Cinema

Chi è Alice Rohrwacher, prima donna regista italiana vincente a Cannes

32 anni e prime esperienze da montatrice e nell'ambito del documentario, con Le meraviglie ha sedotto Jane Campion

Alice Rohrwacher – Credits: Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

Alice Rohrwacher era tornata in Italia, dopo aver presentato tra gli applausi il suo film Le meraviglie.  Nel weekend di chiusura del Festival di Cannes è stata però richiamata in Costa Azzurra: la promessa di un premio per il cinema italiano.

"Man mano che si andava avanti con il palmarès e si prospettava un premio sempre più importante per Alice, l'emozione aumentava", ha confessato Monica Bellucci, che nel film è la fata bianca di un concorso tv e che era presente alla cerimonia di premiazione, durante la quale ha anche consegnato il premio al migliore interprete.

Alla fine è stato Grand Prix, il premio più importante dopo la Palma d'oro, che l'ha resa la prima donna regista premiata alla Croisette. "Sono frastornata, domani mi sveglio e capirò se è un sogno", ha detto la giovane cineasta alla cena di chiusura al Salon des Ambassadors, mentre la sorella Alba la accarezzava per portarla sulla terra. Tanta emozione che è chiaramente trapelata sul palco, quando ha ritirato il riconoscimento alternando confusamente italiano a francese e frasi a mozzicone, ispirando un'immensa dolcezza.

"Le meraviglie è un film profondo e spirituale, pieno di poesia, ben recitato e costruito, tanto che alla fine qualcuno si è commosso", ha motivato la così la sua scelta Jane Campion, presidente di giuria. "Ma è l'insieme del lavoro di Alice Rohrwacher che tocca il cuore".

32 anni, sorella minore dell'attrice Alba, Alice finora era poco conosciuta ai più. Ma i cinefili più attenti l'hanno di sicura notata con la sua opera prima del 2011, Corpo celeste, storia di adolescenza e crescita ambientata a Reggio Calabria, tra sacramenti religiosi, rituali arcaici e consumismo contemporaneo. Il Festival di Cannes lo aveva già apprezzato inserendolo nella Quinzaine des réalisateurs. Il film aveva vinto il Nastro d'Argento come migliore opera prima nel 2012.

Precedentemente Alice aveva diretto La fiumara, un episodio di sette minuti del documentario collettivo Che cosa manca (2006) che fotografa un'Italia in affanno. 

Nata a Fiesole, Toscana, il 29 dicembre 1981, quel cognome difficile da pronunciare deriva da suo padre tedesco, apicoltore che alleva api sulle colline ternane, a Castel San Giorgio, terra d'origine della madre. Le meraviglie, infatti, racconta tanto dell'infanzia di Alice: il lavoro con le api, la campagna del Centritalia, una famiglia dagli strani accenti... Nei titoli di coda si sprecano i ringraziamenti ad Apicoltura Rohrwacher, anche se lei ci tiene a precisare: "Non è la storia della mia famiglia, ma ovviamente c'è tanto di personale e tanto di sconosciuto".

A ispirarla per questo suo secondo film è stata propria la sua esperienza agreste. "Arriva sempre il momento in cui qualcuno ti chiede da dove vieni. Vorrei tanto rispondere con una sola parola, come 'Roma!', 'Milano!', ma invece mi ritrovo a spiegare che vengo da una zona di confine tra Umbria-Lazio e Toscana, là dove le identità sono tutte sfaldate, in campagna", ha raccontato di sé nella rivista culturale Lo Straniero n.167. "Forse il mio interlocutore conosce quei luoghi? Ma certo, mi dice, certo: sono stato a Civita la scorsa domenica e mi è sembrato di vivere nel medioevo per una giornata". Ma Alice con Le meraviglie voleva sfatare questo mito: "Ecco, questo è stato il primo istinto che mi ha spinto a lavorare sulle Meraviglie: il disagio che si pensi alla campagna, o ai piccoli paesi che la costellano, come luoghi 'puri', fuori dal tempo, e quindi fruibili, perché non possono mai mutare. Ma visti dal di dentro (o forse visti lateralmente), quei luoghi non sono così, e la purezza è solo una prigione a cui si sono consegnati per avere in cambio un pasto caldo al giorno".  

Laureata a Torino in Lettere e Filosofia, la sua formazione è proseguita con un Master in sceneggiatura e linguaggio documentario presso la videoteca Municipal di Lisbona e un Master in tecniche narrative. Le sue prime esperienze sono state nell'ambito di musica e documentari, lavorando principalmente come montatrice e musicista per il teatro. Il suo passato nel settore documentaristico emerge ora nei suoi due lungometraggi, nel naturalismo delicato con cui disegna le quotidianità.

"Ringrazio un po' tutti, ma soprattutto la casa di produzione che fa spesso sue le tante nuove energie che ci sono in Italia e che a volte faticano ad uscire", ha tenuto a precisare Alice dopo il successo festivaliero. 

Tempesta, fondata da Carlo Cresto-Dina, ha iniziato il suo percorso produttivo proprio con Corpo celeste di Alice, e poi ha prodotto anche L’intervallo, piccolo film dell'esordiente Leonardo Di Costanzo che ha riscosso consensi alla Mostra di Venezia 2012. Un applauso a chi crede nel cinema italiano e nelle nuove voci. Per Alice, ora, il futuro è una meravigliosa promessa. 

 
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