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Twilight, Breaking Dawn - Parte 2: è finita! Con nostalgia?

La saga dei vampiri si chiude. Tra i muscoli di Taylor Lautner, i sorrisi di Rob Pattinson e le immutevoli espressioni di Kristen Stewart

Immagine di "The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 2" (Eagle Pictures)

È finita! E ora? Con Breaking Dawn parte 2 dal 14 novembre al cinema la saga di Twilight è giunta al termine. E adesso?

Come fare senza gli occhi di tutte le sfumature più improbabili (ambrati, violacei, carmini...), ridicole o seducenti, dei vampiri nati dalla penna di Stephenie Meyer? Come fare senza gli streeptease strappa-risate dell'ormai muscoloso Taylor Lautner, che ogni tanto, chissà perché, nel trasformarsi in lupo decide di togliersi i vestiti, altre volte invece si scaglia a quattro zampe con tutti gli indumenti addosso senza comunque scucire nulla.

La nostalgia già mi stringe il cuore. Un po' come quando Loredana Lecciso è scomparsa dalle scene. In fondo era simpatica... e poco importa se già dopo un mese dalla sua assenza si faceva fatica a ricordare il suo nome. Ho nostalgia davvero! Quella che si prova quando il trash si coniuga a un vago senso di film epocale.

Perché Twilight, coi suoi cinque episodi cinematografici campioni di incasso, che piaccia o no ha segnato un'epoca, rispolverando il mito dei vampiri e creando tanti più o meno fortunati epigoni, letterari, televisivi, filmici.

Alla regia di The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 2 ritroviamo Bill Condon, che aveva diretto anche Breaking Dawn parte 1 , decidendo di dividere il quarto libro della Meyer in due film. La scelta commercialmente è stata di certo di successo (la parte 1 ha incassato più di 700 milioni di dollari, la 2 non sarà di meno). Dal punto di vista dei contenuti, invece, ha portato a penalizzare sicuramente il primo capitolo dei due, scarno, noioso, grottesco. Il secondo capitolo ora in sala ne esce meno danneggiato e può essere una degna conclusione di quattro anni di attesa.

Si riparte da dove eravamo rimasti. Bella (Kristen Stewart) si sveglia vampira. Le sue pupille sono di un rosso così intenso da far invidia alla mozzetta di un cardinale. È madre. Ma prima ancora di veder sua figlia, è meglio che plachi la sua fame con la sua prima caccia in compagnia del maritino Edward. Robert Pattinson, sempre lui come compagno di vita e set, in questo episodio sfodera un numero di sorrisi che supera tutti quelli accumulati in tutti i quattro precedenti film. Alla faccia del vampiro tenebroso: ora sembra più un joker. Condon pigia il piede sull'umorismo e stempera le tensioni degli inizi con tanta ironia, che però spesso varca il confine del ridicolo, chissà quanto voluto o non voluto.

Bella alle prese coi primi sussulti da sangue umano assomiglia così tanto alla Riposseduta della parodia di Bob Logan. Bella è di certo protagonista ormai: come neonata vampira è la più forte, come madre è finalmente decisa e non smarrita in triangoli amorosi, nei suoi poteri "da scudo" è determinante. Eppure l'esangue (questa volte a ragione) Stewart non va oltre le solite espressioni facciali. Kristen è perfetta nella fisicità smunta e nello sguardo un po' maledetto per Twilight, ma non le si può chiedere anche di saper recitare meglio di così.

La presenza di Jacob (Lautner) finalmente grazie all'imprinting non è orticante e ha un suo perché nella famiglia allargata dei Cullen. È lui il superprotettore della piccola figlia di Edward e Bella, Renesmee (Mackenzie Foy), creatura metà umana e metà vampiro. Ed è lui a portare spesso un tocco comico e sdrammatizzante.

Renesmee, però, non può non attirare le attenzioni omicide dei temibili Volturi, i vampiri italiani dagli abiti e dai look tanto pomposi: Aro (Michael Sheen), Caius (Jamie Campbell Bower), Jane (Dakota Fanning), Alec (Cameron Bright)... La battaglia che ne segue è entusiasmante, questa sì. I duelli, le morti, le  vampiresse in gonnellino provenienti dall'Amazzonia, le teste staccate così evidentemente di gomma, la neve che crea un'arena di battaglia affascinante... E soprattutto è entusiasmante - e divertente - il suo sviluppo. Alice, la vampira che ha il potere di aver visioni sul futuro, si rivelerà fondamentale. Come Ashley Greene, l'attrice che la interpreta, si candida a essere uno dei volti più interessanti del cinema futuro. Ci sarà da vedere se saprà emanciparsi da Twilight e, soprattutto, da titoli commerciali.

Twilight è finito. Tutto si chiude con un vasto prato di fiori viola e la solita amorevole coppia Bella ed Edward, ora con figlioletta annessa. Ritornano in mente altri prati, altre promesse d'amore, avvicinamenti, fughe... i colori e le "emozioni" di Twilight (2008), New Moon (2009), Eclipse (2010)... altri dialoghi melensi da latte alle ginocchia...

La sigla di coda probabilmente non rende giustizia a cotanta chiusura. È poco "di gala", è  confusa. Non sembra il sigillo di una "super-saga". L'apertura invece è appropriata, addirittura intensa, musicata con l'ouverture dei temi musicali di ciascuno dei precedenti episodi, tra immagini di paesaggi sterminati in successione, intrisi del rosso del veleno che si diffonde nel corpo di Bella.

Sempre in bilico, tra trash e aspirante cult per ragazzine. Ma loro, le ragazzine, ne sentiranno nostalgia?!

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