Fast & Furious 8
Cinema

Fast & Furious 8, tutte le auto del film - Foto

Dalla sfida sul ghiaccio tra il Dodge "Ice" Charger e il carro armato Ripsaw alla corsa per le strade cubane a bordo di una Chevy Fleetline mal ridotta. Ecco tutte le vetture protagoniste

Fast & Furious 8 mette subito il turbo. Con il debutto nei cinema del Nord America e in 63 mercati internazionali, Fast & Furious 8 (titolo originale The Fate of the Furious) ha totalizzato 532 milioni di dollari, segnando la migliore apertura globale di sempre e superando il precedente record di Star Wars: Il Risveglio della Forza.
Ottimo il debutto anche in Italia, dove ha incassato 7.454.148 euro nei primi cinque giorni di programmazione.

Il segreto del successo di Fast & Furious 8? Il cuore grande che unisce la famiglia capitanata da Dom Toretto, alias Vin Diesel, e soprattutto loro, le macchine. Fiammanti, modificate, sfreccianti, sono le auto le prime protagoniste della saga.
Ecco tutto quello che c'è da sapere sulle auto di Fast & Furious 8. 


Com'è stata creata la scena finale sul ghiaccio
Tutto è iniziato dalla fine, con la sequenza nella gelida Russia. Il coordinatore auto Dennis McCarthy ha modificato completamente una flotta di veicoli pronti a sfidare l’Artico, per esser poi spediti in Islanda. Il Mare di Barents ghiacciato ha fornito lo sfondo per il duello finale in terra russa tra Cipher (Charlize Theron) e Dom (Vin Diesel), che compie delle acrobazie in macchina sul paesaggio congelato, contro un sottomarino nucleare. 

Durante le circa quattro settimane di riprese, in diversi laghi congelati di alcune delle regioni più remote dell'Islanda, e poi nella città di Reykjavik, la squadra ha pianificato un programma di lavoro molto intenso, che ha coinvolto ben 16 veicoli di ogni genere, oltre a esplosivi detonanti per simulare l’affioramento di un sottomarino.

Quali sono le auto dello scontro sui ghiacci
Dom è al volante della Dodge "Ice" Charger. Deve affrontare Hobbs (Dwayne Johnson) che gli viene contro a tutto gas con un Dodge "Ice Ram" Truck modificato. Letty (Michelle Rodriguez) guida un Rally Fighter, mentre il Piccolo Sig. Nessuno (Scott Eastwood) una Subaru WRX. Tej (Ludacris) finalmente sale su un carro armato militare Ripsaw, mentre Roman (Tyrese Gibson) sfreccia attraverso la tundra in una Lamborghini arancione.

 

Le auto della corsa a Cuba
Per onorare le radici della saga incentrata su corse automobilistiche clandestine in un quarto di miglio, Fast and Furious 8 ha immaginato la Cuban Mile race.
Lasciandosi alle spalle le temperature sottozero dell'Islanda, McCarthy e la sua squadra si sono diretti alla volta di Cuba per iniziare la loro sfida successiva. Nella sequenza di apertura del film, Dom corre su una Chevy Fleetline del 1953 mal ridotta, contro una Ford Fairlane del 1956, la macchina più veloce dell'isola.

A Cuba la mancanza di pronta disponibilità di ricambi per automobili, ha costretto McCarthy a portare tutto il necessario per far fronte alle possibili evenienze. Le vetture avrebbero certamente subìto delle ammaccature durante la corsa a L'Avana. Il reparto picture car ha trasportato dieci Chevy e sette Ford per risolvere la carneficina veicolare che senza dubbio si sarebbe presentata nella gara.

Per accedere al leggendario parco auto locale, McCarthy si è rivolto al re delle auto di Cuba: David Peña. Conosciuto in tutto il circuito di corse automobilistiche semplicemente come McQueen, ha custodito le migliori auto d'epoca dell'isola.

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– Credits: Universal Pictures

Il magazzino con auto scintillanti
Per McCarthy, una delle scene più entusiasmanti è stata la sequenza in cui Hobbs, Shaw (Jason Statham) e la squadra vengono condotti in uno stabilimento apparentemente innocuo di prodotti ittici, che funge da copertura per un sito governativo e contiene un paradiso di vetture celestiali.

Si avverte il canto degli angeli quando la squadra entra nella loro Valhalla, un vasto magazzino di auto che ricorda una delle scene finali del classico di Indiana Jones I predatori dell'Arca perduta, quando l'Arca dell'Alleanza viene nascosta in una cassa, marchiata e inserita tra migliaia di altre casse identiche. Per questa scena, per ottenere il massimo della meraviglia tra gli appassionati di auto, McCarthy ha consultato una lista di proprietari privati, concessionari, uffici doganali e produttori di tutto il mondo. Sono stati riuniti veicoli per un valore di più di 17 milioni di dollari.

Lo spettacolare parco macchine ha incluso automobili delle migliori marche americane - tra cui Dodge, Ford e Chevy vintage – e quelle d'importazione come Ferrari, Lamborghini, Jaguar, Toyota, Subaru, e un esemplare unico di un prototipo da 2 milioni di dollari della Nissan arrivato direttamente dal Giappone – fino a motociclette come Ducati, Harley Davidson e KTM.

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– Credits: Universal Pictures

Dopo esser stato limitato nella scelta delle auto in Fast and Furious 7, Gibson si è invece esaltato di fronte alla scelta di McCarthy di alzare la posta in gioco per le auto di Roman in Fast & Furious 8. "Stavolta ho una Bentley GT coupé", ha detto l'attore. "Due porte, bianca con le strisce bordeaux. Poi ho anche una Lamborghini arancione, quindi sono molto felice. Adoro le mie auto".

Amante delle auto veloci, McCarthy ha anche arricchito la collezione con un carro armato Ripsaw, per gentile concessione del Dipartimento della Difesa statunitense, un motoscafo Mystic, un veicolo da combattimento ruotato Stryker e un elicottero MD.

Fast & Furious 8

Immagine del film "Fast & Furious 8" – Credits: Universal Pictures International Italy

Le scene girate a New York
Girare le scene a New York è stato come un ritorno alle origini: la città è incorporata nel Dna di Fast & Furious. Tutto è iniziato con un articolo sulla rivista Vibe nel 1998, "Racer X", che ha descritto un pilota di corse clandestine di quella città. Il produttore Neal H. Moritz se n'è accaparrato i diritti e ha dato vita a uno dei franchise più amati nella storia della Universal Pictures.

Per Diesel, essendo lui stesso un newyorkese, le riprese nella Grande Mela sono state esaltanti: "Portare Fast a New York è sempre stato un mio sogno", afferma. "Ho sempre ritenuto ci fosse una certa giustizia poetica per i nostri personaggi nel tornare a New York, dove letteralmente tutto ha avuto inizio con l'articolo della rivista Vibe sulle corse clandestine dominicane. New York è un grande sipario per questo film, e l'azione che permette è difficile da battere. Le sequenze che ne conseguono faranno impazzire".

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