Cinema

Londra, i 5 film d'amore ambientati nella città

Da Quattro matrimoni e un funerale al Diario di Bridget Jones, i titoli che ci hanno fatto sognare (e ci riescono ancora)

Una scena di Notting Hill (Credits: Sirio/Mondadori)

La City o il West End, Portobello o i Docklands, Camden Town, Belgravia o Chelsea.... Scegliete pure il vostro posto del cuore: quel che è certo è che Londra è da sempre uno dei set cinematografici più popolari e amati del mondo. Una città ideale per raccontare amori, misteri e tragedie. Vi va di riscoprire con noi i film più celebri ambientati in città? Cominciamo allora con le storie d'amore che nessuno ha dimenticato. Buon divertimento!

1. QUATTRO MATRIMONI E UN FUNERALE (1994, Mike Newell)

Una combriccola di trentenni sconclusionati divide le sue giornate tra dubbi, frustrazioni e inviti ai matrimoni di amici e conoscenti. E quando tocca a uno di loro.... Uno dei più grandi successi inglesi di tutti i tempi, nato come spesso accade sotto i peggiori auspici. Hugh Grant (scelto come ripiego, dopo il no di Alan Rickman) tra un ciak e l'altro dice che il film è orribile; il compositore Richard Bennett, incaricato di occuparsi della colonna sonora, mentre guarda il film per la prima volta si addormenta; il budget è talmente basso che le comparse devono portarsi da casa i loro abiti eleganti da indossare nelle scene delle nozze.... Com'è andata a finire lo sanno tutti: successo planetario e nascita di un genere che ancora oggi ispira imitatori più o meno convincenti. Grant diventa una superstar e, 20 anni dopo, in nove film su dieci replica il suo personaggio di sexy imbanato che fa impazzire il pubblico femminile. Non è andata male neanche alla sua partner Andie MacDowell: invece di un cachet fisso, firma per avere una percentuale sugli incassi. Morale della favola: Hugh guadagna 100.000 dollari, lei 2 milioni. Chiamala stupida... Tra le tante scene cult, ecco l'impareggiabile finale.

 

2. NOTTING HILL (1999, Roger Michell)

L'ufficio del turismo inglese sta ancora benedicendo la produzione: dall'uscità del film a oggi, è incalcolabile il numero di turisti che hanno raggiunto il quartiere londinese per scattare una foto ricordo e comprare souvenir. Quanto al film, accusato non a torto di essere un clone di Quattro matrimoni..., ha chiuso la bocca a tutti con i suoi favolosi incassi. Stavolta manca inevitabilmente l'effetto sorpresa, anche se accanto al solito Grant c'è una superdiva come Julia Roberts, e l'effetto romantico prevale sui momenti comici. Notevole il finale.

 

3. SLIDING DOORS (1998, Peter Hewitt)

Un film molto furbo nel trasformare una riflessione tutto sommato non originalissima (a volte basta un niente per cambiare il destino di una persona) in un coinvolgente gioco sentimentale affidato a Gwyneth Paltrow all'epoca bellissima e all'apice della fama. Per tutto il film la vediamo vivere due vite in parallelo: tutto dipende da un maledetto (o provvidenziale?) treno della London Tube. Un piccolo classico di fine millennio.

 

4. IL DIARIO DI BRIDGET JONES (2001, Sharon Maguire)

Non vale, direte voi: stavolta a trainare il film c'è un bestseller (di Helen Fielding) in cui 9 donne su dieci, magari anche solo in un paio di paginette, si sono riconosciute. Resta comunque un fatto il boom clamoroso della versione cinematografica, che trova nella spiritosa Renée Zelleweger un'interprete perfetta. Accanto a lei, il timido e scontroso Colin Firth e, per una volta sfrontato e sciupafemmine, l'onnipresente Hugh Grant.

 

5. FEBBRE a 90° (1997, David Evans)

Anche stavolta c'è di mezzo un libro, l'irresistibile romanzo omonimo di Nick Hornby. Il protagonista (Colin Firth) è un professore con l'anima da hooligan, che non vuole scegliere tra i due amori della sua vita: una collega un po' rigidina e l'Arsenal. Le gerarchie si chiariranno all'ultima giornata di campionato... Delizioso.

 
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