67 anni, 30 nomination ai Golden Globe, 8 Golden Globe vinti, Meryl Streep è stata meritatamente incoronata con il Golden Globe alla carriera, intitolato a Cecil B. DeMille. Durante la 74ª edizione della cerimonia di premiazione dei Golden Globe, al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills, l'attrice nel suo discorso di ringraziamento ha innalzato un inno alla diversità e assestato un deciso attacco a Donald Trump, senza mai nominarlo direttamente. 

Con la voce emozionata per i tanti applausi e flebile, Meryl ha esordito: "Chi siamo? E cos'è Hollywood in fondo?". Ha stilato una carrellata dei disparati luoghi d'origine delle star nominate ai Golden Globe, da Ryan Gosling, canadese, a Ruth Negga, irlandese di origini etiopi, da Viola Davis, afroamericana nata nella Carolina del Sud, a Natalie Portman, statunitense di origini israeliane. Ha quindi aggiunto: "Hollywood è solo un gruppo di persone che arrivano da altri posti. Se mandassimo via tutti quelli che non sono nati qui non ci resterebbe nulla da guardare se non il football e le arti marziali, che non sono propriamente arte". 
Meryl Streep tra l'altro era nominata al Golden Globe come migliore attrice in un film musicale o commedia grazie alla sua interpretazione in Florence, premio vinto da Emma Stone con La La Land.

Poi, senza nominarlo, la divina Meryl ha ricordato quando il neo presidente americano Trump, durante la campagna elettorale, scimmiottò un giornalista disabile: "Mi spezzò il cuore e ancora non riesco a togliermelo dalla testa, perché non era in un film. Era la vita reale". Osservando che "quando qualcuno approfitta della sua posizione di potere per bullizzare gli altri, si perde tutti". E ancora: "La mancanza di rispetto porta altra mancanza di rispetto e la violenza invita alla violenza".

Nella serata dei premi assegnati dai giornalisti della stampa estera iscritti all'HFPA (Hollywood Foreign Press Association), non è mancato un incoraggiamento alla stampa: "Abbiamo bisogno che la stampa difenda e porti alla luce tutte le storie, che faccia in modo che i potenti rispondano delle proprie azioni. Tutti noi dobbiamo appoggiare i nostri giornalisti perché ne abbiamo bisogno".

Per finire, tenere e commosse parole per la compianta amica e collega Carrie Fisher: "Prendi il tuo cuore spezzato e fallo diventare arte".

Ecco il discorso di ringraziamento di Meryl Streep da YouTube:


Non è tardata molto la replica di Donald Trump. Alla vigilia delle audizioni in Senato per la conferma dei suoi ministri, il tycoon ha reagito stizzito, prima liquidando la star sul New York Times come una "Hillary lover" e poi definendola su Twitter "una lacchè di Hillary che ha perso grosso", nonché "una delle attrici più sopravvalutate di Hollywood". Si è poi difeso sostenendo di non aver "mai preso un giro un giornalista disabile (non lo farei mai)", ma di essersi limitato a mostrargli come aveva cambiato una storia vecchia di 16 anni "al fine di mettermi in cattiva luce".


Ecco invece il video in cui Trump si rivolge al giornalista disabile:

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti