Ho ucciso Napoleone
Cinema

Ho ucciso Napoleone, commedia con Micaela Ramazzotti fredda e vendicativa - Video

Opera seconda di Giorgia Farina, sarà al cinema dal 26 marzo

Dopo aver esordito con la commedia noir Amiche da morire, la regista romana classe 1985 Giorgia Farina torna con Ho ucciso Napoleone, commedia di cui ha curato anche la sceneggiatura insieme a Federica Pontremoli. Arriverà al cinema dal 26 marzo al cinema con 01 Distribution.

Protagonista è Micaela Ramazzotti nei panni di Anita, single e brillante manager in carriera. Nel giro di ventiquattrore la sua vita viene spazzata via da un uragano di guai. Il lavoro, l'amore, il futuro, tutto in macerie nel giro di un giorno. Anita si ritrova seduta sull'altalena di un parco giochi licenziata in tronco e incinta del suo capo, suo amante clandestino, sposato e padre di famiglia. Ma Anita è come un sofficino congelato, per conservarsi si è fatta fredda, glaciale. Senza scendere a compromessi, pretende che tutto torni come prima, il suo lavoro, la sua vita, la sua libertà di single senza figli. E perché questo accada è necessario ordire un piano di vendetta raffinata e senza scrupoli. Ma a volte accade che anche il piano perfetto vacilli di fronte all'imprevisto, soprattutto se l'imprevisto ha le sembianze di un timido e goffo avvocato di nome Biagio (Libero De Rienzo). Nel frattempo Anita cresce, la sua pancia cresce e cresce dentro di lei la capacità di aprirsi al mondo e scongelare il sofficino che ha messo al posto del cuore. 

Nel cast anche Adriano Giannini, Iaia Forte, Thony, Elena Sofia Ricci.

In questo video in esclusiva un estratto di Ho ucciso Napoleone con Ramazzotti e De Rienzo:

"'Nella vendetta e nell'amore la donna è più barbarica dell'uomo' afferma Nietzsche molto, molto tempo prima che Anita venisse lasciata e licenziata. La domanda che mi sono posta quando ho deciso di realizzare Ho ucciso Napoleone è cosa spinge una donna a diventare una vendicatrice pronta a tutto?", ha detto la regista sceneggiatrice Farina. "La donna moderna è costretta a tirare fuori le unghie: tutta colpa della società che è modellata secondo esigenze e stereotipi femminili vecchi ed irrealisticamente perfetti o totalmente perdenti che penalizzano il 'gentil sesso' sia nel campo del lavoro che in quello delle relazioni. Anita non si accontenta di cadere in un cliché, è anarchica e pretende di essere riconosciuta nella sua particolarità. Se la realtà le sbatte la porta in faccia Anita si adegua ed inizia a comportarsi come il più spregiudicato degli uomini, pronta a tutto per ottenere quello che le è stato tolto".

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