È morto a 63 anni il regista e sceneggiatore americano Richard Glatzer, che con il marito Wash Westmoreland ha firmato Still Alice, film che è valso alla sua magnifica attrice Julianne Moore il suo primo Oscar. Affetto da Sla, è deceduto a causa di complicazioni legate alla malattia.

"Sono devastato. Richard era la mia anima gemella, il mio collega, la mia vita. Un vero artista e un uomo brillante", ha scritto Westmoreland sul suo profilo Twitter.

Dopo il suo primo film indipendente Grief (1993), Glatzer ha iniziato nel 2001 la sua collaborazione con Westmoreland, cineasta inglese quarantanovenne trasferitosi negli States. Insieme hanno realizzato The Fluffer, uno sguardo sulle ossessioni, sulla dipendenza e sui rapporti di potere nell'industria del porno gay, presentato ai Festival di Berlino e di Toronto.

Nel 2006 hanno scritto e diretto Quinceañera, che al Sundance ha vinto il Gran Premio della Giuria e il Premio del pubblico. Il film racconta le vite di due giovani cugini americani di origini messicane, allontanati dalle loro famiglie a causa della gravidanza in età adolescenziale di lei e dell'omosessualità dell'altro. 

Il loro terzo film, The Last of Robin Hood (2013), è un biopic sull'attore Errol Flynn dal cast altisonante: Kevin Kline, Dakota Fanning, Susan Sarandon. Nel 2013 i due registi sceneggiatori, compagni di set e di vita, si sono uniti in matrimonio. 

Still Alice, l'ultimo lavoro insieme, riprendeva il dramma di una donna che scopre di soffrire di Alzheimer precoce. Impossibile non leggere una connessione tra la battaglia personale di Glatzer contro la Sla e la cruda e sensibile rappresentazione dell'Alzheimer nel film.

"Richard arrivò una settimana prima della pre-produzione con braccia e gambe che già non si muovevano quasi più", così Westmoreland aveva raccontato il set newyorchese di Still Alice. "Non riusciva più a mangiare e a vestirsi da solo, riusciva giusto a muovere il dito. Ma nonostante tutto, venne sul set ogni giorno per dirigere il film, a dispetto di tutte le enormi difficoltà fisiche. Questa cosa ha avuto una grande influenza sul set, perché era proprio di questo che il film parlava. Tutti sentivano che stava accadendo qualcosa di speciale, e così le lunghe ore di lavoro non sembravano poi così tanto lunghe".

"Quando a Richard è stata diagnosticata la Sla (nel 2011), Wash gli ha chiesto cosa volesse fare, viaggiare? Girare il mondo?", aveva ricordato Julianne Moore dal palco del Dolby Theatre, dopo aver ricevuto il premio Oscar, "lui aveva risposto che voleva fare film e lo ha fatto".

Julianne lancia a Glatzer, su Twitter, il suo ultimo "Ti voglio bene Richard".

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