Questo sito contribuisce alla audience di TGCOM24
Cinema

L.A. Confidential, benvenuti all'inferno

Cinema in Tv - Los Angeles, Anni 50. Tre sbirri indagano su una serie di delitti: scopriranno che il marcio è ovunque... Dal capolavoro di James Ellroy, un poliziesco da manuale con Russell Crowe e Kim Basinger

Russell Crowe e Kim Basinger in L.A. Confidential

L.A. Confidential

di Curtis Hanson con Russell Crowe, Kim Basinger, Guy Pearce, Kevin Spacey

Usa, 1997, 137'

In onda su Iris mercoledì 26, ore 21.05 (in replica giovedì 27, ore 13.05)

Quando sua madre viene assassinata (non si saprà mai da chi), James Ellroy ha dieci anni. A 17 perde anche il padre. Finge un esaurimento nervoso, abbandona l'esercito e comincia a vivere come un vagabondo nei parchi pubblici di Los Angeles. Si droga, beve, ruba, passa più di una notte in cella. La crisi dura a lungo ma poi la sua vita cambia e, anziché sottoterra o in un carcere di masima sicurezza, l'ex senzatetto si ritrova nelle classifiche dei romanzi più venduti. Leggere gli è sempre piaciuto, ma quando comincia a scrivere l'effetto è clamoroso: ragazzi, questo è l'erede di Dashiell Hammett e Raymond Chandler, il nuovo sacerdote dell'hard boiled, il messia del poliziesco. In breve diventa un autore di culto, che attinge dal suo passato maledetto per firmare romanzi indimenticabili: il mio preferito è Il grande nulla ma subito dopo, staccato di pochi millimetri, c'è L.A. Confidential, scritto nel 1990. Più che un giallo è una discesa negli inferi, ma qui al posto dei gironi ci sono stazioni di polizia, locali notturni, redazioni di giornali spazzatura e ville lussuose dove i milionari si sollazzano tra cocaina e puttane di lusso. Cinquecento pagine di violenza, sesso, corruzione e morte. Un capolavoro, non solo di genere, che nel 1997 diventa un bellissimo film.

Bella forza, verrebbe da dire: partendo da una storia di questo fascino, bisognava mettersi d'impegno per girare una schifezza. In ogni caso, il regista Curtis Hanson non tradisce Ellroy, e vince l'Oscar per la miglior sceneggiatura: il fascino demoniaco di quelle pagine rivive pari pari su celluloide. Se pensate che adesso vi racconti la trama per filo e per segno, vi sbagliate: impossibile concentrare in poche parole i colpi di scena che si susseguono. Sappiate solo che vi aspettano il lato oscuro di Los Angeles e almeno quattro personaggi indimenticabili: tre poliziotti e una splendida prostituta. Gli sbirri sono molto diversi tra loro: uno, Bud White (Russell Crowe) è il classico duro dal cazzotto facile, con una storia da incubo come quella del suo creatore: suo padre ha ucciso la madre davanti ai suoi occhi, e da quel momento gode nel massacrare di botte chiunque maltratti una donna. Ed Exley (Guy Pearce) è invece l'ambizioso rampollo di un pezzo grosso della polizia, con una smania di carriera che lo rende inviso a molti colleghi. Jack Vincennes (Kevin Spacey), infine, è un viscido detective della Narcotici, che non disdegna le bustarelle e, prima di arrestare i vip, avverte i paparazzi per finire sui giornali. L'omicidio di un collega e la strage commessa in un bar li costringeranno a collaborare,  e a scoprire quanto marcio c'è in città e nel loro Dipartimento. Quanto alla squillo d'alto bordo, si chiama Lynn Bracken (Kim Basinger, premiata anche lei con l'Oscar) e, per compiacere i suoi “ammiratori”, si è trasformata in una sosia della celebre diva Veronica Lake: quando però comincia da andare a letto (gratis) anche con gli agenti, cominciano i guai....

Tra pestaggi, omicidi, ricatti e frasi a effetto («Amico, non ci provare a fare la persona per bene: ti manca l'esperienza...», dice il capo della polizia a un sottoposto), il film non conosce pause, offre una ricostruzione d'epoca perfetta e dispensa emozioni fino alla resa dei conti. Un finale beffardo, fedele alla convinzione di Ellroy che, su questa terra, il più sano ha la rogna. Commentando la sua abilità nel trasformare le nevrosi in best seller, un giorno James commentò: «Sono molto bravo a trasformare la merda in oro». Beh, amici, buona visione, perché quello di L.A. Confidential è oro a diciotto carati.

© Riproduzione Riservata

Commenti

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>