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La tradizione enogastronomica regina delle Dolomiti

Ingredienti di primissima qualità, passione, inventiva e amore per le tradizioni. Questa la “formula magica” della cucina dell'Alto Adige

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Speck e canederli, formaggi e zuppe, strudel e pane di segale... una cosa è certa: in Alto Adige si va anche per gustare le specialità locali. Specialità basate sull'uso di prodotti di altissima qualità, coltivati secondo natura, saporitissimi e spesso unici. Grazie a queste materie prime d'eccellenza, la cucina è davvero un trionfo di sapori. Gli chef creano i loro menù rivisitando i piatti della tradizione e sperimentando nuovi accostamenti. I risultati? Basta dire che nella provincia si contano ben 22 stelle Michelin distribuite tra 19 ristoranti.

Ma per mangiare bene in realtà non è necessario scegliere sulle pagine delle guide gastronomiche: basta entrare in un Gasthof, in una malga, in un rifugio d'alta quota. Tra le “chicche” da non perdere, la profumatissima zuppa di fieno servita all'interno di una pagnotta svuotata, ideata dallo chef Franz Musler, patron della Malga Gostner all'Alpe di Siusi; ma anche gli inaspettati (e freschissimi) piatti di pesce che si possono ordinare al Rifugio Comici (www.rifugiocomici.com), sopra Selva di Val Gardena, a 2150 metri di quota. O ancora, la tartare di manzo pusterese con il formaggio di capra e il gelato alla senape, specialità di Mirko Mair del ristorante Sichelburg (www.sichelburg.it), vicino a Brunico.

E se la qualità del cibo è al top, quella del vino non è da meno. Nonostante la superficie dei vigneti sia abbastanza ridotta, ogni anno i produttori riescono ad ampliare il ventaglio delle loro proposte, lavorando su oltre 20 vitigni, di cui tre autoctoni: Schiava, Lagrein e Gewürztraminer. E i riconoscimenti fioccano: nel 2014 sono stati ben 28 (di cui 18 bianchi) i vini altoatesini premiati con Tre Bicchieri dal Gambero Rosso.

Nella provincia operano soprattutto aziende vitivinicole a gestione familiare, ognuna con le sue peculiarità. A Bressanone, per esempio, Peter Pliger nella tenuta Kuenhof utilizza anche l'omeopatia per curare con metodi naturali le viti. La cantina Pfitscher, a Egna, è stata la prima in Italia a venire insignita del sigillo CasaClima Wine. Persino Reinhold Messner, re degli alpinisti, produce vino nella zona di colle Juval: la sua tenuta di chiama Unterortl ed è una sorta di "presidio del Riesling" in Alto Adige.

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