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Cinema

Bram Stoker, Dracula e il cinema a rendere omaggio

Il vampiro più famoso al mondo ha ispirato molti film rimasti, anche quelli, immortali

Un'immagine del Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola (Credits: Sirioweb-Mondadori)

Perfino Google oggi gli rende omaggio, dedicandogli un doodle, il logo che personalizza l'homepage del motore di ricerca. D'altronde, anche se è nato esattamente 165 anni fa, Abraham “Bram” Stoker è tuttora popolare e modernissimo, un'icona anche per chi campa a pane e Internet. Merito della sua creatura letteraria, un "mostro” spaventoso e affascinante al tempo stesso, che non ha bisogno di presentazioni. Basta il nome: Dracula.

Ci mise sette anni, Stoker, a completare un'opera che lo aveva totalmente assorbito: da quando un professore ungherese gli aveva raccontato la storia del principe Vlad Tepes Dracul, noto nel XV secolo con il poco rassicurante soprannome di “Impalatore”, aveva preso a rimuginare una storia che, superando presumibilmente le sue ambizioni, è rimasta impressa a fuoco della storia della letteratura gotica-horror.

La storia del conte Dracula, vampiro e “non morto” (non a caso Nosferatu, nome usato spesso in alternativa per identificare il personaggio, in rumeno significa “non spirato”), perennemente assetato di sangue umano, arriva in libreria nel 1897.

Il resto è storia: un'interminabile serie di epigoni ed imitatori non fa che amplificare la fama e il prestigio dell'autore, che trova finalmente il riscatto dopo una vita tutt'altro che facile. Fino a sette anni, infatti, il piccolo Abraham è costretto a letto da una malattia che lo rende estremamente cagionevole.

Poi l'incontro con l'attore Henry Irving e con il leggendario Arthur Conan Doyle, creatore di Sherlock Holmes, e l'acquisizione di una fiducia nei suoi mezzi letterari che lo porta a cimentarsi con il suo primo romanzo.

Quando muore, nel 1912, può essere orgoglioso di quello che ha fatto, ma certo non può immaginare che a consacrare definitivamente il suo Dracula sarà una forma espressiva che sta cominciando a imporsi: il cinema. Nel 1922 esce il prmo capolavoro di genere, Nosferatu il vampiro, di Friedrich Wilhelm Murnau: il maestro tedesco cambia nomi e luoghi (pare per non pagare i diritti d'autore) ma s'ispira apertamente all'opera stokeriana. Nel 1931, comunque, Dracula arriva sugli schermi con il suo nome: il film omonimo, diretto da Tod Browning e interpretato da Bela Lugosi, regala soldi a palate ai produttori e lo status di star al protagonista. Si inaugura la stagione più felice dell'horror hollywoodiano: un genere che alterna opere di qualità a baracconate tutte sangue, cigolii e strepiti.

Dopo un inevitabile momento di stanca, la DraculaMania torna in auge grazie a un nuovo inquietante interprete. È l'indimenticabile Christopher Lee, che affila i canini in tre titoli culto come Dracula il vampiro (1958), Le spose di Dracula (1960) e Dracula principe delle tenebre (1965). In tempi più recenti, meritano senz'altro una citazione Nosferatu il principe della notte (1979) con Klaus Kinski, elegante omaggio di Werner Herzog al film di Murnau, e soprattutto lo straordinario Dracula di Bram Stoker (1992) di Francis Ford Coppola.

Un film impetuoso e coloratissimo, epico e di una potenza visiva quasi impareggiabile, interpretato da un Gary Oldman in stato di grazia, affiancato da Anthony Hopkins, Winona Ryder e Keanu Reeves. Non capita spesso che un regista, oltretutto uno dei più celebri e influenti di Hollywood, senta il bisogno di omaggiare addirittura nel titolo l'autore letterario al quale si è ispirato. Coppola però l'ha fatto, e così anche negli Anni 90 la fama di Stoker trovato una nuova, meritata (ma francamente inattesa) conferma. E, anche oggi, Bram è e resta un immortale. Per uno che ha creato il principe delle tenebre, mi sembra il minimo.

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