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Design

Paolo Castelli sale sul Monte Bianco

L'azienda emiliana di design ha realizzato anche gli interni del Padiglione Italia e del Mandarin hotel di Milano

“Ma sì, sono un pazzo scatenato!”, e Paolo Castelli ride, autoironico. “Fino a un mese esatto prima dell’inaugurazione, non avevamo ancora potuto mettere piede nel padiglione. Poi in trenta giorni e trenta notti, abbiamo fatto tutto”: tutto il Padiglione Italia, all’Expo 2015, o meglio l’allestimento interno completo, chiavi in mano. Realizzato in un mese. Dagli impianti elettrici ai mobili all’audiovideo. Gli uomini dell’imprenditore di Ozzano dell’Emilia (Bologna) hanno avuto paura di non farcela. “Abbiamo lavorato h24, naturalmente. Finchè, alle 11 del 1° maggio, ho potuto gridare: finito!”.

Di lì a mezz’ora, Matteo Renzi e il suo seguito potevano inaugurare il Padiglione. “Questa dell’Expo è stata una battaglia all’ultimo sangue” rievoca adesso  Paolo Castelli, un imprenditore che dà il suo nome alla ditta, quasi a leccarsi le ferite. E, sorridendo, aggiunge: “Speriamo solo, adesso, che ci sia la stessa premura che ci è stata richiesta nei lavori quando si parlerà dei pagamenti. Però, scherzi a pare: onore e merito a Diana Bracco e Giuseppe Sala per averci sempre supportati. Sono venuti a trovarci in cantiere anche all’1 di notte”.

E adesso? “Mica ci fermiamo!”. La Castelli è un piccolo gioiello del made in Italy che, grazie anche all’Expo, quest’anno prevede di incrementare i ricavi del 50 per cento rispetto al 2014, passando da 14 a circa 20 milioni di euro. “Le nostre principali commesse riguardano il settore navale, quello del retail e il contract, come chiamiamo i contratti quadro, tipo Expo”. E poi c’è la griffe, con le sue produzioni dirette, esibite nella show room di Milano, a Brera: la poltrona Calla, il divano Morfeo, lo sgabello Vitesse, la libreria Autum: “È dal 1994 che abbiamo cambiato marcia” sintetizza Paolo Castelli, pronipote di quell’Ettore Castelli che nel 1887 a Bologna fondò la prima impresa di famiglia, un’ebanisteria artigianale. “Dobbiamo continuare così, puntare sul fare bene cose belle e a buon prezzo. Facile, no?”. Pensano di sì, tra gli altri, i clienti che hanno affidato all’azienda bolognese l’allestimento del Grand Hotel Billia di Saint Vincent, delle Gallerie d’Italia di Banca Intesa a Milano, dell’Hotel Mandarin Oriental sempre a Milano o l’allestimento degli interni delle tre stazioni di Nuove Funivie Monte Bianco (foto). (Sergio Luciano)

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