Zombi
Cinema

I 5 migliori film sugli zombie di George A. Romero

Da La terra dei morti viventi a L'isola dei sopravvissuti. Ecco le pellicole più originali del regista newyorkese scomparso di recente

George A. Romero, uno dei maestri assoluti del cinema horror, è morto il 16 luglio 2017 per un cancro ai polmoni. Ma con il regista newyorkese non sono scomparsi i suoi capolavori.

Restano le sue pellicole senza tempo segnate dall’interpretazione tutta personale, originale e politica del padre dell'humour macabro, che altro non sono che lo specchio di un disagio emotivo della società raccontata attraverso i personaggi disumanizzati, gli zombie.

Ecco, quindi, di seguito i 5 migliori film di Romero dedicati ai morti viventi.

La terra dei morti viventi (2005)

Dopo l’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 Romero racconta attraverso gli zombie la metafora dell’invasore. I morti viventi vagano in una terra disabitata, e sempre più numerosi, costringono gli esseri umani a rifugiarsi in una città fortificata per poter vivere le proprie vite. Uno zombie-movie, questo, in cui i colpi di scena sono quasi completamente assenti, ma la cui lacuna è colmata in modo perfetto da una sceneggiatura capace di regalare comunque emozioni forti.

Il giorno degli zombi (1985)

Gli zombie dominano il mondo. Mentre in una sorta di enorme bunker, all’interno di una cittadina americana, vivono da tempo un gruppetto di persone, tra cui scienziati e militari, che si sono rifugiati sotto terra per sfuggire all’annientamento. L'unica speranza degli umani sembra essere addomesticare i morti viventi. Cupo, girato quasi interamente nei sotterranei, ma riflessivo, questo è uno dei film di Romero della serie dedicata agli zombie (iniziata con lo spettacolare La notte dei morti viventi del 1968) in cui il regista racconta allo spettatore le barbarie compiute dagli uomini in tempo di guerra.

Zombi (1978)

Zombi, la versione italiana del titolo originale Dawn of the dead, è il secondo capitolo della quadrilogia sugli ex umani del regista newyorkese che segue La notte dei morti viventi (Night of the Living Dead), Il giorno degli Zombi (Day of the Dead, 1985) e La terra dei morti viventi (Land of the Dead), 2005). Metafora potente del cinema horror racconta il lato oscuro degli esseri umani. L’originale presentato a Cannes aveva una durata di 139 minuti, ma negli Stati Uniti era uscito in versione ridotta a 127 minuti, curata dallo stesso Romero. In Italia il film invece era stato rimontato in una pellicola di 118 minuti da Dario Argentoche lo aveva prodotto e che per il mercato europeo aveva utilizzato le musiche dei Goblin con cui aveva già lavorato per i film Profondo rosso (1975) e Suspiria (1977).

Le cronache dei morti viventi (2007)

Girato in digitale questo film è un’analisi lucida dell’attualità che viene raccontata in prima persona da un ragazzo, Jason, che filma i momenti di terrore grazie alla sua videocamera. Ritrovatosi insieme a un gruppo di coetanei intrappolato in un mondo infestato da morti viventi non esita a incalzare di domande, stile giornalista d’assalto, i protagonisti della vicenda che soffrono stati emotivi sconvolgenti.

L’isola dei sopravvissuti (2009)

Costruito come un film western classico, ovvero ambientato in una prateria, gli zombie sono degli schiavi e sostituiscono il bestiame, mentre i protagonisti umani sono rappresentati da guerrafondai duri e dalla mira infallibile. Questa la storia: due famiglie nell’isola di Plum, a largo delle coste del Delaware, alimentano la loro storica rivalità contrapponendo il modo di affrontare l’invasione degli zombie sul territorio. Gli O’Flynn vorrebbero eliminare i non viventi in modo radicale, mentre i Muldoon preferirebbero tenere gli infetti incatenati in attesa di una cura. Contemporaneamente dall’altra parte dell’America un gruppo di soldati sta cercando un luogo sicuro in cui vivere lontano dai morti viventi, ma giungendo sull’isola scoprono che la situazione non è proprio come avevano creduto.

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