Interstellar
Cinema

Interstellar, Christopher Nolan e lo spazio tentacolare: 10 cose da sapere

Tra distese di campi coltivati, tempeste di sabbia, nuove galassie da esplorare, si muove un'avventura fantascientifica affascinante ed enigmatica

Christopher Nolan non smette di osare e questa volta ci porta in un futuro distopico, su una Terra ormai spacciata, ma anche verso nuovi inesplorati mondi, ignoti, accattivanti e carichi di speranze. Interstellar è la sua ultima ambiziosa avventura fantascientifica (dal 6 novembre al cinema): 2 ore e 48 minuti che passano con trasporto, senza segni di stanchezza, tra distese di campi coltivati, tempeste di sabbia, misteri, viaggi in uno spazio sterminato, verso galassie e pianeti sconosciuti. L'umanità ha spolpato il pianeta e sta ormai andando verso l'estinzione, mentre un gruppo di scienziati lotta per la sua sopravvivenza... Ma a pulsare forte e a dare cuore e tensione al film è soprattutto un caldissimo legame padre-figlia, il loro desiderio ultimo di riabbracciarsi.
Interstellar è meno intrigante e nebuloso di Inception, ma anche qui Nolan, tra teorie su buchi neri, cunicoli spazio-temporali, luoghi a cinque dimensioni, ha il poter di rendere allo spettatore tutto così plausibile e allo stesso tempo enigmatico e poco comprensibile. Questo è il suo fascino (o la sua falla?). 

Ecco 10 cose da sapere su Interstellar.

 

1) Il pubblico all'esplorazione di uno spazio ancora da scoprire

In un futuro imprecisato la Terra non è più un pianeta ospitale, è stata colpita da una piaga ed è continuamente sferzata da tempeste di sabbia. L'unico alimento ancora coltivabile è il mais. Gli inventori non servono più, ora servono agricoltori e distese di mais. Matthew McConaughey è Cooper, ex pilota collaudatore e ingegnere, padre vedovo con due figli, Tom (Timothée Chalamet) e la piccola Murph (Mackenzie Foy), che con lui condivide l'interesse per la scienza. È proprio questa passione comune però a separarli. Cooper è chiamato verso una missione importantissima e imprevedibile, alla scoperta di nuovi pianeti da abitare. "L'umanità è nata sulla Terra ma non è destinata a rimanerci". 
Con lui il pubblico parte per un'intrigante esplorazione dello spazio che, a differenza di quello di Gravity popolato da musica di sottofondo, è silenzioso, vastissimo e dinamico. L'infinito spaziale è terreno fertile per Christopher e suo fratello co-sceneggiatore Jonathan Nolan, una tela bianca dove far sgroppare l'immaginazione. Stupenda la montagna che si trasforma in onda, sul primo pianeta visitato. Da scoprire con gli occhi il pianeta del dottor Mann (Matt Damon), in cui i giorni durano per 67 ore di freddo. 
"L'esplorazione dello spazio rappresenta l'estremo assoluto dell'esperienza umana", dice il regista. "È questo quel che più mi entusiasma: far sì che il pubblico possa vivere lo spettacolo di un grande viaggio interstellare".

2) Un intenso rapporto padre-figlia

Due storie si muovono in parallelo. Accanto al viaggio nel freddo spazio senza confini, c'è l'attesa sulla Terra di Murph, la figlia di Cooper, che crescendo ha il volto della stupenda Jessica Chastain. Il legame padre-figlia sa essere struggente ed è il motore del sorprendente e ostico finale. 
L'amore è nel Dna di questa avventura nello spazio. "Questa storia è piena di nostalgia e dolore, ma al suo interno c'è l'idea meravigliosa che, anche se l'amore è qualcosa che non si può toccare e conservare, rimane con noi malgrado le distanze del tempo e dello spazio": parola di Chastain.

3) Alla base le teorie scientifiche di Kip Thorne

I fratelli Nolan hanno scritto Interstellar basandosi sulle teorie del fisico teorico statunitense Kip Thorne sulla possibilità di viaggiare tra vari sistemi solari attraverso un cunicolo spazio-temporale (wormhole). Thorne è anche uno dei produttori esecutivi del film: "La storia è emersa dalle menti fertili degli sceneggiatori, ma sempre entro i confini stabiliti dalla scienza, o da ciò che possiamo ragionevolmente estrapolare sui concetti che vanno leggermente oltre le frontiere della nostra conoscenza". 
Kip Thorne ha trascorso molto tempo assieme ai membri del cast, per impartire loro alcune nozioni scientifiche, e si è recato anche a Londra per incontrarsi con il team addetto agli effetti visivi, presso la Double Negative, lavorando a stretto contatto con i designer per riprodurre degli oggetti il più fedele possibile agli standard scientifici a oggi concepiti. 

4) Sul set l'astronauta Marsha Ivins

Sul set c'è stata anche la visita dell'astronauta statunitense Marsha Ivins, che ha partecipato a diverse missioni dello Shuttle. La donna ha messo a disposizione la sua esperienza ed è servita come fonte d'ispirazione.

