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Cinema

I grandi classici dell'horror, il ritorno di Dracula

Il famigerato vampiro, reso celebre dalla penna dello scrittore Bram Stoker, è fra i protagonisti dei cult dell'orrore della raccolta Monsters: The Essential Collection

Bela Lugosi in Dracula (Universal Pictures)

In una sera fredda e piovosa del maggio del 1816, in una residenza di campagna in Svizzera, sulle rive del lago Lemano, si riunì una piccola compagnia di amici. Il loro ospite era un giovane poeta che rispondeva al nome di George Gordon Byron, e il passatempo scelto dai suoi commensali, in quella notte di pioggia incessante, fu un'insolita sfida: ciascuno dei presenti avrebbe dovuto scrivere un racconto dell'orrore. Ebbene, nell'arco di quelle poche ore avrebbero preso vita, allo stesso tempo, due dei personaggi più celebri di tutti i tempi: la mostruosa creatura protagonista di Frankenstein, il popolare romanzo di Mary Shelley (futura moglie del poeta Percy Bysshe Shelley), e il non-morto che si nutre del sangue delle proprie vittime ne Il vampiro, un racconto firmato dal medico John William Polidori. A questa banale scommessa fra amici, insomma, dobbiamo due delle creazioni fondamentali dell’immaginario horror: personaggi che, nelle loro innumerevoli varianti, continuano a regalare infiniti brividi a lettori e spettatori di ogni età.

La creatura di Frankenstein e il vampiro della Transilvania sono due delle icone dell'orrore che è possibile trovare in Monsters – The essential collection, un cofanetto Blu-Ray contenente otto grandi titoli prodotti dalla Universal fra gli anni '30 e gli anni '50, riproposti al pubblico dal 3 ottobre in versione rimasterizzata in alta definizione. Otto classici del brivido che hanno terrorizzato il pubblico dell’epoca e che hanno rappresentato dei modelli imprescindibili per il genere horror nelle sue varie declinazioni: Dracula, Frankenstein, La mummia, L'uomo invisibile, La moglie di Frankenstein, L'uomo lupo, Il fantasma dell'Opera e Il mostro della laguna nera.
Fra questi titoli, Dracula costituisce probabilmente il più famoso e celebrato: diretto dal geniale Tod Browning (il regista del cult Freaks) nel 1931 e interpretato dall'attore ungherese Bela Lugosi, Dracula ottenne un enorme successo e riscrisse per sempre i canoni della figura del vampiro.

In Monsters – The essential collection, il film di Browning è disponibile per la prima volta in versione restaurata, con incluso un prezioso documentario sull'opera di restauro a cui è stata sottoposta la pellicola.
E proprio la figura di Dracula è quella che, nel corso dei decenni, ha riscosso maggior fortuna presso il pubblico, stimolando la fantasia di scrittori e registi.
La versione letteraria più nota del famigerato personaggio del folklore dell’Europa orientale resta indubbiamente Dracula, il romanzo epistolare pubblicato da Bram Stoker nel 1897 e diventato uno dei maggiori classici della narrativa gotica. Nel romanzo di Stoker, il sinistro conte che abita in un lugubre maniero della Transilvania viene descritto come "un vecchio, alto, sbarbato ma con lunghi baffi bianchi, vestito di nero dalla testa ai piedi": un’immagine che, tuttavia, non riceverà una riproduzione particolarmente fedele nei numerosi film ispirati al testo di Stoker.

Al contrario, una delle prime manifestazioni cinematografiche del vampiro ce lo mostra in maniera del tutto diversa: in Nosferatu il vampiro, capolavoro assoluto dell’espressionismo tedesco, diretto da Friedrich Wilhelm Murnau nel 1922, l’attore Max Schreck ci presenta un Nosferatu contraddistinto dal pallore cadaverico e dall’aspetto mortifero, del tutto privo dell’aurea di aristocratico fascino del conte di Bela Lugosi. Il meraviglioso horror di Murnau costituirà un modello di imitazione, molti anni più tardi, per il regista tedesco Werner Herzog, che nel 1979 ne ha diretto un remake intitolato Nosferatu, il principe della notte, in cui il suo attore feticcio Klaus Kinski si cala nel ruolo dello spettrale succhia-sangue, mentre una diafana Isabelle Adjani impersona la sua giovane vittima.

Nel 1931 Bela Lugosi offre una nuova versione del vampiro, diamentralmente opposta rispetto a quella di Nosferatu: il suo Dracula è un nobile spaventoso ma anche carismatico, caratterizzato da una diabolica raffinatezza, nonché da una statura solenne e imponente e dall’ampio mantello nero. Un approccio al personaggio di Dracula che sarà replicato, nel 1958, da un’altra grande star dell’horror, Christopher Lee, nel film della Hammer Dracula il vampiro, diretto da Terence Fisher.
Nel 1992, dal romanzo di Bram Stoker viene tratto uno degli adattamenti più fedeli alla fonte letteraria, nonché uno dei maggiori successi di pubblico realizzati dal grande regista Francis Ford Coppola: si tratta di Dracula di Bram Stoker, in cui l’attore inglese Gary Oldman, sepolto sotto una mostruosa maschera di make-up, dà vita a un Dracula di spaventosa malvagità, ma anche al suo alter-ego che si muove alla luce del giorno: un decadente e misterioso aristocratico di stampo byroniano che si aggira sotto mentite spoglie nella Londra di fine Ottocento, dissimulando la propria natura di non-morto.

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