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Sabrina Querci e le Q.Connections tra arte, moda e design

PICK&CHIC – Sabrina Querci: «professione vanesia», scherza lei alla mia prima domanda “Who is Sabrina?”. Questa ragazza cresciuta a Prato, che a soli 14 anni si destreggiava senza indugi nella city più underground dopo Londra e New York, ovvero …Leggi tutto

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PICK&CHIC – Sabrina Querci: «professione vanesia», scherza lei alla mia prima domanda “Who is Sabrina?”. Questa ragazza cresciuta a Prato, che a soli 14 anni si destreggiava senza indugi nella city più underground dopo Londra e New York, ovvero Firenze anni 80, si può dire sia cresciuta praticamente a cantucci e riviste di moda. «Musa in primis per mio fratello Marco, che a 6 anni mi faceva già l’outfit per le uscite della domenica con basco all’uncinetto. Da allora il costume è diventato il mio regno e il lavoro di modella (che continua a fare ancora oggi, ma solo in occasioni speciali come è accaduto per il servizio moda della collezione di Raphael Lopez primavera-estate 2012 scattata dal fotografo Gianpaolo Barbieri) il mio primo vero passo nell’iperuranio della moda. Ma non mi sono mai considerata una modella e basta. Non sopporto le definizioni, non sono capace di rientrare in un solo profilo, la mia è sempre stata una figura atipica, sia fisicamente che professionalmente», così si definisce Sabrina. Dopo aver lavorato per riviste come WESTUFF, THE FACE, ID, BLITZ, vola prima a Londra e poi a Parigi, dove la sua innata passione per il vintage e per l’arte del travestimento si trasforma in poco tempo nel suo più grande amore: inizia ad occuparsi di collezioni di abiti vintage, come fashion curator anche per shop dedicati. Ancora oggi è consulente e curatrice di una delle culle milanesi per gli appassionati del vintage: ELIO FERRARO gallery/store, con cui collabora da sempre e per cui organizza anche eventi e mostre all’interno dello spazio meneghino di via Maroncelli e non solo. Ecco forse è proprio la frase “non solo” che apre lo scenario sulla professione che Sabrina si è inventata in questi ultimi anni e che a me ha davvero incuriosito. Ovvero le Q.Connections. Q come Querci e Connections come la reta infinita di contatti, idee e sinapsi che questa donna è in grado di tessere in pochi istanti. Perché se vi capita di incontrarla e di scambiarci anche solo due parole, state certi che lei trova una connessione tra voi e un personaggio che fa parte del suo network, per cui nel giro di poche ore è già partito un progetto nuovo, inedito, speciale a cui nessuno aveva pensato prima. L’elenco delle Q.Connections di Sabrina è davvero troppo lungo, ma tanto per rendere l’idea di quanto la moda sia solo una scusa per poi celebrare l’estetica e l’arte a 360 gradi (perché nelle sette vite di Sabrina, figura poliedrica e versatile, ci sono anche dei trascorsi oltre oceano dove la ragazza respira a pieni polmoni l’atmosfera underground di New York, circondata da designer, fotografi e artisti) si può dare una sbirciata allo scorso Salone del Mobile di Milano e poi ad Altaroma. Di grande impatto l’evento presentato al Salone di aprile, che vede la collaborazione di Sabrina con l’interior designer inglese Nigel Coates. Insieme hanno realizzato “Casa Reale“, una performance che ricostruisce il lusso delle ambientazioni monarchiche all’interno di uno spazio reale e onirico al tempo stesso. Un luogo vero in cui camminare, coronato anche da un cortometraggio, diretto dall’iconico regista John Maybury, che torna alle origini della regia, usando la sua fotocamera Leica con la funzione video, dando così una patina di antichità alle riprese.

Ad Altaroma, invece, è grazie alle Q.Connections di Sabrina se per la prima volta la città capitolina ha visto le creazioni del couturier Liborio Capizzi, che ha lavorato per sedici anni accanto a Gianfranco Ferré. IMA SUMMIS TRANSMUTATE è il titolo che lo stilista siciliano ha scelto per la performance di debutto, nella location del Palazzo dei Congressi all’Eur, per una serata dove sacro e profano si sono fusi abilmente negli abiti d’ispirazione talare, realizzati assemblando vesti e simboli ecclesiastici, dedicati alla città di Roma. «Un’impresa che sembrava impossibile e che alla fine è stata molto più di una semplice presentazione. Non sono mancati i voguers che ballavano (ovviamente con le mosse riprese dal celebre video Vogue di Madonna), una videoproiezione realizzata da John Maybury e soprattutto il dj-set di Skin, musa da sempre di Liborio e artista (nonché cantante) davvero eclettica che ha emozionato e fatto vibrare tutta la platea. Ecco, questa forse è “la connessione” che mi ha dato davvero immensa soddisfazione», spiega Sabrina.
E da questa agenzia pensata per stabilire e consolidare connessioni tra i giovani talenti nell’arte e nella moda, e gli interlocutori più adatti nell’industria e nella stampa, è in arrivo un altro progetto speciale, che alza il sipario il 12 settembre: «una data da non dimenticare: è il mio compleanno» – ironizza lei – «che festeggio con un evento super emozionante. Si tratta della mostra (presso ELIO FERRARO Gallery Store, via Maroncelli 1, fino al 30 ottobre) e performance live (allo spazio Edit di via Maroncelli 14, il 12 settembre alle 21:00) di un giovanissimo artista, Ralph Hall, che presenta Krudeltà MentHall, ovvero una serie di sculture di animali che vengono simbolicamente pugnalate alle spalle, trafitte dalla mano dell’uomo, inteso come Global Predator. «Una performance molto forte, forse anche cruda a primo impatto, ma che vuole rappresentare la crudeltà umana. Un manifesto voluto e sentito che evoca un ritorno alle origini, ad un equilibrio fatto di simbiosi con la natura, troppo spesso oltraggiata dall’uomo, che in ogni opera di Hall è un pugnale affondato», svela Sabrina. Non resta che aggiungere…Happy Birthday dear Miss Q.

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