Cinema

Cannes 2013, Léa Seydoux e la sua storia lesbica - Foto

Debutta alla Croiesette il film in concorso La vie d'Adèle, dove brilla l'eterea e sensuale attrice francese

 

Accolto da applausi nonostante la lunga durata (circa tre ore), oggi ha debuttato al Festival di Cannes  La vie d'Adèle - Chapitre 1 & 2, film in concorso del tunisino Abdellatif Kechiche, già autore del Leone d'argento di Venezia 2007 Cous cous.

Protagonista una splendida Léa Seydoux, attrice francese sempre più matura e in grado di emozionare (si pensi al recente e stupendo Sister  di Ursula Meier). 

La pellicola racconta l'amore lesbico tra Adèle (Adèle Exarchopoulos), una ragazzina di quindici anni, ed Emma (Seydoux), un'artista dai capelli blu, più disinibita, con cui l'adolescente scopre l'amore pieno, passionale e fisico.

Il regista racconta questo in tutti i suoi particolari, dai lunghi dialoghi con le sue coetanee fino al sesso rappresentato in maniera esplicita, tra nudità e gemiti.    

 

Il film suo malgrado è di grande attualità, perlomeno in Francia (in Italia è di Lucky Red e uscirà nella prossima stagione) dove la recente legge che apre ai matrimoni gay ha scatenato un putiferio vero, una crociata, addirittura un suicidio clamoroso come quello di due giorni fa dello scrittore Dominique Venner.

"Quando ho deciso di fare un film su questa storia, ispirandomi alla graphic novel di Julie Maroh Il blu è il più caldo dei colori, il contesto era molto diverso da quello di queste settimane, non pensavo affatto di fare un film militante e infatti non è un film politico" ha detto il regista. "Racconto piuttosto l'innamoramento, l'espressione del desiderio e durante le riprese più che le scene di sesso dalle quali spero di comunicare l'idea della bellezza del corpo, ho trovato difficile mostrare la provenienza sociale di queste ragazze, le loro differenze, la diversa apertura culturale delle loro famiglie".

 

Per la Seydoux, ventisettenne dalla bellezza raffinata vista in Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino e in Midnight in Paris di Woody Allen, "il modo di girare di Kechiche, quella sua meravigliosa verità, quel suo realismo ci hanno permesso di avere una relazione speciale con la cinepresa, dimenticare la quale era l'unico modo per essere naturali. Per me fare un film con passione è l'unico modo per essere attrice e questo Le vie d'Adèle è stato un esperienza unica".

Durante la conferenza stampa per Léa anche lacrime di commozione quando Kechiche ha detto di lei: "Léa ha un’abilità straordinaria nel riprodurre le emozioni, è in grado davvero di vibrare sul set". Si candida alla vittoria per la migliore interpretazione femminile.

© Riproduzione Riservata

Commenti