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Cinema

Daniele Ciprì: "Dopo Venezia Bellocchio mi saluta ancora"

Il regista di È stato il figlio: "La vittoria più importante? Aver fatto emergere il giovane talento Fabrizio Falco"

Daniele Ciprì con Alfredo Castro e Pier Giorgio Bellocchio (Credits: Fandango)

È stato direttore della fotografia dei film di Marco Bellocchio eppure, alla sua opera prima, È stato il figlio - in concorso con Bella Addormentata a Venezia e dal 14 nelle sale - Daniele Ciprì ha già ritirato due riconoscimenti superando, per così dire, il maestro. "Per falsa modestia mi basta quello che ho ottenuto da Venezia con film pazzeschi, compreso quello di Bellocchio: non tolgo alcun merito a quel film, che trovo davvero bello".

Come ha vissuto il concorso, dove si è appunto confrontato anche con Marco Bellocchio?
"È dura in generale confrontarsi con una selezione e una giuria internazionale, ma sono contento del riscontro tra premi (Miglior contributo tecnico e Premio Mastroianni a Fabrizio Falco , ndr) e critica. Anche Marco è stato felice per me: mi ha detto che qualunque risultato avesse avuto il film l'avrei meritato".

Bellocchio l’ha aiutata in qualche modo nella realizzazione di È stato il figlio?
"Mi ha dato la forza, il coraggio, ha vissuto la nascita di questo progetto e quando ha visto il film lo ha trovato straordinario, poi ha preso nel suo film Fabrizio Falco, che per me è la soddisfazione maggiore. È stato un "lavoro tra colleghi", come mi disse quando mi chiamò per il suo Vincere. Insomma, dopo Venezia ci salutiamo e ci vediamo ancora".

Il "suo" Falco per altro ha subito vinto il Premio Mastroianni.
"È veramente notevole quello che è riuscito a fare, in Bella Addormentata la sua performance è addirittura impressionante. È riuscito a impadronirsi del mezzo “cinema”, che in Italia è una cosa rarissima: c’è grande tendenza a enfatizzare. Lui riesce a essere catatonico, si esprime in silenzi che solo i grandi attori sanno rendere. Credo che tra un po’ mi debba non pochi interessi!".

Sta già preparando il nuovo film?
"Sì, mi è venuta in mente una storia che mi porterà lontano dalla Sicilia. Forse come in È stato il figlio porterò altrove la sicilianità, di sicuro la ambienterò al Nord. Intanto covo un altro desiderio: un film in Cile, luogo che mi attrae come pochi. Sarei disposto a girarvi anche un film in digitale".

Magari sempre con Alfredo Castro...
"Magari, farei immediatamente un altro film con lui. Sul set è nato un rapporto bellissimo, è una specie di Al Pacino per me, senza di lui non avrei neanche iniziato le riprese. È un grande drammaturgo e un uomo di una delicatezza, eleganza, disperazione e bellezza incredibili".

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