Petra Loreggian: non sono uscita viva dagli anni 80

Lo so, il titolo del blog è SheCanDj, e questa prossima intervista non è dedicata ad una dj. Eh no! Non impazzisce nemmeno per la musica house. Ah, e nemmeno fa tardi la sera per andare a ballare. Ma: …Leggi tutto

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Lo so, il titolo del blog è SheCanDj, e questa prossima intervista non è dedicata ad una dj. Eh no! Non impazzisce nemmeno per la musica house. Ah, e nemmeno fa tardi la sera per andare a ballare. Ma: 1) il blog ha il mio faccione a lato e quindi se trovo delle buone motivazioni intervisto chi voglio, 2) lei ne sa di musica, come si dice dalla mie parti, a “busso”  3) è sposata con Andrea dei PinkIsPunk, duo elettronico che ormai è presente in tutto il panorama mondiale e, come se non bastasse, non le “manda a dire “ a nessuno.

ECCO A VOI PETRA LOREGGIAN: SE VUOI (E NE SEI CAPACE) PUOI. prendete appunti.

Quando facevo la Vj a MatchMusic tu eri un po’ il mio obiettivo, ti seguivo a  “Rapido” ascoltavo i tuoi programmi in radio, insomma il tuo lavoro lo facevi bene e io ne prendevo spunto. Come hai iniziato?

Io volevo fare tutt’altro nella vita in realtà, anche se sono sempre stata appassionata di musica, infatti arrivo da una famiglia di musicisti, mio padre era un batterista di un gruppo beat anni 70, si chiamavano “ Le anime” e quindi sono cresciuta ascoltando tantissima buona musica, sempre.

E “Rapido”?

L’esperienza di “Rapido” è arrivata per caso. Dovevo fare un programma di viaggi on the road in America con Guido Prussia, si chiamava “Hotel California”. Io in previsione di questa trasmissione sono partita qualche mese prima per gli Stati Uniti, mi sono fatta due mesi di full immersion per risollevare reminescenze scolastiche di inglese. Mentre ero via, Guido mi chiama e mi dice che ha deciso di prendere una modella al mio posto. In sostanza, scalzata alla grande da una super gnocca.

E quindi?

E quindi mi sono trovata in California a studiare l’inglese per fare una cosa che non avrei mai fatto. In quel preciso momento, quasi mi stavo per disperare, mi richiama Claudio Cecchetto, con il quale avevo fatto una prima esperienza a Radio2, e mi dice:  “Ti faccio fare un provino per un programma musicale su Italia1”. Sono tornata con un biglietto open per la California che non ho sfruttato perché andò bene il provino e iniziai Rapido, per fortuna.

Tu hai fatto e continui a fare tantissima radio. Preferisci radio o televisione?

La radio di gran lunga. La radio devi saperla fare, ed è una dote che se non hai si nota subito, perché, a differenza della televisione che può essere fatta da qualcuno che non ha tutte le carte in regola, la radio non ha pietà. Per me questo è un lavoro, e quelli che lo fanno senza saperlo fare bene, solo perché sono dei miracolati della vita, mi infastidiscono.

Capita più spesso in tv chiaramente.

Certo in radio la qualità la senti e ti appaga. Sono felice di fare tanta radio e di farla bene, sono ormai 15 anni.

Il tuo più bel lavoro?

La mamma, il vero lavoro, la vera fatica è questa. Il resto è una passeggiata di salute. Essere mamma, che mi è capitato fra capo e collo, e non pensavo assolutamente potesse essere così. Avevo un’immagine assolutamente romantica e bucolica di questa condizione, in realtà ho capito subito che non sarebbe stato così.

Un inganno “mondiale” quindi?

Sì. Secondo me le mamme mentono sapendo di mentire, io ho una visione molto cinica di tutto questo. È una cosa meravigliosa per carità, sono felicissima di essere madre, amo mio figlio  più di ogni altra cosa al mondo, ma ci sono dei momenti in cui penso che fare la mamma sia davvero il lavoro più difficile del mondo. A volte vorrei farmi una cena con mio marito tranquilla piuttosto che tornare tardi dal museo di storia naturale per la duecentesima volta. Ti posso dire tutti i nomi degli animali in ordine alfabetico o di apparizione.

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Quando hai scoperto che saresti diventata madre, che stavi facendo, dov’eri?

Leone è stato concepito a Bali perché io e Andrea c’eravamo trasferiti da poco in Indonesia, ma l’ho scoperto a Sydney dove eravamo andati per degli appuntamenti di lavoro di Andrea. In un primo momento pensavo d’essermi ammalata, io mangio tantissimo sushi ed ero convinta d’essermi intossicata, stavo veramente male. Dopo un mese, nel quale ho fatto e mangiato tutto ciò che non si può fare o mangiare quando si è incinta, ho scoperto appunto d’essere incinta.

E cos’hai fatto?

Sono tornata a Bali. Ho fatto 8 mesi di gravidanza in Indonesia e poi sono tornata in Italia.

Come mai te ne sei andata?

Io speravo di continuare a vivere lì, ma Andrea era tornato in Europa per lavoro, e io ero rimasta da sola a Bali con il pancione. Stavo benissimo, facevo Yoga tutti i giorni e mille corsi possibili: quelli di auto-convincimento, auto-apprezzamento, insomma auto-cose, tutto per diventare un’ottima mamma. Il dramma vero è arrivato dopo, tornare qui e trovarmi a Milano da sola, con il bambino, senza lavoro, senza una casa, senza amiche per avere un aiuto, con mio marito nel pieno dell’inizio della carriera che era sempre in giro, insomma è stata una tragedia.

Quando uno lascia tutto: lavoro, casa, conoscenze, poi quando ritorna trova terra bruciata intorno. Per te non è stato così.

