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Isabel, regina d’Africa. Ma mamme e bambini continuano a morire

THE PURPLE ROOM – Si chiama Isabel Dos Santos, ha 40 anni ed è la prima miliardaria d’Africa. Lo ha annunciato con una certa enfasi Forbes nelle scorse settimane. A me, l’enfasi è sembrata fuori luogo. …Leggi tutto

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THE PURPLE ROOM – Si chiama Isabel Dos Santos, ha 40 anni ed è la prima miliardaria d’Africa. Lo ha annunciato con una certa enfasi Forbes nelle scorse settimane. A me, l’enfasi è sembrata fuori luogo. Mi permetto di dirlo ad alta voce, visto che lo pensa anche il Guardian. Isabel è la prima figlia di Jose Eduardo Dos Santos, il presidente dell’Angola, da 33 anni al potere in uno fra gli stati africani più ricchi di risorse naturali, ma poveri, sotto il profilo della trasparenza. Infatti, è 157° su 174 Paesi elencati nella classifica mondiale sulla percezione della corruzione. Con gli ultimi acquisti di aziende quotate in Portogallo, la fortuna della primogenita del presidente ha superato il miliardo di dollari in un Paese in cui, secondo le statistiche umanitarie, due terzi della popolazione sopravvive con meno di due dollari al giorno.

Isabel ha studiato ingegneria al King’s College di Londra, dove viveva con la madre dopo il divorzio dal presidente. Ha iniziato la sua prima attività commerciale, il ristorante Miami Beach di Luanda, a 24 anni. “Da allora, ha fatto strada e siede nel consiglio di amministrazione di diverse società in Angola, Portogallo e ha più volte fatto sentire la propria voce nelle decisioni che contano”, ha aggiunto la reporter di Forbes, Kerry Dolan. Che, come se non bastasse, ha proseguito informando i suoi lettori: “A maggio dello scorso anno, Isabel ha incrementato le proprie quote in Zon Multimedia, la più grande tv via cavo del Portogallo, passando dal 4,9 al 14,9%. Succesivamente, attraverso le sue società Kento e Jadeium ha raggiunto il 28,8% di Zon, una quota valutata 385 milioni di dollari, che le dà la maggioranza in cda”.

Dal Sud Africa, Mail & Guardian allarga un po’ le prospettive e non esita a definire i figli del presidente “eredi di un business chiamato Angola”. L’Angola, intanto, continua a figurare in testa alla classifica dell’Unicef, per quanto riguarda la mortalità di mamme e bambini. Quasi un bambino su cinque, infatti, non raggiunge i cinque anni. Il tasso di mortalità infantile è pari al doppio della media mondiale. Lamortalità per parto, invece, tocca quota 450 per 100mila nati vivi. In Italia, la media è di 4 su 100mila. Le donne muoiono per emorragia, infezioni, ipertensione e complicazioni durante il parto.

La figlia del presidente, inoltre, possiede il 19,5% di Banco Bpi, una fra le principali banche portoghesi, il cui valore è stimato in 465 milioni di dollari. In Angola, Isabel siede nel consiglio di amministrazione di Banco Bic, la cui partecipazione è valutata in 160 milioni di dollari. Il manager, inoltre, detiene anche il 25% di Unitel, una delle due società di telefonia mobile del Paese.

Dopo 27 anni di guerra civile, l’Angola resta uno fra i Paesi più minati al mondo. Un cittadino su otto vive in un’area minata. Il Governo ha chiesto una prororoga di cinque anni al processo di sminamento che avrebbe dovuto essere compiuto entro il 2013. Attualmente, solo il 40% del lavoro è stato realizzato.

Sposata con Sindika Dokolo, collezionista d’arte congolese e figlio del tycoon Sanu Dokolo, fondatore della Bank of Kinshasa, Isabel ha tre figli. Chissà se pensa mai ai bambini e alle mamme dell’Angola. Quando si tratta “di far sentire la propria voce nelle decisioni che contano”, per dirla con la Kerry.

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