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Carla Bruni dice no al femminismo? Noi diciamo no a Carla Bruni

Voglio essere oggettiva. E aspetterò l’intervista in uscita su Vogue France il 3 dicembre per esprimere il mio giudizio definitivo su Carla Bruni. Per ora mi limito a dire che se Madame Bruni in Sarkozy si sente tanto sicura …Leggi tutto

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Voglio essere oggettiva. E aspetterò l’intervista in uscita su Vogue France il 3 dicembre per esprimere il mio giudizio definitivo su Carla Bruni. Per ora mi limito a dire che se Madame Bruni in Sarkozy si sente tanto sicura nel dire che “La sua generazione di donne non ha più bisogno di essere femminista” (per quanto poi abbia fatto un passo indietro dopo l’orda barbarica di proteste e accuse che le sono piovute addosso), io mi sento altrettanto sicura nel dire che noi donne non abbiamo bisogno di Carla Bruni (e delle sue canzoni, s’il vous plaît).

Che resti nel suo mondo dorato di “borghese” come lei stessa si definisce ed eviti di esprimersi con cotanta superficialità.
Mi unisco al coro delle donne femministe e non (io non lo sono mai stata in senso “corporativo”) che su Twitter le hanno risposto per le rime con #ChereCarlaBruni.
È vero: ci sono “pioniere che hanno aperto la strada” come lei stessa ha affermato. E per fortuna. Ma oggi ne servono ancora altre laddove le prime non sono potute arrivare. E lei, dal suo trono dorato di donna borghese e privilegiata, potrebbe anche fare qualcosa in tal senso.
Ricordo a Madame Bruni in Sarkozy che le donne in Europa in media guadagnano un quarto in meno degli uomini. Solo per il fatto di essere donne, quindi potenziali madri e in quanto tali fornitrici di assistenza ai nuovi esseri umani (donne e uomini) che popolano il pianeta. Ma lei forse questo non lo sa (o lo ha facilmente dimenticato).
Ricordo ancora a Madame Bruni in Sarkozy che le femministe si sono battute negli anni parlando di diritti. Uguaglianza di diritti. Possiamo essere d’accordo o meno sui toni della protesta e sulle modalità. Ma non certo sul tema di fondo. Diritti. Che non è mai stato sinonimo di parità di un genere con un altro, concetto completamente diverso, frutto di ignoranza barbina e superficialità di pensiero.
Invito Madame Bruni in Sarkozy a leggere qualcosa, per esempio la scrittrice spagnola Almudena Grandes. A me è rimasto in testa un recente articolo pubblicato proprio per Panorama in cui afferma come nel XX secolo una delle maggiori rivoluzioni sia stata quella che ha riguardato le donne. Ma che ancora oggi, queste si trovano ad affrontare un “passaggio cruciale” (certo, la storia bisogna saperla leggere… e per fortuna c’è chi sa farlo). Un passaggio davvero “pericoloso”, sottolinea la Grandes.

“Perché
 se il femminismo storico ha posto le basi teoriche 
dell’uguaglianza, se le classi politiche d’Europa e d’Occidente le 
hanno fatte proprie, se davvero sono stati fatti molti passi in avanti, 
ebbene l’uguaglianza reale domani rischia di rimanere un miraggio… per
 questo io preferisco parlare di post femminismo più che di femminismo… “Voi della vostra
 generazione ci avete ingannato” ci gridano oggi le giovani “perché per
 pagare il vostro desiderio di emancipazione adesso noi siamo costrette
 a lavorare in casa e fuori casa”. Per questo letteratura e cronaca spicciola 
raccontano storie di donne che sentono la necessità di mettersi con uomini 
potenti e ricchi, sia a livello reale che immaginario, perché il contesto
 sociale gli ha fatto perdere di vista il valore fondamentale della libertà 
e dell’indipendenza. Valori che invece sono e restano non in vendita. Purtroppo questa crisi sarà lunga e dolorosa. Ne usciremo, ma imparando
 a fare a meno di molte cose che oggi diamo per scontate”.

No, Chére Madame Bruni in Sarkozy, non stiamo parlando dei suoi gioielli. Almudena Grandes si riferisce alle “conquiste immateriali, emotive e psicologiche,
 che sono a fondamento della nostra soggettività e collettività. Dobbiamo 
prepararci a una vita più povera, una vita dove solo la solidarietà e la
 consapevolezza potranno aiutarci. 
Last, but not least, anche quello che è stato chiamato sesso attraversa 
un passaggio cruciale. Il consumismo da liberatorio è divenuto
 un’ideologia distruttiva, facendo perdere qualunque valore all’esperienza
 erotica che senza ideologia è un puro mezzo, completamente sganciato
 sia da valori etici sia intimi”.

Forse uno sforzo eccessivo, Madame Bruni in Sarkozy. O forse anche lei ha perso di vista qualcosa… come i valori fondamentali della libertà e dell’indipendenza. Bellissimi da vivere.

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