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Gucci: Chime for Change. Ovvero quando il luxury world fa del bene

Oggi in occasione dell’evento TEDxWomen di Long Beach, California, è stata presentata al mondo Chime for Change, nuova campagna globale patrocinata da Gucci per la sensibilizzazione collettiva sui problemi di donne e bambine. E non basta: “La storia racconta …Leggi tutto

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Oggi in occasione dell’evento TEDxWomen di Long Beach, California, è stata presentata al mondo Chime for Change, nuova campagna globale patrocinata da Gucci per la sensibilizzazione collettiva sui problemi di donne e bambine.

E non basta: “La storia racconta che le donne hanno sempre fatto le cose in maniera diversa”, così si apre il Manifesto dell’iniziativa. Un bel proclama di intenti in un momento storico cruciale per le donne e le bambine, in cui l’attenzione del mondo è puntata su vicende internazionali come la lotta di Malala per l’istruzione in Pakistan e la violenza perpetrata sulle donne in ogni angolo del mondo (inclusi India, Irlanda, Sud Africa, Stati Uniti).

Chime, creata da Frida Giannini (direttore creativo di Gucci), Salma Hayek Pinault (moglie del presidente di PPR, gruppo che detiene il marchio Gucci e che nel 2009 ha fondato la PPR Corporate Foundation for Women’s Dignity and Rights contro la violenza alle donne e per lo sviluppo delle stesse) e Beyoncé Knowles-Carter (sì, proprio la popstar che ha adottato il cognome del marito per il suo ultimo tour, The Mrs. Carter Show) intende raccogliere fondi per rendere ogni donna consapevole della propria forza attraverso tre temi fondamentali: istruzione, salute e giustizia.

Nel corso di TEDxWomen è stato presentato il cortometraggio The Supreme Price, prodotto e diretto da Joanna Lipper, sulla storia dell’attivista democratica nigeriana Hafsat Abiola. Primo di dieci corti su storie femminili sotto l’egida di Chime for Change, ha ricevuto il Gucci Tribeca Documentary Fund 2012 ed è il vincitore del Spotlighting Women Documentary Award (uno dei due premi istituiti da Gucci per le donne nel cinema. L’altro è legato al festival del Cinema di Venezia).

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Variegato il panorama dei partner strategici (PPR Corporate Foundation for Women’s Dignity and Rights, la Fondazione Bill & Melinda Gates, Facebook, Hearst Magazines e, soprattutto, Catapult, prima piattaforma di crowd-funding dedicata esclusivamente al miglioramento della vita delle donne e delle bambine di tutto il mondo), mentre tra i sostenitori dell’inziativa ci sono importanti personalità del mondo dell’informazione, della politica e dello spettacolo: Hafsat Abiola, Muna AbuSulayman, Jimmie Briggs, Gordon e Sarah Brown, Lydia Cacho, David Carey, Joanne Crewes, Waris Dirie, Yasmeen Hassan, Arianna Huffington, Musimbi Kanyoro, John Legend, Pat Mitchell, Alyse Nelson, Sharmeen Obaid Chinoy, François-Henri Pinault, Jada Pinkett Smith, Julia Roberts, Jill Sheffield, Caryl Stern, Meryl Streep, l’Arcivescovo Desmond Tutu e sua figlia Mpho Tutu.

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