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Cinema

Dunkirk di Christopher Nolan: il capolavoro è servito (e osannato)

In Italia uscirà il 31 agosto ma negli Usa, in Gran Bretagna e altri paesi sta già sbancando il box office. E stavolta critica e pubblico sono d’accordo

Già viaggia per scavalcare i 60 milioni di dollari negli Stati Uniti e altrettanti ne sta raccogliendo per il mondo là dove è uscito nei quasi 11 mila schermi. Si fanno due conti e si ragiona sul fatto che Dunkirk di Christopher Nolan (in Italia uscirà il 31 agosto) sia il film dell’anno.

Perlomeno fino ad ora. E non è soltanto una questione di box office. Anzi. L’eccezionalità, se si vuole l’anomalìa di questo evento cinematografico è proprio nella coincidenza del successo al botteghino con la grandezza artistica dell’opera intesa anche nella sua estrema ricercatezza strutturale ed estetica.

Doti peraltro ben riconosciute a Nolan nelle sue imprese più significative come Interstellar, la trilogia Batman, Memento, Inception. E che qua si conferma grande autore rievocando, a modo suo suo, la débâcle alleata all'inizio della Seconda Guerra Mondiale e la disperata ritirata degl'inglesi ammassati a decine di migliaia sulla spiaggia di Dunkerque: in attesa di essere imbarcati e attraversare la Manica per tornare a casa. Ma sempre sotto il fuoco tedesco.

 

Un regista nel pieno dominio del proprio mestiere

Unanimi, o quasi, critica e pubblico. Il sito Rotten Tomatoes, implacabile quanto attendibile nonché perentorio nel bene e nel male, riassume le quasi 260 recensioni di lingua anglosassone passate al suo scanner e opportunamente studiate raccontando che Dunkirk scodella uno spettacolo appagante dal punto di vista emotivo, messo in scena da un regista-sceneggiatore nel pieno dominio del proprio mestiere e animato da un cast capace nella coralità e nella logica dell’ensemble di esaltare un racconto basato sui fatti storici.

Celebrato l’eroismo con partecipazione passionale

Le lodi, insomma, si sprecano e il consenso complessivo si attesta su un valore del 93%. Per il New Yorker “il film funziona benissimo. Ogni volta l’azione s’ingrossa e ridiscende come un’onda, poi improvvisamente ti molla uno schiaffo salato in faccia”. Il Sunday Times scrive: “Viene celebrato l’eroismo, gli Spitfire volano, Churchill è evocato rispettosamente e vengono proposte scene di passionale e coraggiosa partecipazione inglesi che potrebbero essere state scritte negli anni Quaranta”.

Brividi ed emozioni concentrati nei ritmi inebrianti

Newsweek è anche più pacato ma egualmente e largamente elogiativo esprimendosi su un film “dal tracciato piuttosto lineare, con i brividi emozionali tutti concentrati nei ritmi inebrianti sui quali si svolge l’azione”. Decisivo, invece, l’Observer: “Dunkirk è senza dubbio destinato a diventare la definitiva determinazione cinematografica di questo straordinario capitolo della Storia”: Non è da meno Arizona Republic che lo definisce “un grande epico film di guerra d’ispirazione tradizionale ma al tempo stesso con la modernità di Christopher Nolan”.

Evitato il “porno” di guerra sulla spiaggia della vergogna

Sentite The Guardian: “Un film potente e straordinariamente realizzato attraverso una sua speciale storia da raccontare evitando il porno di guerra a favore di qualcosa di desolato e apocalittico su una spiaggia della vergogna piena di soldati zombificati dalla sconfitta”.

Dal Daily Express una raccomandazione: “Quest’opera stupefacente chiede di essere vista sullo schermo più grande possibile” e le occasioni, da quelle parti e negli Stati Uniti, non mancano di sicuro vista la diffusione delle sale IMAX.

Un cinema emotivo ad alto budget da definire Arte

Non meno entusiastiche le opinioni delle testate specializzate. Per Variety “Nolan ha trovato la strada per sfruttare la meglio le risorse della tecnica mettendole al servizio di una realtà dilatata capace di rendere il racconto molto più coinvolgente e incisivo di qualsiasi altra cosa di possa vedere al cinema”. E Entertainment Weekly sentenzia che “senza discussione è il miglior film uscito finora quest’anno, frutto di un far cinema emotivo ad alto budget che possiamo definire Arte”.

Tre linee temporali attivate con le prodezze della tecnica

E mentre Screen International elogia “la sceneggiatura che porta avanti tre linee temporali attivandole con le prodezze della tecnica e producendo una forma d’intrattenimento davvero entusiasmante”, The Hollywood Reporter si pronuncia secco con una definizione interessante: “Dunkirk è un capolavoro impressionista”. Un capolavoro lo è anche per l’Associated Press che aggiunge: “Un film di sopravvivenza in grado di trascinare incredibilmente, raccontato in 106 minuti girati in modo esaltante”.

La “matrioska” di racconti celebra il meglio delle persone

 Altre lodi arrivano dal sofisticato Village Voice che la vede così: “Una capace matrioska di racconti che convergono in un’unica direzione come seguendo il ticchettìo di un orologio. Incredibile”. E USA Today rileva la grandezza dell’impresa di Nolan il quale “ha realizzato un film di guerra coinvolgente che celebra la parte migliore delle persone rendendo anche evidente il fatto che non può esserci vittoria senza sacrificio”.

Recensori e spettatori in sintonia, ma c’è chi fa polemica

Come spesso succede, infine, polemiche e liti non potevano mancare. Stavolta non dal punto di vista critico ma, immancabilmente, da quello politico-diplomatico con qualche mal di pancia di troppo. Specie da parte dei francesi, permalosi più del solito nell’annotare lo scarso peso dato dal film al loro impegno militare. E pure i russi hanno avuto qualcosa da ridire. Chi non ha fiatato, fino ad ora, i tedeschi che nel film ci mettono del loro bombardando tranquillamente le navi con le insegne della Croce Rossa.

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