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A Cannes arriva l’Amour Fou di Heinrich von Kleist, il poeta del doppio suicidio di Wannsee

Il 21 novembre del 1811 Heinrich von Kleist e la sua amante Henriette Vogel si addentrono all’interno della foresta intono al Wannsee, lago alle porte di Berlino, e con due pistole si spararono entrambi alla testa. Credevano nel loro …Leggi tutto

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Il 21 novembre del 1811 Heinrich von Kleist e la sua amante Henriette Vogel si addentrono all’interno della foresta intono al Wannsee, lago alle porte di Berlino, e con due pistole si spararono entrambi alla testa. Credevano nel loro reciproco amore così tanto che morire assieme ne sarebbe stata la massima celebrazione, un vivere per sempre accanto nell’eternità che nessuno avrebbe mai rischiato di togliergli.

Una storia drammatica quanto a suo modo romantica, di quel romanticismo di cui si cibano le favole molto più della realtà, tranne che in questo caso, anche se sia Kleist che la Vogel avevano anche altre ragioni per volerla fare finita (a lui era fallito il progetto del giornale Die Berliner Abendblätter lei invece era falsamenta convinta di avere un cancro). E’ proprio l’aspetto romantico della vicenda però che ha convinto la regista austriaca Jessica Hausner a volerla trasformare in un film, l’Amour Fou, presentato questa settimana nella sezione Un Certain Regard del festival di Cannes.

Von Kleist fu uno dei maggiori esponenti  del romanticismo tedesco seppure in maniera del originale visto il suo forte legame con la tragedia classica. Già l’anno scorso il festival di Cannes gli aveva reso omaggio portando in concorso un film tratto da uno dei suoi otto racconti, Michael Kohlass. Stavolta invece lo fa con una pellicola dedicata agli ultimi suoi anni di vita.

Non posso morire senza essermi riconciliato, contento e sereno come sono, col mondo intero e soprattutto con te, mia carissima Ulrike. Lascia, l’affermazione precisa è contenuta nella lettera ai Kleist, lascia ch’io mi ritiri. In realtà, tu hai fatto per me non dico quanto stava nelle forze di una sorella, ma nelle forze di una creatura umana, al fine di salvarmi: la verità è che per me non c’era aiuto possibile sulla terra. E ora addio; possa il cielo donarti una morte solo a metà così gioiosa e indicibilmente serena come la mia: questo è l’augurio più cordiale e più profondo che io possa concepire per te. (Heinrich von Kleist, lettera d’addio lasciata alla sorella Ulrike)

L’Amour Fou si svolge quasi completamente in interni se non per la scena finale che la Hausner ha espressamente voluto fosse girata a Wannsee. “Alcuni luoghi emanano da soli le storie che hanno respirato”.  A Berlino, un amore del genere non si sarebbe più visto o vissuto, seppur più di un secolo dopo il muro avrebbe imrpovvisamente, di notte, diviso amanti e famiglie con una violenza altrettanto commuovente (basta leggere Il cielo diviso di Christa Wolfper poterselo immaginare). Città delle passioni suo malgrado, la capitale tedesca in più occasioni nella sua storia si è trovata suo malgrado a dover confermare, anche solo per sentirsi viva, quanto scrisse una volta proprio von Kleist: “Anche l’Olimpo è deserto senza amore”.491190743-1024x684.jpg

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