Alabama Monroe - Una storia d'amore, un film struggente: 5 cose da sapere

Dietro una vicenda personale pulsa la musica bluegrass e l'atavico conflitto tra ragione e religione. Con una magnetica Veerle Baetens

Ha fatto parte della cinquina per l'Oscar come miglior film straniero, temibile contendente de La grande bellezza di Paolo Sorrentino. Ora il belga Alabama Monroe – Una storia d'amore (titolo originale The Broken Circle Breakdown) arriva nelle sale italiane distribuito da Satine Film, dall'8 maggio, in occasione della Festa del cinema che fino al 15 maggio garantirà ingressi a prezzo ridotto (3 euro per il 2D, 5 euro per il 3D).

Diretto dal fiammingo Felix Van Groeningen, è un racconto passionale e struggente, che lentamente si dipana e cresce di intensità, tra continui salti temporali, per arrivare a un finale che devasta il cuore. 

Ecco 5 cose da sapere su Alabama Monroe – Una storia d'amore.

1) Dall'opera teatrale di Johan Heldenbergh

Per Felix Van Groeningen, regista classe 1977, si tratta del quarto lungometraggio. Il suo precedente lavoro The Misfortunates (titolo originale De helaasheid der dingen) era stato presentato alla Quinzaine des realisateurs del Festival di Cannes. Alabama Monroe – Una storia d'amore nasce dall'adattamento di un'opera teatrale dell'amico Johan Heldenbergh, che poi diventa il viscerale protagonista maschile del film. Johan aveva recitato già in due precedenti pellicole di Van Groeningen. 
La piéce teatrale si presentava però in maniera molto stratificata, difficile da rendere sul grande schermo. Per questo il progetto per un po' si è arenato, finché Van Groeningen ha deciso che non poteva lasciare sullo scaffale un'opera per lui così bella. E così ha iniziato a lavorare sulla sceneggiatura insieme a Carl Joos.

2) Più tematiche in scena: la musica, il dolore che spezza, la ragione contro la religione

Alabama Monroe non è una semplice storia d'amore. Attraverso i suoi personaggi sanguigni traccia la difficoltà di amarsi negli anni, che diventa ancor più distruttiva quando un grande dolore sovrasta i reciproci sentimenti. Elise (Veerle Baetens) è una tatuatrice che ama imprimere le emozioni sul suo corpo. Didier (Heldenbergh) suona il banjo e adora la musica bluegrass, è il ritmo della sua vita. I due hanno anime selvagge che si incrociano e si intrecciano inevitabilmente. La musica li unisce ancor di più, in un'armonia primitiva coinvolgente. Ma quando una grande perdita li travolgerà, la sofferenza sembra fare a pezzi il loro amore. Elise si rifugia nel simbolismo, Didier urla il suo malessere attraverso grandi principi e teorie, contro l'oscurantismo etico che rallenta la ricerca sulle staminali. I loro due mondi così in sintonia entrano in collisione. 
Dietro una storia personale intanto si muovono esibizioni country ora avvincenti, ora commoventi, e l'atavico dilemma tra ragione e religione.

3) Montaggio dinamico

Non aspettatevi una storia lineare sul filo del tempo. Alabama Monroe è un continuo salto temporale. Entriamo subito di petto nella storia e nel dolore che attanaglia Elise e Didier, e intanto scopriamo pian piano come i due si sono conosciuti e amati. Il montaggio dinamico è un ingrediente essenziale alla riuscita del film e alla crescita del pathos, che diventa struggente e devastante sul finale. 
"Il mio montatore e collaboratore di lunga data, Nico Leunen, è un vero mago con questo tipo di storytelling", ha detto il regista. 

4) Il bluegrass: i brani cantati interamente dagli attori

Il bluegrass è parte integrante del film, ne costituisce il filo che lega tutte le questioni chiave: la vita, la morte, la nascita, l'America, la maternità e la paternità, la consolazione, la vita dopo la morte. Il bluegrass è ciò che unisce la coppia. Per Didier è il country più puro. Genere musicale tipicamente statunitense, ha influenze irlandesi, scozzesi e inglesi. Il padre del bluegrass è stato Bill Monroe, che è infatti il musicista preferito da Didier. 
I brani eseguiti nel film sono stati cantati interamente dai due attori, in performance emozionanti, dove le riprese indugiano ora sui sorrisi e sulla vitalità pulsante, ora su espressività contratte, su mani diffidenti, sul disagio nel vivere. 
Bjorn Eriksson ha composto alcune canzoni bluegrass, ha firmato la colonna sonora, ha guidato Heldenbergh e Baetens nelle loro esibizioni e suonato la chitarra nel film.

5) Stupenda Veerle Baetens

Le interpretazioni di entrambi i protagonisti sono veraci ed energiche, ma lei, Veerle Baetens, rapisce i sensi. Ha un viso magnetico. Quando sorride cattura l'attenzione e quando è dilaniata e smarrita è inafferrabile e scava nel turbamento. È strepitosa. Non a caso ha vinto l'European Film Awards 2013 come migliore attrice. 
Sul suo corpo nervoso i tatuaggi sono una poesia, anche per chi normalmente non li ama. Sono stati disegnati da Emilie La Perla, una tatuatrice che vive a Bruxelles intervistata dal regista mentre faceva ricerche per la preparazione del film. I tatuaggi erano solo menzionati nell'opera teatrale, ma sono diventati un leitmotiv nel film. "Erano troppo belli per non vederli e utilizzarli pienamente nella storia", ha detto Van Groeningen.

 
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