Salvatore Di Mauro della Iasa con i fratelli Vincenzo e Lucia.
Food

Iasa, il tonno sexy che ha eliminato la scatoletta

L'azienda del Salernitano lavora il pescato a mano e reinventa il fishburger

 «Da quando è iniziata la crisi, nel 2008, abbiamo vissuto il periodo di maggiore espansione della nostra storia. Abbiamo aumentato da 30 a 65 i dipendenti, e il nostro fatturato è quasi triplicato». Non è un miracolo, quello che racconta Salvatore Di Mauro, che con i fratelli Vincenzo e Lucia gestisce nel Salernitano la Iasa, azienda familiare che dal 1969 produce acciughe e tonno in scatola (nella foto, da sinistra Vincenzo, Lucia e Salvatore). È invece il frutto di un mix vincente fatto di innovazione e tradizione, capacità di conquistarsi una nicchia di mercato e di mantenere altissimi livelli qualitativi. A partire dalla materia prima: da sempre l’azienda puntasulle acciughe di produzione locale e sul tonno pescato nel Mediterraneo, nello Ionio e nell’Egeo, lavorato solo con olio d’oliva e sale e inscatolato a mano. «Siamo una delle poche realtà che ha mantenuto tutte le fasi della lavorazione in Italia», spiega Salvatore Di Mauro. «L’incidenza del costo della manodopera è alto, ma il prodotto ha delle caratteristiche ineguagliabili che il cliente finale riconosce e apprezza. E che ci permettono di venderlo a un prezzo decisamente superiore a quello dei nostri competitor».

Nonostante il prezzo decisamente più alto la qualità del tonno Iasa è stata fino a questo momento il miglior veicolo pubblicitario: «Stiamo facendo pubblicità per la prima volta in questo periodo. Finora aveva sempre funzionato il passaparola e la fidelizzazione del cliente che provava il nostro tonno». Non per questo la famiglia Di Mauro si è fermata. Anzi, l’innovazione è sempre stata nel dna della famiglia: «Siamo stati i primi, nel 1985, a pensare alla confezione di vetro per valorizzare il nostro prodotto, che era ed è interamente lavorato a mano. Ora siamo i primi a introdurre una linea in cui il tonno viene grigliato e non cotto a vapore, proposto anche sotto forma di hamburger per venire incontro al gusto dei più giovani. D’altra parte siamo un’azienda giovane, con un’età media di 37 anni», conclude Salvatore. Con una mission ben chiara in testa: raggiungere volumi di produzione importanti, ma senza snaturare la valenza e la qualità del prodotto.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti