PILLOLE E UOMINI O PILLOLE DI UOMINI ?

Il circolo della stampa di Milano è un luogo elegante. Una scalinata ti porta alle sale ed un ascensore ricca di fascino, con il sapore della storia fa vivere momenti di congiunzione tra passato e presente. Anche se ieri si è respirato il futuro, pensando alla nostra economia in una chiave positiva e propositiva.

Un parterre d’eccezione con i più grandi nomi dell’imprenditoria della “ farmaceutica italiana”. Per la presentazione del libro” uomini e pillole” di Francesco Costantini, edito da Edra, il mondo in un interno ha fatto il suo show. Incredibile che un libro, possa attrarre ancora nell’epoca del digitale, tante persone. Compiaciuta ed amante della lettura, avevo a fianco a me nomi come Sergio Dompè, Diana Bracco con la sua nobile eleganza con bracciale con pietre rosa, borsa ed accessori in tinta e Gian Germano Giuliani con la sua simpatia e il suo fascino intramontabile, Recordati, Angelini, Rovati. In ogni sedia una storia ed una vita. Tutta l’industria farmaceutica in pochi metri quadri. 

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Nella foto Susanna Messaggio, Gian Germano Giuliani, Diana Bracco e Sergio Dompè.

Oggi la farmaceutica è una delle principali attività economiche del Paese e la rappresentanza dell’Italia nel mondo, trainante anche per altre funzioni collegate: dalla diagnostica ai dispositivi medici, dalla dietetica alla cosmetica. “Dobbiamo rassegnarci, all’impossibilità di un rifiorire della ricerca farmaceutica a breve termine”, sosteneva Silvio Garattini, “perché il Governo la ostacola, spendendo la metà, rispetto al proprio prodotto interno lordo, di quanto spenda la media dei Paesi Europei”.

Costantini nel suo libro sottolinea la poco chiara separazione fra gli interessi farmaceutici e quelli di SSN (Servizio Sanitario Nazionale) che non sempre sono convergenti. Tante le idee e il desiderio di abbracciare il futuro, parlando a chi il futuro lo può migliorare, ribadiva Marco Vitale. L’autore, ha voluto tracciare un profilo degli uomini che guidano la Nazione, rendendoli “umani”, con le loro storie personali. Il giornalista Gianfranco Fabi, che moderava l’evento, avvicinandosi alla prima fila ha chiamato all’appello Gian Germano Giuliani: “ Un applauso per Pippo”, così chiamato dagli amici, ha riempito la sala.


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Lui spirito libero da convenzioni, rilevando l’azienda di famiglia senza ricorrere a finanziamenti bancari, ne all’aiuto di “papà”, ha subito intuito il potenziale dei prodotti naturali, e fin da ragazzo ha viaggiato nel futuro, producendo l’Amaro. Senza aver studiato marketing e grazie all’intuito che è nato con lui, ha intravisto cosa fosse necessario: concentrare le risorse (sino ad essere competitivi) sul prodotto di più alto potenziale, dare al prodotto una “position”, essere diverso dagli altri e migliore, comunicarlo direttamente con un “messaggio capace di bucare lo schermo”.

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Dunque l’Amaro, come lui sostiene, è frutto di fortuna , intuito e capacità di dare un “Nudge” come dicono gli inglesi “un consiglio gentile”, una spinta propositiva,verso un prodotto che ha delle valenze… E così l’Amaro divenne molto Dolce, per lui è stato come il miele. Grande successo! Ma Giuliani ora è molto, molto di più ed io ho avuto , come lui sostiene , l’opportunità di essere lì e d’imparare che le grandi storie, nascono da cose che apparentemente sembrano semplici e se e vuoi , puoi. E ieri il cielo era davvero in una stanza!


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