Uncategorized

Perchè Amelia Earhart è la mia donna dell’anno

‘Lo voglio fare, perchè lo voglio fare’. Amelia Earhart non smette di affascinarmi. Soprattutto, adesso che sembra sempre che il nostro carburante non sarà sufficiente a raggiungere la prossima isola. Guardo le sue foto in bianco e nero, una …Leggi tutto

‘Lo voglio fare, perchè lo voglio fare’. Amelia Earhart non smette di affascinarmi. Soprattutto, adesso che sembra sempre che il nostro carburante non sarà sufficiente a raggiungere la prossima isola. Guardo le sue foto in bianco e nero, una bambina sorridente con i capelli lisci e un fiocco nero da una parte e poi, una donna sicura di sè che scrive al marito prima del matrimonio: ‘Questa non è la fine delle nostre libertà’. Il primo incontro con gli aerei, a una fiera di paese, non è una rivelazione: Amelia preferisce tornare alla giostra. Sono i pezzi del suo destino che, a un certo punto, cominciano ad andare insieme.

Quest’anno, cadevano i 115 anni dalla sua nascita e i 75 anni dalla misteriosa scomparsa nell’Oceano Pacifico. In quest’anno di imprese difficili, mi piace ricordarla con le sue parole: ‘Nella mia vita, ho avuto modo di rendermi conto che quando le cose vanno troppo bene, c’è sempre un guaio dietro l’angolo. Allo stesso modo, ho avuto modo di accertare con piacere che quando si è nel mezzo della crisi più nera, quando tutto sembra perduto al di là dell’indicibile, qualcosa di inatteso è pronto a manifestarsi’.

Per raggiungere i suoi sogni, Amelia non conosce ostacoli: poco più che ventenne, si dedica a lavori di ogni tipo, come guidare un camion, per raccimolare i dollari per le lezioni di volo prima e per comprare un aereo poi. Ma pilotare un aereo resta un hobby del fine settimana: Amelia, infatti, crede di aver trovato la propria strada come assistente sociale, dove guadagna 60 dollari al mese. La prima traversata dell’Atlantico, invece, fa di lei una star. E l’ultima ad aspettarsi questa popolarità è proprio lei: nei filmati che la ritraggono a Londra ha la timidezza stampata in faccia.

Amy Phillips, l’erede dell’acciaio che sponsorizza il volo transaltantico in solitaria del 1932 la etichetta come ‘il tipo giusto di ragazza’. La sua somiglianza con Lindbergh, il suo aspetto androgino che lei accentua tagliandosi i capelli (un centimentro alla volta, perchè la madre non se ne accorga), la sua comparsa sulla scena nel bel mezzo della Grande Depressione segnano la trasformazione in un’icona. ‘Earhart ha dato alle persone speranza. E’ stata una fonte di ispirazione per sognare e sognare in grande’, ha detto di lei Hillary Clinton. Earhart non dimostra solo coraggio e audacia, ma anche un senso di giustizia sociale e la consapevolezza di sè come donna.Ne ho fatto esperienza in prima persona e sono a conoscenza della discriminazione nei confronti delle donne in diversi settori: un pilota è un pilota e spero che questo venga riconosciuto, in modo tale che uomini e donne possano raggiungere i propri obiettivi equamente’. Amelia voleva, dunque, fare ‘quello che gli uomini hanno già fatto e, occasionalmente, quello che gli uomini non hanno ancora fatto’.

Amelia faceva tutte queste cose a modo suo. Rifiutava, per esempio, di indossare il tipico abbigliamento degli aviatori. Piuttosto, saliva a bordo con un vestito o con un completo pantaloni. Non usava nemmeno il casco a cui preferiva un cappello a tesa corta. Dei suoi voli ha scritto: ‘La cosa più difficile è prendere la decisione. Il resto, è pura tenacia. Le paure sono tigri di carta. Puoi fare qualsiasi cosa tu voglia. Puoi agire per cambiare e per controllare la tua vita’. Gore Vidal che l’ha conosciuta (a suo padre, infatti, è stata attribuita una relazione con l’aviatrice) ha detto in un’intervista: ‘Amalia ha mostrato alle donne quello che possono fare’. Amelia, in realtà, ha mostrato anche come farlo: ‘Il modo più efficace per farlo è farlo’.

 

© Riproduzione Riservata

Commenti