5) "L'odiosa" Anne Hathway salvata da Interstellar

Matthew McConaughey e Jessica Chastain sono alla loro prima volta con Nolan. Michael Caine invece, nei panni del professor Brand, inanella la sua sesta partecipazione in un film di Nolan. Anne Hathaway interpreta sua figlia, la dottoressa Amelia Brand, e torna a essere diretta da Nolan dopo che è stata la Catwoman de Il Cavaliere oscuro - Il ritorno. L'ex Fantine de Les Misérables esce da un periodo non facile. Infatti, dopo l'Oscar ricevuto proprio per il suo ruolo nel musical, sul web si è scatenato un sentimento di "odio" verso la Hathway, con tanto di comunità di "Hatha-haters". All'attrice si rimproverava soprattutto un modo di fare alquanto artefatto, anche al momento di ritirare l'Academy Award. Dopo lo shock nell'apprendere di questo astio nei suoi confronti, Anne per un po' è stata dimenticata da Hollywood. Solo una volta che è stata annunciata la sua presenza in Interstellar il suo telefono ha ripreso a suonare.

6) L'umorismo affidato a un'intelligenza artificiale

La missione nello spazio è intrapresa da Cooper, Amelia Brand, l'astrofico Romilly (David Gyasi) e il pilota Doyle (Wes Bentley). Ma l'equipaggio è composto anche da due ex macchine militari, delle intelligenze artificiali denominate CASE e TARS, progettate per emulare le loro controparti umane.
È a questi, e soprattutto a CASE, che è affidato l'umorismo del film. La sua funzione è sollevare il morale tra le fila degli astronauti e il suo scoppiettante duello verbale con Cooper è ricco di spirito.
Entrambe le macchine sono state mosse sul set dal comico e clown americano Bill Irwin tramite un sofisticato impianto meccanico. L'attore nella versione originale dà anche la voce a TARS. 

7) L'universale reale sullo sfondo di Interstellar

Il team degli effetti speciali, la Double Negative, ha creato la realtà dello spazio ispirandosi all'astrofotografia proveniente dagli archivi del Royal Observatory del Regno Unito e alle immagini ad alta definizione dal telescopio spaziale Hubble. Ha inoltre esaminato la banca dati della NASA di 2,5 milioni di stelle, per riprodurre l'universo reale che fa da sfondo al film. 

8) In Canada gli scenari terrestri, in Islanda quelli spaziali

La fattoria in cui Cooper vive con i suoi figli e il suocero (John Lithgow) ha trovato il suo set naturale nella regione di Okotoks, poco a sud della città di Calgary, in Alberta, Canada. "Volevamo dare un vero e proprio segnale visivo, che il grano veniva coltivato in un territorio che probabilmente non era adeguato, e Calgary era perfetta in questo senso", afferma Nolan. "Ha un enorme paesaggio sullo sfondo, con delle colline che precedono le Montagne Rocciose canadesi".
Nella città di Longview la produzione ha incontrato un allevatore di nome Rick Sears, proprietario di una vasta tenuta, che ha acconsentito a costruire una strada fino alla location e a seminare 500 acri di terra. Da lì a sei mesi il mais avrebbe raggiunto l'altezza ideale per le riprese.
Per i due pianeti esplorati è stata invece l'Islanda il set ideale. Il ghiacciaio Vatnajökull, colpito da recenti eruzioni vulcaniche, dà un effetto surreale di grigio marmorizzato sul ghiaccio, perfetto per il pianeta ghiacciato, affascinante ma assolutamente cupo. Le acque basse ma apparentemente infinite della laguna Brunasandur hanno rappresentato la zona d'atterraggio sul pianeta d’acqua.

9) Architetture non futuristiche e atmosfere da Grande Depressione

Nolan ha immaginato la fattoria della famiglia Cooper in stile contemporaneo, non futuristico, con un'architettura atemporale ispirata ai dipinti di Andrew Wyeth
Per il futuro distopico sulla Terra i realizzatori si sono ispirati all'era della Grande Depressione. Le tempeste di sabbia portano subito alla mente l'incipit del romanzo Furore dello scrittore statunitense John Steinbeck: anche lì la miseria umana fece scaturire l'esigenza del viaggio.
Nolan è stato ispirato dalla serie della PBS del documentarista Ken Burns sul Dust Bowl occorso negli Stati Uniti, il più grave disastro ecologico dell'uomo nella storia del Nord America, quando una serie di tempeste di sabbia si sono abbattute sui terreni agricoli del Paese trasformando le praterie in vasti deserti.

10) Vere tempeste di polvere

Le tempeste di polvere di Interstellar si alzano in aria corpose oltre l'orizzonte, si infiltrano in ogni crepa e ricoprono ogni superficie del mondo di Cooper. Per avere una resa visiva perfetta Nolan non voleva accontentarsi del CGI, quindi si è rivolto al coordinatore degli effetti speciali Scott Fisher per avere delle idee. La risposta di Fisher è stata: C-90, ovvero materiale biodegradabile non tossico fatto di particelle di cartone adatto come riempitivo di alcuni alimenti trasformati e abbastanza leggero per ottenere l'effetto fumogeno ricercato da Nolan. 
Fisher ha utilizzato degli enormi ventilatori per innalzare la polvere di C-90 nell'aria: la macchina da presa IMAX è stata protetta con dei rivestimenti plastici appositamente realizzati e gli attori al termine delle riprese quotidiane si sono ritrovati coperti totalmente da uno strato irto di materiale. 

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