@FranAltomare: Per essere realmente felici bisognerebbe essere un po’ stupidi

Dirvi che è intraprendente è riduttivo, non solo mi ha detto “Beh intervistami no?” ma dopo che ho accettato ho dovuto rincorrerlo per avere le risposte da poter pubblicare. Questo è @FranAltomare il Mollica figo di Twitter. Domanda di rito: …Leggi tutto

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Dirvi che è intraprendente è riduttivo, non solo mi ha detto “Beh intervistami no?” ma dopo che ho accettato ho dovuto rincorrerlo per avere le risposte da poter pubblicare. Questo è @FranAltomare il Mollica figo di Twitter.

Domanda di rito: presentati come se nessuno dei nostri lettori sapesse chi sei sui social.

Dalla mia bio di Twitter: Opinionista (s)conosciuto e non richiesto prelevato dagli anni ’80 senza neanche l’accortezza di togliergli le spalline. Meno brillante di Mollica, ma più bello.

Praticamente sono uno che ama sparlare, ciarlare del superfluo. Dalla pasta liofilizzata giapponese al visagista delle dive. Dalle performance canore di Valeria Marini alla politica economica. Spesso aderisco ed accuso a seconda del vento.

Poco tempo fa sono entrati nel tuo profilo Tw per farti un danno, insomma per colpirti… come mai secondo te? E soprattutto, hai scoperto chi è stato? Ma sopra sopra tutto… che hai combinato eh?

È passato quasi un mese, e me lo chiedo ancora. La mia indole è pacifica, non ho nemici, e il tempo passato sui social preferisco dedicarlo alla condivisione piuttosto che a far polemica. Non ho ancora scoperto chi è stato, e credo che mai lo scoprirò. Ma la lezione migliore imparata da un’esperienza del genere (oltre che a costringerti a cambiare tutte le password, anche quella del cassetto della biancheria intima) è il capire la reale portata effimera di un social network. Basta un colpo di spugna per radere al suolo migliaia di cinguettii, abbattere quindi quella miriade di cliché legata a quanto sia possibile costruire un successo reale a colpi di 140 caratteri.

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Che lavoro fai fuori dai social, nella vita quasi vera?

Mi occupo di economia, banca e finanza. Il che cozza alla perfezione con l’uso che faccio di Twitter. Ma, nel mio caso, Twitter non è espressione di una necessità di evasione: è solo un raccoglitore di quelle mie uscite e di quelle battute che non vorrei mai “perdermi per strada”. Nessun riferimento ad attività “serie” o presunte tali che hanno a che fare con la vita vera. I due comparti sono volutamente separati, e va benissimo così.

Ti ricordi che mi hai promesso di fare traffico per quest’intervista vero? Che mezzi userai mh?

Qualcosa mi inventerò. Iniziando magari dal mio quartiere. L’età media è abbastanza alta, ma è un pubblico di qualità. A proposito, la mia anziana vicina può farti una crostata di albicocche con la scritta SBAM di pastafrolla.

Non ti leggo spesso in mezzo a delle polemiche, che differenze ci sono fra la tua personalità 2.0 e quella di tutti i giorni?

Praticamente nessuna: sono ironico in tutte le versioni. Ed in entrambe le versioni parlo molto poco. Non soltanto perché sono abbastanza timido, ma anche e soprattutto perché preferisco ascoltare. Questo lato del mio carattere si traduce, nel mio io 2.0, con una scarsissima interazione con altri utenti in termini di risposte. Non sono mai in mezzo alle polemiche, ma spesso e volentieri vengo accusato di essere snob perché non rispondo alle “reazioni” che i miei tweet suscitano. La verità è che non riesco a rispondere a tutti come vorrei e non amo selezionare gli utenti ai quali rispondere. Non rispondendo spesso non limito la libertà di espressione di nessuno: esercito soltanto la mia.

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Non fare il vago e rispondi sinceramente: sei fidanzato, innamorato o sposato?

Su questo non voglio e non posso essere vago. Sono felicemente fidanzato da quasi otto anni con una donna che stimola la mia mente, anima e corpo. Può sembrare una frase fatta, ma quando ti capita di vivere un rapporto del genere tutto diventa estremamente fresco. Che tu sia un fuffarolo incallito o un cinico bastardo disinnamorato della vita.

Il meglio che hai ottenuto dalla rete?

Deve ancora arrivare: il 2013 sarà un anno intenso. Innanzitutto riprenderò a scrivere sul blog ( http://franaltomare.net ), poi ho in cantiere un libro ispirato proprio a Twitter ed una collaborazione (in digitale e sul cartaceo) con un famoso mensile italiano.

3 profili tw da segnalarci?

Non ci riuscirei, ma non perché ho paura di attirarmi le antipatie di qualcuno. Semplicemente perché ho una “cerchia” di utenti dai quali non riuscirei a staccarmi: posso consigliare di dare un’occhiata su Twitter alla lista che ho chiamato “Stato Dell’Arte”, una raccolta irresistibile di utenti che amano far satira e dare spunti interessanti. Gente che pompa il sangue fino al cervello e che permetterebbe a chiunque di superare “il blocco del twittero” quando non si sa proprio cosa scrivere. (Dimenticavo, ci sei anche tu!)

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Sei felice?

Per essere realmente felici bisognerebbe essere un po’ stupidi. Ultimamente sto cercando di guadagnarmi quella stupidità necessaria a ricordarmi che non è sempre un bene lamentarsi. Soprattutto quando va tutto maledettamente bene, e tu ti soffermi sempre su quel particolare infinitesimo che non torna al tuo occhio fin troppo critico.

 

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