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Florence e le altre – Scienziata con il cuore

Questa è una storia che inizia più di un secolo fa, ma che non per questo non è fortemente attuale. Qualcuno dei non più giovani se la ricorderà: a me avevano fatto leggere la sua biografia, credo, alle elementari. Si …Leggi tutto

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Questa è una storia che inizia più di un secolo fa, ma che non per questo non è fortemente attuale. Qualcuno dei non più giovani se la ricorderà: a me avevano fatto leggere la sua biografia, credo, alle elementari. Si tratta di Florence Nightingale, nata a Firenze nel 1820, morta a Londra nel 1910, inventrice dell’infermieristica moderna tanto che il suo testo Notes on Nursingdel 1860 è considerato ancora oggi una pietra miliare della sua disciplina.

Rampolla di una famiglia britannica più che benestante, quando nel 1845 comunica alla famiglia di volersi dedicare alla cura dei malati indigenti, provoca una violenta reazione soprattutto nella madre che la voleva ben accasata, madre e moglie felice. All’epoca quella di infermiera era un’attività molto sottovalutata, equiparata a quella di vivandiera. Tanto fece, che Flo riuscì a portare avanti la sua battaglia. Una femminista ante litteram, dunque, ma non solo.

Studiando ciò che accadeva nei laboratori delle workhouses e sfruttando benevolmente l’amicizia che la legava al ministro della difesa Sidney Herbert, il 21 ottobre 1854 la Nightingale parte con un piccolo manipolo di 38 infermiere volontarie (da lei addestrate) per la Turchia, dove l’esercito britannico è impegnato nella guerra di Crimea. Sul campo si rende ben presto conto che solo il 10% dei soldati muoiono a causa delle ferite riportate in battaglia: il resto viene falcidiato dalle pessime condizioni soprattutto igieniche in cui vengono curati e dalla mancanza di medicine. Le sue infermiere puliscono a fondo, organizzano, coordinano e, anche grazie all’intervento di una commissione sanitaria inviata dall’Inghilterra, l’anno dopo la mortalità inizia a diminuire.

Fin qui la cronaca. La cosa interessante della figura di Florence, oltre alla sua instancabilità (viene soprannominata allora “la signora con la lanterna” perché, quando tutti, medici compresi, si ritiravano per la notte, lei si aggirava tra i feriti facendosi luce con una lanterna) è stato l’approccio rigorosamente scientifico con cui si è avvicinata al problema. Appassionata di scienza e figlia di tanto padre (papà fu un pioniere dell’epidemiologia), raccolse i dati, li elaborò con l’aiuto della statistica e li visualizzò in un’infografica (già, quella che va tanto di moda sui magazine di questi tempi). Anche così riuscì a convincere i decisori del tempo.

Forse la storia è raccontata con un po’ di enfasi, e sicuramente gli aspetti di femminismo in questa figura si incontrano/scontrano con una forte religiosità, ma il messaggio è chiaro: le donne, quando decidono, sanno fare le cose in maniera rigorosa tanto quanto gli uomini. Senza però tralasciare il cuore. Non sembri questa un’affermazione vetero-femminista: secondo me vale oggi più che mai. E da questa signora di altri tempi mi piacerebbe partire per un viaggio alla scoperta di tutte quelle donne che sanno modificare realtà più o meno grandi senza dimenticare mai il cuore.

Florence-Nightingale2-150x150.jpgImmagine-5-150x150.pngflorencenightingale1891census-150x150.jpgL'infografica che illustra i dati sulle morti dei soldati durante la guerra di CrimeaNightingale-statua-150x150.jpg
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