Jason Bourne
Cinema

Jason Bourne, esordio da record: le recensioni internazionali

Il nuovo film della saga con Matt Damon incassa 110 milioni di dollari in un weekend. In Italia arriverà il 1° settembre

Era il 2007 quando Jason Bourne compariva per l'ultima volta al cinema, in The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo di Paul Greengrass, terzo film della saga dedicata al letale ex agente della CIA indelebilmente incarnato da Matt Damon. Il pubblico evidentemente ne sentiva la mancanza. Jason Bourne, quinto capitolo della serie sempre diretto da Greengrass (nel quarto The Bourne Legacy protagonista è l'agente Aaron Cross interpretato Jeremy Renner), sta esordendo con grandi numeri. In patria, negli Stati Uniti, dove è uscito il 29 luglio, ha dominato il boxoffice del weekend con 60 milioni di dollari. Stessa sorte per il botteghino estero: ha aperto con 50,1 milioni di dollari, il debutto oltreoceano più grande nella storia del franchise di azione.
Tra i mercati di maggior rilievo, il film ha collezionatio 11,2 milioni di dollari in Corea del Sud, 10,2 milioni nel Regno Unito e in Irlanda, 5,7 milioni in Australia. La somma dei risultati interni e di quelli esteri ha generato già 110,1 milioni di dollari di incassi. 

 

In tre giorni Jason Bourne ha quasi coperto i costi di produzioni (120 millioni). Matt Damon ha esitato un po' prima di riprendere il ruolo, ma la Universal Pictures ha avuto ragione a insistere (sicuramente con un lauto cachet). Accanto a lui compaiono l'attrice svedese fresca premio Oscar Alicia Vikander, Vincent Cassel e Tommy Lee Jones

In Italia la pellicola arriverà il 1° settembre.

L'entusiasmo del pubblico non corrisponde però a quello della critica internazionale. Sul sito Rotten Tomatoes che raccoglie recensioni, Jason Bourne al momento ha solo il 56% dei consensi. 

Il New Yorker scrive: "Greengrass è abile come sempre ma il risultato, anche se ricco di emozioni, sembra stranamente soffocato e, potremmo dire, superfluo". 

Sulla stessa lunghezza d'onda il Washington Post che rimpiange il ritmo più contemplativo del primo film della saga, The Bourne Identity (2002), firmato Doug Liman: "Tutto questo procedere a rotta di collo paradossalmente non è avvincente, nonostante l'azione non stop. Mentre i film su Bourne di Greengrass sono diventati sempre più iperattivi, si può avvertire nostalgia per il primo film, diretto da Doug Liman, che frapponeva momenti di quieta contemplazione e conversazione prima di tornare a scene con Bourne di corsa, in combattimenti, intento a sparare alla gente".

Hollywood Reporter invece apprezza la regia: "A livello tecnico e logistico, Greengrass offre tutto ciò che si aspetta da lui; non c'è nessuno meglio di lui quando si tratta di mettere in scena un'azione complessa e caotica in mezzo alla vita reale delle grandi città". E convince la new entry Alicia Vikander: "Vikander è una gradita aggiunta alla serie". 

Rolling Stones esalta il carisma di Matt Damon: "Damon domina il ruolo e il film". Infine ecco le parole del Los Angeles Times: "Realizzato con un palpabile senso di urgenza, questo film teso e propulsivo è il modello di ciò che l'intrattenimento tradizionale può essere quando tutto va bene".

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