Una notte da leoni 3, 5 cose da sapere

Ecco il capitolo finale della serie cinematografica di grassa e folle comicità. Con Zach Galifianakis vero mattatore

Immagine di "Una notte da leoni 3" (Warner Bros. Pictures)

Il "branco" da sbronze folli e amnesie fatali torna per il suo capitolo finale, Una notte da leoni 3, dal 30 maggio al cinema.

A quattro anni dall'imprevedibile successo di Una notte da leoni, Todd Phillips chiude la serie. Questa volta però abbandona la struttura da "mattina dopo" e il nuovo sequel nasce come una ricerca, piuttosto che come un'indagine per capire quali pazzesche scorribande abbiano portato a una situazione degenerata. Se non c'è una vera e propria sbornia, si ritorna però alla madre di tutte le sbornie e alle terribili conseguenze che, a distanza di tempo, questa ha creato. Ovvio che tutti i vecchi protagonisti sono arruolati, il capo gruppo Phil (Bradley Cooper), il razionale Stu (Ed Helms), l'eterno assente Doug (Justin Bartha), lo squilibrato e sconcertante Alan (Zach Galifianakis). E il risultato qual è?

Ecco cinque cose da sapere.

1) Zach Galifianakis a tutto show

Il personaggio di Alan ha già regalato chicche comiche che hanno lanciato la carriera di Galifianakis. Dopo due episodi in cui Alan è stato il motore scatenante, ora è il mattatore assoluto: tutto parte da lui e dal suo puerilismo folle. Dopo che ha provocato un incidente assurdo, con tanto di giraffa decapitata, i suoi amici si convincono che occorra mettere un po' di ordine nella sua vita e che l'unica speranza sia farlo entrare in una struttura psichiatrica. Nel conclave per persuaderlo è presente anche la sua governante che per 30 anni ha pulito la sua camera e ha visto "cose che voi umani non potreste immaginare". Esilarante. Ecco che parte un road movie per consegnarlo all'istituto prescelto, che si trasformerà ovviamente in una nuova avventura svitata. Galifianakis, con le sue uscite insensate, col suo punto di vista incantato e sfrontato, è perfettamente a suo agio nel ruolo di leader delle risate.

2) Più azione    

Rispetto agli episodi precedenti aumenta l'azione, a partire già dalla sequenza iniziale in Thailandia con un'evasione in stile Le ali della libertà. E poi via con lo speronamento subìto dall'auto dei nostri antieroei da parte di Doug nero (Mike Epps) e del super boss Marshall (John Goodman), il furto nella mega villa messicana, una pericolosa e spettacolare discesa dal tetto di un super hotel... La commedia prende le sfumature del gangster movie.

3) Sfida di idiozia tra Alan e Chow

Immancabile, anche in questo capitolo c'è Leslie Chow (Ken Jeong), il criminale asiatico vizioso e sfrenato e assolutamente politically uncorrect. Ormai amichetto del cuore di Alan, tra i due è un vero e proprio duello a colpi di demenzialità. Le mail che si scambiano sono dei reperti di stupidità naïf.

4) Si ritorna a Las Vegas

Laddove tutto ha avuto inizio, la saga finisce. "Mi ero ripromesso di non tornarci mai più", dice Stu. "Non ti preoccupare. Finirà tutto con stasera", ribatte Phil. Dopo un brillante passaggio in Messico, ecco che la narrazione torna al Caesar's Palace Hotel. Ed è qui che si muovono due delle scene più movimentate, Phil e Alan che si calano dall'alto con una corda di lenzuola e Chow che se ne vola via in paracadute, sopra lo skyline di Las Vegas. 

5) Si ride dopo i titoli di coda

I fan di Una notte da leoni lo sanno già: non bisogna abbandonare la sala prima che siano scorsi i titoli di coda. La fine del finale riserva sempre belle sorprese. Anche questa volta è attesa dietro l'angolo una sequenza che farà scoppiare a ridere e che, con una certa allegra nostalgia, richiama le tante bizzarrie e sbornie passate...

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