Biancaneve e il Cacciatore, favola dark e principessa contesa

Il film di Rupert Sanders si discosta abbastanza dalla trama originale confezionando inattese sorprese, dagli otto nani alla seducente foresta incantata. E, tanto per cambiare, Kristen Stewart cade in un triangolo amoroso

Kristen Stewart in "Biancaneve e il Cacciatore" (Universal Pictures)

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A duecento anni esatti dalla prima edizione di Biancaneve e i sette nani dei fratelli Jacob e Wilhelm Grimm e a 96 dalla sua prima trasposizione cinematografica con Snow White , film muto del 1916 di J. Searle Dawley, la fiaba popolare tedesca ha ancora qualcosa da dire.

E se ad aprile è stata la sua versione comica a far capolino con la divertente Biancaneve (Mirror Mirror) di Tarsem Singh, ora è la rilettura dark a uscire in sala (dall'11 luglio) con Biancaneve e il Cacciatore di Rupert Sanders, infilandosi ad hoc nelle corde tutt'altro che giocose della trama originale. Se nella commedia di pochi mesi fa era Julia Roberts la sardonica quanto temibile regina matrigna, ora il ruolo spetta all'imponente Charlize Theron, che di ironico ha davvero poco, come di solare: nel suo stupendo abito color ardesia che si trasforma in volo di minacciosi corvi, è sempre torva e terrificante.

Nei panni di Biancaneve invece di Lily Collins, dalla bellezza acerba e ingenua e poco sfruttata cinematograficamente, c'è Kristen Stewart , la cui avvenenza eterea ha qualcosa di torbido, forse perché immancabilmente associata alla parte che l'ha resa nota - e pagata quanto e più della Theron - in Twilight, la saga dei luccicosi vampiri.

Come nel film di Tarsem, la bellezza tanto ambita dalla regina cattiva ha la chiave nella gioventù, che Ravenna - così si chiama secondo Sanders - vuole succhiare via da Biancaneve, come già ha fatto a tante giovani del regno. Un altro elemento in comune tra le due pellicole è lo scuotersi finale della principessa orfana, che da diciottenne indifesa si trasforma in novella Giovanna d'Arco, in questo caso con tanto di armatura. Del resto le riletture contemporanee dei classici vedono sempre più spesso le eroine femminili combattive e guerriere (si pensi ad Alice in Wonderland di Tim Burton), specchio del cambiamento della posizione della donna nella società di oggi.

La favola di Sanders è condita di tanti altri elementi che stupiscono, presi dal soggetto alquanto originale di Evan Daugherty, che è anche autore della sceneggiatura insieme a John Lee Hancock e Hossein Amini. Ecco così che i nani - che entrano in scena con un certo ritardo - inizialmente sono otto, di cui uno cieco. Non tanto l'infida Foresta Oscura, quanto l'inaspettata Foresta Incantata è un piacevole ristoro della vista, tra leggiadre fatine, funghi dotati di occhi, serpenti con muschio bianco, tartarughe e fiori...

Nella trama più popolare della favola dei Grimm c'è la figura del cacciatore, incaricato dalla regina di portare la ragazza nel bosco e ucciderla. Qui però il cacciatore, interpretato dall'aitante Chris Hemsworth, ha un ruolo centrale. Più marginale è invece quello del principe William (Sam Claflin) e, guarda caso, Kristen Stewart - come in Twilight era divisa tra il vampiro Robert Pattinson e il licantropo Taylor Lautner - ancora una volta si ritrova in un triangolo amoroso.

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