Moda

B Settecento: «Ne facciamo di tutti i colori»

Il fatturato dell'azienda campana specializzata in pantaloni continua a correre. La raccolta ordini dei primi sei mesi del 2015 ha già superato l’intero 2014.

Finiture curate, passione per i dettagli, attenzione alle nuance del colore e preziose artigianalità italiane. È la ricetta di B Settecento, azienda campana specializzata nella produzione di pantaloni da uomo che da Nola si sta muovendo alla conquista della moda internazionale.
La storia è recente. L’azienda, che nasce da un’esperienza pluriennale nella realizzazione di pantaloni da uomo con marchi come Betwoin per citare un nome, è stata costituita appena due anni fa. Nonostante la giovane età, i progressi fatti sono già da primato: di anno in anno il fatturato è raddoppiato e la crescita promette di tenere questo ritmo anche in futuro, tanto che la raccolta ordini dei primi sei mesi del 2015 ha già superato l’intero 2014.

«Cerchiamo di realizzare un pantalone che sia il più italiano possibile con tanta cura nei dettagli oltre che nella scelta dei tessuti», racconta Giancarlo Nastro, amministratore delegato di B Settecento. L’obiettivo è quello di raggiungere la miglior vestibilità possibile. Anche per questo le produzioni sono tutte in Italia, nell’entroterra del beneventano e dell’avellinese, dove le esperienze di cucitura e finitura e del trattamento del colore conservano ancora le giuste manualità di un tempo. «La ricerca nel colore è un'altra prerogativa del nostro prodotto» racconta Nastro che aggiunge: «abbiamo sviluppato oltre 30 nuance che danno un tocco di esclusività ai capi che produciamo».

E sul colore gioca anche l’ultima linea di bermuda in edizione limitata e dipinti a mano, ispirata alle ceramiche Capodimonte. Dei pantaloncini, presentati al salone Pitti Uomo di Firenze, che sono quasi delle opere d’arte. E che saranno ripresi anche l’anno prossimo. Intanto allo studio ci sono anche nuove linee con un occhio anche ai gusti più giovani e alle tendenze del fashion. I pantaloni B Settecento stanno crescendo anche all’estero. Sono ricercati in Germania, Spagna, Olanda, Austria, Svizzera fino al Giappone e a Hong Kong. «Oltreconfine il made in Italy che realizziamo attrae molto e per questo punteremo sulla conquista di nuovi mercati» dice Nastro. Il primo obiettivo sarà l’America con l’ingresso, già a marzo dell’anno prossimo, sulla piazza di New York. Da lì il passo verso altre città degli Stati Uniti e verso altri Paesi del continente americano sarà breve.

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