No no, son tornata e ho trovato terra bruciata intorno. Sono stata un anno ad elemosinare del lavoro, ed è una cosa tremenda se ci pensi bene. Dopo anni di lavoro basta un momento per perdere tutto quello che hai fatto, tutto quello che hai costruito è finito nel niente. Mi sono ritrovata a chiedere lavoro a gente che fino a qualche mese prima faceva la stagista per me e sentirmi dire “Non lo so, guarda scusa ti faccio sapere, lasciami un curriculum” questo mi è capitato più volte. Però l’ho affrontato e a testa bassa.

Quanto è durato questo periodo?

Un anno intero così. Poi l’inizio della ripresa è stato quando ho cominciato ad andare da Barbara d’Urso per fare l’opinionista del Grande Fratello, pensa te i casi della vita. E ci sono andata gratis, per fare in modo che le persone con cui avevo lavorato si rendessero conto che c’ero ancora, che ero tornata.

E ora come vivi?

Adesso sto bene, su Radio2 faccio il programma di astrologia con Marco Pesatori, anche quello è partito per caso, ho mandato una mail ad un tizio di Radio2 suggeritomi da un’amica che lavorava lì, e mi è stato detto che c’era la possibilità di fare il weekend un programma a Milano dove avrei dovuto parlare di astrologia, Io?! Ma ho detto ”Sai che c’è? Lo faccio!” e ho fatto bene, perché il Marco è un amore e il programma è uno dei più ascoltati del weekend.

Poi chiaramente appena si sblocca qualcosa poi nella vita segue tutto a ruota?

E sì, infatti da lì poi ho cominciato un programma di viaggi su SKY di DOVE TV, mi ha chiamata La3 e per quasi un anno ho presentato un quotidiano per loro, così piano piano ho ripreso tutte le mie attività.

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Ho letto che il tuo sogno sarebbe quello di poter pubblicare un libro.

Il famoso libro ce l’ho tipo da 10 anni nel cassetto, ogni volta lo incomincio e poi perdo il filo del discorso e lo lascio lì. Non riesco a scrivere ovunque, c’è gente che ha la penna facile, magari scrive anche di notte e li invidio, ma io alle 10 ho sonno, non ci riesco proprio, e con Leone in casa la mattina è impensabile.

Ma come? Sei sposata con un dj!!!

Eh, capisci? Io se vado alle sue serate devo prendermi 1000 caffè, perché sono una “Gina”. Ma alle 6 di mattina giuro che sono sveglissima!

Come fate a coincidere con questi orari?

A cena. Noi cerchiamo sempre di cenare tutti insieme. Poi è la qualità del tempo che conta. Noi condividiamo tantissime cose, non ho mai capito quelle donne che aspettano che i mariti se ne vadano per poter fare quello che gli piace fare, per me è assolutamente il contrario, io da sola mi rompo le palle. Quando sono senza di lui è il momento in cui sto peggio.

Come si vive ad essere la moglie di un dj, oltretutto famoso?

Io sto bene, non sono per niente gelosa, quasi a volte non so dove è a suonare, mi accorgo dove ha suonato perché mi arriva un post in twitter o su facebook. Non entro nella sua vita in quella maniera lì. Sono orgogliosissima di quello che fa, sono anche molto critica, quando lui è in studio spacco i maroni da morire, pur non essendo musicista cerco di dargli consigli, di dire la mia.

Oddio sei la peggio.

Sono un’egocentrica del cavolo, mi metto lì e gli canto le cose.

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E lui?

E lui s’incazza categoricamente.

Cosa ne pensi, da moglie di dj, delle dj donne ?

A me piacciono, e ti dirò la verità,  se sono anche fighe ancora meglio. Non ho quel cliché in testa che se sei una super gnocca e sei lì, ci sei solo perché sei bella. No, se sei brava e sei pure una stupenda ben venga anzi! Ovvio che se fai la dj semplicemente perché sei l’ex velina di turno e non trovi più nulla da fare che metterti lì scaricare 4 programmi sul computer e non sapere nemmeno mettere un cd, allora no!

Torniamo al discorso di partenza quindi?

Certo, oggi il lavoro del dj è un’ arte, una capacità, se ce l’hai, ben venga se sei super gnocca,  se invece diventa un ripiego per sbarcare il lunario perché non riesci più a farlo ballando sotto il tavolo di un conduttore, allora non va più bene.

Poi avvalorano i luoghi comuni.

Sai, se sei bella poi è sempre il solito discorso, la gente pensa che sei lì perché chissà chi ti sei scopata, quindi bisogna dimostrare che non è così, e forse è ancora più difficile, ma poi i risultati pagano.

Se tu dovessi essere in giuria in SheCanDj, cosa dovrebbero NON fare per vincere?

Sicuramente non fare quella parte tamarra di alzare le mani, urlare e dimenarsi come nei cliché dei film dove le cubiste sono tutte troie con i perizomi, insomma quelle cose non vere, poi se durante la serata mi butta dentro un pezzo anche un po’ pop io sono felice. Ma è un mio problema, me ne rendo conto, non sono uscita viva dagli anni 80! Per me si ballava “Like a virgin” i Duran Duran e Max Pezzali. Sono sicura che dovrebbero suonare per il pubblico che hanno davanti , possibilmente con un bel sorriso, perché un’altra cosa che non sopporto è vedere quelle facce immusonite

Puoi dire “da culo”.  Se lo dici tu posso scriverlo.

Ecco si “da culo”,  stanno lì a farsi i loro djset che sembra che ti facciano un favore. Non si devono portare i propri sbattimenti in consolle, sei lì per regalare uno spettacolo!

 

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