Cinema

I 10 film italiani più belli del 2013

Storie piccole e allo stesso così universali, esplosioni di bellezza diffusa, thriller inattesi e audaci...

Medusa Film, Bim Distribuzione, Good Films

La grande bellezza, Still Life, Salvo – Credits: Medusa Film, Bim Distribuzione, Good Films

Storie piccole e allo stesso così universali, esplosioni di bellezza diffusa, thriller inattesi e audaci... Ecco i dieci film italiani più belli del 2013 (secondo me):

1) Still Life di Uberto Pasolini

È un piccolo film, di quelli senza effetti speciali e senza scenografie e coralità sorprendenti. La forza di questo "piccolo film" però è proprio questa: nella sua semplicità silenziosa e nella sua delicatezza raffinata colpisce il cuore. Affronta temi universali come la solitudine e la morte con sensibilità e sincerità, affidando tutto al volto rispettoso di Eddie Marsan. 

2) La grande bellezza di Paolo Sorrentino

Non sono tra chi ha amato appassionatamente l'affresco di decadenza contemporanea romana sullo sfondo di una Capitale di struggente bellezza. La sincerità che ho trovato in Still Life non l'ho sentita nel film di estetismo estremo - quasi artefatto e compiaciuto - di Sorrentino. Ma al regista campano bisogna riconoscere che ha una visione cinematografica di altissima qualità e di afflato universale: la sua ricercatezza artistica rapisce l'occhio. Per di più ha portato l'Italia nella cinquina dei candidati al Golden Globe per il miglior film straniero. Facendoci sperare anche per gli Oscar. 

3) Salvo di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza

Film rivelazione del Festival di Cannes 2013, in una Sicilia che ha luci e paesaggi epici da western, due cecità diverse si abbracciano. Dall'incontro violento tra una ragazza cieca (Sara Serraiocco) e un sicario mafioso (Saleh Bakri) stilla una speranza. Poche le parole pronunciate, eppure Salvo è un film da ascoltare perché, come la ragazza senza vista, anche lo spettatore è indotto a intuire tante azioni tramite l'udito, senza vederle. 

4) La migliore offerta di Giuseppe Tornatore

Un thriller ambientato nel mondo delle aste d'arte, un uomo freddo che maniacalmente tiene le distanze dagli altri, una ragazza che lo invita a valutare il suo patrimonio... Anse inaspettate e colpi di scena si aprono con fascino sul finale. Geoffrey Rush è superbo e ci fa dimenticare che l'evoluzione del suo personaggio, da volpe navigata a credulone, è forse un po' temeraria. Ai David di Donatello il film si è guadagnato sei statuette. 

5) Via Castellana Bandiera di Emma Dante

Tutta l'audacia che la regista teatrale usa sul palcoscenico ora è trasferita al cinema. Una via stretta stretta e due auto una di fronte all'altra che non vogliono indietreggiare. La strada man mano si allarga mentre le posizioni delle contendenti non mutano. Coi suoi silenzi e gli sguardi ostinati e feriti Elena Cotta ha vinto la Coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia. Emma Dante esaspera le situazioni e i limiti dei suoi personaggi. Tra metafore e originalità di visione, il suo film è di quelli da lasciar decantare, per farsene quindi affascinare. 

6) Viva la libertà di Roberto Andò

Il solito magistrale Toni Servillo dà vita a un uomo politico e al suo doppio folle in un film rigenerante che dà voce al forte bisogno italiano di riscoprire il sogno e la verità. Tanti i momenti comici come anche gli spunti di riflessione.

7) Miele di Valeria Golino

Un buon esordio alla regia per Valeria che, a differenza del titolo del film, traccia una storia tutt'altro che dolce, anzi aspra e dura, come può essere la morte assistita. Un tema difficile, quello dell'eutanasia, affrontato con sensibilità e senza giudizio. Convincente Jasmine Trinca, protagonista assoluta e in piena maturità artistica. 

8) Un giorno devi andare  di Giorgio Diritti

È meno potente del precedente lavoro di Diritti, L'uomo che verrà, ma si distingue sempre per il suo spessore, per la profondità e per la meraviglia delle immagini. In Amazzonia madre natura è maestosa e segue la tormentata ricerca spirituale della sua protagonista interpretata da Jasmine Trinca. 

9) Sacro GRA di Granfranco Rosi

Rosi ha il merito di aver portato il documentario a una nuova soglia, in un connubio con la fiction. Vivace ritratto della vita brulicante attorno al Grande Raccordo Anulare di Roma, ha riportato in Italia il Leone d'oro della Mostra del cinema di Venezia.

10) La mafia uccide solo d'estate di Pif

Se la classifica fosse stata da undici titoli, anche l'aggraziata commedia Viaggio sola di Maria Sole Tognazzi sarebbe in questo elenco. Invece c'è l'esordio alla regia di Pif, ovvero Pierfrancesco Diliberto. Bisogna convivere con la sua voce narrante gracchiante, ma il film ha il pregio di raccontare la mafia con toni leggeri ma sempre opportuni. È trasognata e ricche di piacevoli chicche la narrazione con il protagonista bambino (il bravissimo Alex Bisconti), meno riuscita invece la parte in cui Pif entra in scena. Nonostante tutto, Pif dimostra che si può raccontare la Storia italiana e ricordare le vittime di Cosa nostra anche con levità, elargendo un'utile lezione per le nuove generazioni senza troppi intellettualismi. 


PS: Nota di merito per Sole a catinelle di Gennaro Nunziante. Certo, se si analizza l'esilarante commedia con Checco Zalone a 360 gradi non abbiamo a che fare con una pietra miliare della settima arte, ma per fortuna che in questo 2013 c'è stato Sole a catinelle: è il film più divertente dell'anno, che garantisce risate piene a ogni tipo di spettatore grazie a gag e battute argute. È dissacrante e con generosità dispensa buonumore, così utile di questi tempi. Al botteghino ha superato Avatar in numero di spettatori e anche la soglia di 50 milioni di euro di incassi: gli esercenti cinematografici ringraziano Checco Zalone. Il cinema italiano oggi ha bisogno anche di lui.

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