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Meryl Streep, Il matrimonio che vorrei e il fascino senza età

Le braccia sono morbide. La pelle del collo e del decolleté rugosa. Evidenti i (pochi) chili in più ben distribuiti intorno ai fianchi e al bacino. Eppure esce dal bagno di casa o del motel in cui si ritrova con …Leggi tutto

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Meryl Streep al Home Springs New York premiere in New York ad agosto di quest'anno

Le braccia sono morbide. La pelle del collo e del decolleté rugosa. Evidenti i (pochi) chili in più ben distribuiti intorno ai fianchi e al bacino. Eppure esce dal bagno di casa o del motel in cui si ritrova con suo marito, interpretato da Tommy Lee Jones, serena, solare, bella come la sua età (e una natura che le ha strizzato l’occhio da quando è nata) le permette di essere.
Sono andata al cinema a vedere Il matrimonio che vorrei. E la divina Meryl Streep mi ha stregata ancora una volta.

Ma questa volta lo stupore non è dovuto solo alla sua fantastica recitazione e mimica facciale con cui ti trascina prima nell’ironia, subito dopo nell’ilarità, un secondo dopo nella tristezza e complicità e poi nel dolore per poi farti tornare a sorridere dopo pochi attimi.
Insomma, davo per scontato che avrei trovato la meravigliosa attrice premio Oscar che non delude mai. Eppure questa volta sono rimasta colpita dalla naturalezza con cui si mostra, splendida 63enne, con i segni del tempo bene in evidenza sul suo corpo. Bellissimo perché naturale.

Morbido, come si addice a una donna “comune” che ha abbandonato l’attenzione spasmodica alla taglia 42 per lasciarsi andare a una linea che la rende così naturalmente bella. Vero, come accetta di portarlo con sé chiunque abbia un rapporto sincero con se stessa. Affascinante, perché racconta di un passato di perfezione e bellezza. E di un presente di serena accettazione del tempo che fu e di una aggressiva e sicura bella mostra di un oggi che si compiace di essere tale.

Insomma, una diva del calibro di Meryl Streep avrebbe potuto anche negarsi nelle nudità delle sue simpaticissime e coloratissime camicie da notte da “signora” per niente sexy e per niente provocante. Altre attrici, probabilmente, lo avrebbero fatto. Niente pelle rugosa in vista, niente rotolini in mostra, niente braccia morbide alla mercé degli spettatori.

Lei invece è lì. Ancora più diva, perché non ha bisogno della perfezione del corpo per essere perfetta.

Il suo corpo ha un linguaggio. Che parla prima con le movenze e con lo sguardo. Con la mimica degli occhi, delle labbra, delle mani che accarezzano, spostano, spettinano i capelli. A quel punto ti ha già conquistato. Il resto, non conta più.
Una gran bella lezione per tutte le donne. Perché si può essere belle a ogni età. E il fascino non fa certo la conta delle rughe.

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