di un nero pece che si espande. Con tutte le sue insicurezze, le fragilità e gli sprazzi improvvisi di gioia, Anna è interpretata con carnalità e tremori da Valeria Golino. Per Gaudino Anna è sempre stata Valeria Golino, che torna nella sua Napoli.
"Ho già girato a Napoli due film a cui tengo molto, La guerra di MarioLa kryptonite nella borsa", racconta Valeria. "Quella di Per amor vostro però non è la Napoli di nessun altro se non di Beppe Gaudino. Io sono entrata in un immaginario di cui Napoli si fa veicolo perfetto perché accoglie tutto e il contrario di tutto e te lo rilancia indietro come se fosse una balla. Napoli è un girone dantesco, è una città brutta e bella".

 

Affossata dalla violenza del marito (Massimiliano Gallo), Anna trova momenti di solarità e gioia quando è sola con i suoi figli e cantando brani dei tempi andati. Però mi vuole bene del Quartetto Cetra ricorre spesso, con tutto il suo garbato e divertente black humour. Quando finalmente trova un posto di lavoro più stabile e conosce l'attore avvenente e galante Michele Migliaccio (Adriano Giannini), Anna si scuote dal suo appannamento.

Il regista campano torna a Venezia a trent'anni dalla prima volta, il 1985, quando presentò il corto Aldis. Per amor vostro è il primo film di finzione, dopo tanti documentari, da Giro di lune tra terra e mare (1997). Accolto dalla stampa con applausi e qualche "buu", è un progetto multiforme dove la narrazione lineare si mescola a ricordi, visioni, incubi, voci ossessive, linguaggio dei segni e musica ricorrente (firmata dal gruppo Epsilon Indi), in maniera ridondante più che evocativa. Ricco, anzi ricchissimo, immaginifico e a volte didascalico (vedi la scena sul balcone in cui Anna si racconta alla figlia), Per amor vostro pecca di essenzialità. Ma anche questa è Napoli, barocca, imprevedibile, "troppa".

"Volevo raccontare un sentimento non così frequentato", spiega Gaudino, simpaticamente incerto, più abituato ad esprimersi con le immagini che con le parole. "Ho usato i colori, il bianco e nero, la lingua dei segni, la musica per agganciare voi, per amor vostro. Per raccontare un'emozione e non un fatto vero, per essere più sospesi, per dare chiarezza a questa nebulosa".

Per amor vostro arriverà al cinema il 17 settembre con Officine Ubu.

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