Gianluca Neon: fa comodo mitizzare la discoteca come inferno

Oggi inizierà un’altra piccola rubrica del nostro blog, comincerò ad intervistare i direttori dei locali più importanti e rappresentativi del nostro Paese, iniziando con il direttore artistico di una delle discoteche più conosciute d’Italia, Spazio900 a Roma. Ha prodotto …Leggi tutto

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Oggi inizierà un’altra piccola rubrica del nostro blog, comincerò ad intervistare i direttori dei locali più importanti e rappresentativi del nostro Paese, iniziando con il direttore artistico di una delle discoteche più conosciute d’Italia, Spazio900 a Roma. Ha prodotto eventi con Afrojack, Dennis Ferrer, Adam Beyer, , Laidback Luke, Chris Liebing, Umek, Dave Morales, Erik Morillo, Frankie Knukles, Satoshi Tomiie, Hector Romero, Chuckie, Steve Aoki, Timo Maas, Avicii, Paul Van Dyk, Dr Lektroluv e un’altra marea di nomi che mi occuperebbero tutto lo spazio del blog e che quindi riassumerò con un “ etc etc”. Lui è Gianluca Neon e inizierò l’intervista con uno “stato” che ho letto pochi giorni fa sul suo profilo Facebook.

“Vai a comprare il pane e paghi.

Vai in palestra ad allenarti e paghi.

Vai a cena fuori e paghi.

Te ne vai in vacanza e strapaghi.

Perché se vai a BALLARE non devi pagare?

Se avessi avuto un’edicola mi avresti chiesto giornali gratis? La sicurezza va pagata. Il personale va pagato. Il dj va pagato. E se non paghi, questa gente non guadagna.

Come mai questo sfogo sul tuo social network?

I social network hanno ormai preso possesso delle nostre giornate, dei nostri contatti e delle nostre mancate parole. Tornato a casa ho ripensato ad un episodio accaduto giorni prima nel quale, un amico che non sentivo da tempo mi chiamava non per complimentarsi per aver organizzato un evento importante, bensì per accertarsi che avrebbe potuto avere ticket omaggio. Così, visto il gran numero di amici su facebook ho dato libero sfogo a dei pensieri che spero abbiano raggiunto le persone direttamente interessate.

Quanto è complicato riuscire a far risultare vincente un locale?

 

Le forze in gioco sono sempre di più, ed a parte una gran dose di fortuna, bisogna mettere insieme i migliori elementi che si possono reperire. Resta da capire se per la parola “vincente” la si vuole accostare agli eventuali grandi numeri o a degli incassi che ormai sembrano sempre più difficili da raggiungere.

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Quanta professionalità c’è ora, a differenza di qualche anno fa, nella night life?

 

Con internet e tutti i social network secondo me si è abbattuta l’importanza del background o know how, parola che oggi sembra esser dimenticata. La tecnologia ha portato molti vantaggi, ma piccoli svantaggi che hanno creato molti danni a questo settore. Basti pensare che anche l’ultimo dei pr oggi con il suo bel computer può mandare richieste non solo alle agenzie di management di artisti d’altissimo livello (anche avendo uno storico indecente), ma addirittura provare a contattare direttamente gli artisti, permettendo cosi di creare una gran confusione che, a chi si dedica a questo settore da anni, non serve proprio.

Il momento migliore visto dal punto di vista di chi la deve organizzare una serata?

 

Le 5 del mattino, quando non è successo alcun intoppo.

L’artista che rispetti di più, fra tutti quelli con cui hai lavorato?

 

Rispetto non è proprio la parola che userei, preferirei dire quello che mi ha lasciato il migliore dei ricordi: i top dj al giorno d’oggi hanno preso il posto delle vecchie Rockstar, cambiando le loro vesti dal comune diskjokey/produttore a imprenditori di se stessi, quello che mi ha lasciato senza parole è stato AVICII per la sua preparazione tecnica, mentre quello che mi ha lasciato il miglior ricordo legato solamente ad un divertimento personale è stato ADAM BEYER.

I dj nostrani migliori?

 

Primo di tutti sarà sempre dj RALF indiscutibilmente, mentre è doveroso menzionare MARCO CAROLA che sta portando alta la bandiera tricolore, senza però trascurare SOSSA,  JOSEPH CAPRIATI, PIRUPA, MARKANTONIO e RINO CERRONE.

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Per quale motivo è così difficile far passare il messaggio che la discoteca è un ritrovo “sano” e non un girone dell’inferno?

 

Credo che faccia molto comodo mitizzare la discoteca come inferno, non dico che sia un posto dove non succede nulla, ma neanche è molto lontano da altri luoghi che ospitano tutt’altro genere di attività. Una domanda ve la faccio io: per quale motivo si dà un limite alla somministrazione degli alcolici all’interno di un locale, se all’esterno i venditori ambulanti vendono tranquillamente di tutto? Oppure, perché è possibile andare in autogrill ed acquistare una bottiglia intera di alcool a qualunque ora della notte?

Quante persone servono per il successo di una serata? Quindi, a quanti dà  lavoro la “discoteca”?

 

Noi ci dedichiamo ai grandi eventi, indi per cui il numero degli elementi necessario è davvero importante.

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C’è una figura che trovi inutile nel mondo dei clubs?

 

Ne trovo una in particolare, ma preferisco lasciare il dubbio!

Cosa ne pensi del progetto SheCanDj.it?

Non voglio esser polemico, ma dato che oggi basta aver un mac per sentirsi e promuoversi dj, penso che SheCanDj sia davvero il meno peggio, se chi vincerà sarà davvero una professionista di grande valore, allora ben venga un contest.

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