Cinema

I 2 soliti idioti: 5 cose da sapere

Il nuovo film con Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio conquista il botteghino, ma la qualità è altrove

Una scena del film 'I 2 soliti idioti' (Credits: Medusa)

De I Soliti Idioti si sente dire tutto il male possibile? E loro incassano quattordici milioni di euro al primo film. Continuano ad accusarli di omofobia, razzismo e volgarità gratuita? E loro tornano al cinema con il sequel I 2 soliti idioti dal 20 dicembre in 500 sale. Non solo: si posizionano subito dopo l’incontrastato re del box office Lo Hobbit , arrivando a registrare solo nella prima giornata 275.534 euro e battendo, per incassi, sia Tutto tutto niente niente con Albanese che Colpi di fulmine con De Sica.

Ecco cinque cose da sapere.

1.   Sono nati nel 2009. Tutto nasce da una sitcom su Mtv mandata in onda per la prima volta a inizio 2009. Lì Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio (classe ’79 il primo, ’74 il secondo) iniziano a dar vita ai loro strampalati personaggi, compresi i più popolari di tutti: Father & Son, ovvero il cafonissimo Ruggero Ceglie e l’ingenuo figlio Gianluca, protagonisti poi di entrambi i film per il cinema.

2.    Sono tornati, e sono sempre (più) volgari. Ora che il loro “Dai cazzo” è diventato un tormentone c’è poco da ridere, in senso letterale: se il primo I Soliti idioti strizzava l’occhiolino ai fan della sitcom strappando qualche risatina, I 2 soliti idioti si accartoccia narrativamente su se stesso, sostituendo a un’eventuale verve comica banali pillole di volgarità gratuite. Si badi bene: il problema non è la volgarità in sé, ma la vuotezza effettiva delle battute. E la reiterazione del tormentone di cui sopra, o l’invenzione di nomignoli come Paraguru o Perla Madonna, non aiuta certo a risollevare la situazione.

3.    Altro che “scorretti”. Operazione commerciale acuta, quella di lanciare un film innocuo (e nella struttura anche poco originale) come diseducativo. O “scorretto”, per dirla con il fiero produttore Pietro Valsecchi: “Il problema vero è che abbiamo difficoltà a guardarci dentro e ridere di noi stessi: la forza di un prodotto scorretto come I 2 soliti idioti è l'immediatezza del linguaggio che, prendendo spunto dalla realtà giovanile, viene compreso proprio da quel pubblico lì”.  Poi la verità: “Per noi l'unico risultato che conta è l'incasso”. Ma il vero politicamente scorretto, la satira graffiante, le maschere che fanno riflettere sulla società e su noi stessi, sono altrove (da Carlo Verdone a Checco Zalone).

4.   Improvvisano quasi tutto. Che Francesco Mandelli sia un talento lo hanno già dimostrato film come Generazione mille euro - e chissà cosa farà alle prese con un cast tutto al femminile in Pazze di me di Brizzi -. Detto questo, il problema de I 2 soliti idioti è anche la povertà della sceneggiatura. Colpa, forse, di un eccesso di voglia di improvvisare (arte che necessita di grande esperienza e rara abilità performativa): “Come regista della serie tv e dei due film – spiega il regista Enrico Lando - posso dire che questo è il loro modo abituale di lavorare: ti danno un canovaccio, ma poi arrivano sul set con l'intenzione di cambiare qualunque cosa”.

5. Andranno in America. Colpo di scena, il prossimo capitolo de I Soliti Idioti potrebbe essere girato a New York. Così Valsecchi: “Se il film andrà bene, possiamo pensare di esportare il prodotto su piattaforma inglese. Non sarà, come i cinepanettoni, ‘I soliti idioti a New York’, ma una satira pensata per un pubblico americano”. Yankees avvisati.

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