The Possession: se non avete proprio nulla da fare…

Ovviamente sono andata al cinema a vedere The Possession. Sono stata un po’ frettolosa, come spesso capita mi sono fatta rapire da un ottimo trailer e da una locandina molto accattivante (per gli amanti del genere) e la botta …Leggi tutto

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Ovviamente sono andata al cinema a vedere The Possession.

Sono stata un po’ frettolosa, come spesso capita mi sono fatta rapire da un ottimo trailer e da una locandina molto accattivante (per gli amanti del genere) e la botta finale è stata anche che avevo inteso (sbagliandomi) che il regista fosse Sam Raimi, che comunque è il produttore, e se investe lui su un film, allora ipotizzo siano soldi spesi bene.

Non mi ha delusa questa pellicola in cui, come in ogni film horror che si rispetti, c’è uno spirito malvagio da combattere e una famiglia da salvare… non mi ha delusa, ma non mi ha entusiasmata.

Parte egregiamente, l’inizio è prevedibile ma buono, un’ottima tensione, attori bravissimi sostengono anche la mancanza di molti dettagli nella storia, molte casualità che ormai nei film horror hanno un po’ stancato, ma come dicevo, la prima parte e anche metà della seconda è buona, ma non ottima.

A mio parere ottimo è: The Ring, Rec (l’originale, non il remake americano), 1408, The Exorcism Of Emily Rose, tutti i Nightmare (escluso il 2 e l’ultimo vergognoso remake, ma di questo ne parleremo più avanti), Skeleton Key etc etc.

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Questo non arriva all’ottimo perché alla fine tutto il film non regge le aspettative covate dall’inizio, è un po’ chiuso in velocità, come se fosse stato sacrificato all’ultimo momento per mancanza di tempo o di soldi: non conosco la storia del demone, non mi viene raccontato il perché è arrivato a questa ragazza (viene liquidata la questione con un “lei è pura”) e le cose si risolvono senza troppi risvolti. Non voglio spoilerare, ma questo piccolo dettaglio ve lo devo scrivere: ho bisogno di sapere chi sto temendo per poter entrare in empatia con i personaggi e vederli fuggire o combattere, il “Male” si nota tra il chiaro e lo scuro solo alla fine, e la trama non è avvincente a tal punto da giustificare questo deficit.

La regia di Ole Bornedal è asciutta e prevedibile, quasi sintetica, ci sono ottimi spunti, anche perché il film è ispirato ad un articolo scritto per il Los Angeles Time nel 2004 da Leslie Gornstein, articolo che ha contribuito a aumentare i curiosi e le credenze su questo demone rinchiuso in una scatola chiamato Dybbuk (credenza ebraica, uno spirito che non merita l’ascesa rimane vagante sulla terra e deve impossessarsi di un corpo umano per riuscire a portare a termine alcuni suoi compiti per meritarsi il perdono).

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Insomma mi aspettavo tanto di più, le basi c’erano e gli attori (Jeffrey Dean Morgan è un bono assoluto) pure e la leggenda era già costruita da tempo, comunque non è un film pessimo, ve lo consiglio in una notte buia, quando siete soli in casa con il telefono rigorosamente in muto, guardare un film horror con il telefonino in mano o con amici che ogni tre per due fanno battute per smorzare la tensione non vale, è come buttare via 2 ore della vostra vita, quindi, non barate… da soli, a casa.

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