L’anno che verrà…

La vita è un viaggio molto particolare, non è una destinazione. Da germanista in questo periodo dell’anno dove si fanno dei bilanci, mi piace pensare tra le onde di gente indaffarata in auto, impazzita, nervosa dal solito clima delle feste, …Leggi tutto

La vita è un viaggio molto particolare, non è una destinazione. Da germanista in questo periodo dell’anno dove si fanno dei bilanci, mi piace pensare tra le onde di gente indaffarata in auto, impazzita, nervosa dal solito clima delle feste, nauseabondo , delirante, che esista ancora uno spazio per pensare con sensibilità.  Quest’anno accompagnato dal malcontento di una situazione deludente, dall’ansia del non riuscire fino in fondo a tirarsi fuori, dalla tristezza di essere più consapevoli che la salita non è finita, ma che una luce si è accesa, pur flebile, una speranza, quella di constatare che comunque siamo arrivati in fondo all’anno. Tra poco ci possiamo fermare, come dicevano i filosofi , proviamo a vivere  in una condizione di “apochè” o sospensione dal giudizio. Un clima di saggia attesa, nella speranza di un futuro più vero. Noi italiani in vista dell’Expo, dell’apertura dei confini.

Altri popoli e paesi, altre culture, odore di nuova umanità, scambi, vita.  La lingua tedesca con il suo ornamentario di prefissi e suffissi e le sue concatenazioni chilometriche, ha spesso parole più precise delle nostre per descrivere le emozioni complicate.

Una di queste è “ VORFREUDE” che significa la pre-gioia. Una parola da noi inesistente, se non tradotta con due parole. Il proverbio dice” Vorfreude ist die schonste Freude” con tanto di Umlaut o dieresi sulla o, che il mio computer italiano non sottolinea. Significa che PREGUSTARE è il modo migliore di gustare. Il significato più profondo è pregustare nell’attesa che qualcosa cambi in meglio. La positività nel pensare che la vita, dopo la tempesta riporta la calma. Fa rivedere l’orizzonte. Insegna a chi ha ancora voglia di imparare. Chi brama delle emozioni, perché desidera ancora stupirsi.

Per chi vuole vivere, pregustare l’attesa di qualcosa di bello è ancor meglio che vivere la cosa bella che verrà. E’ riempirsi di gioia, è la pre-gioia che il popolo dei Nibelunghi ci insegna con una parola. Forse, certo per loro più facile. Il loro ordine è comunque un esempio di civiltà, il loro mettere insieme tante lettere per sviluppare delle parole indica un segno di precisione, ma la felicità nasce da un popolo che si sa acculturare ed è capace di progredire dandosi dei tempi.

Noi nella nostra scompostezza e nel nostro disordine ci “inviluppiamo”. Nella nostra matassa intricata cerchiamo poi una via per disincagliarci. Siamo nati con una matrice differente, ma basterà la nostra innata simpatia a farci riemergere? Riusciremo a trovare il nostro ordine? Io mi auguro proprio di si. I nordici ci insegnano e da tutti c’è da imparare, a pregustare con l’attesa saggia, la possibilità di raccogliere dei frutti, dopo aver seminato.

Anche gli asiatici ci dicono di attendere ed aspettare. Chi sa aspettare ciò che desidera, l’avrà. Chi ha il pensiero positivo godrà. La vera saggezza è provare gratitudine per quello che siamo ed abbiamo, in fondo stiamo meglio di tanti altri popoli che non hanno da bere, da mangiare, da vivere. Noi siamo fortunati. La saggezza dunque e’ evitare tutti i pensieri che ci indeboliscono. E questo è il mio messaggio d’augurio per un 2014 strepitoso!!!

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