Domitilla Ferrari: Essere multitasking è un’attitudine

Avete un dubbio su qualcosa che riguardi un blog, un sito, un social, oppure volete sapere dove poter parlare di stile, di neomamme, di notizie di Rete? Per evitare figuracce chiedete prima a Domitilla Ferrari. Diciamoci la verità, io ho …Leggi tutto

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Avete un dubbio su qualcosa che riguardi un blog, un sito, un social, oppure volete sapere dove poter parlare di stile, di neomamme, di notizie di Rete? Per evitare figuracce chiedete prima a Domitilla Ferrari. Diciamoci la verità, io ho un debole per lei, è stata una delle prime a non fare “nonnismo” su Twitter quando mi sono iscritta e l’unica che mi ha dato consigli preziosissimi per non mandare a puttane questo blog alla prima settimana. Ecco a voi Domitilla Ferrari meglio conosciuta come @semerssuaq

Tu sei la donna più presente in Rete che io conosca, non è che hai dei blog o degli account, tu ne fai uso davvero. La mattina quando ti svegli con quale scala di priorità controlli tutti i tuoi profili e e-mail?

Ho una bella (e buona) abitudine: tutte le mattine mi sveglio un po’ prima per preparare la colazione, apparecchio la tavola per tutta la famiglia, accendo la tv; quando tutti sono svegli, mi siedo e – avendo già ascoltato tutte le notizie dal tiggì – leggo cosa si dice su Twitter. La posta personale la guardo quando arrivo in ufficio, quella di lavoro, invece, lascio che mi raggiunga ovunque grazie al BlackBerry. 
E poi, uso i mezzi pubblici per spostarmi, cosa che – tra andata e ritorno – mi regala due ore di tempo libero al giorno, tempo che uso per mandare e-mail o per scrivere sul blog.

Come è iniziata la tua voglia di usare la Rete per comunicare e quando è diventata un lavoro?

La prima volta che ho scritto per una testata online è stato nel 2000, ma il blog l’ho aperto solo nel 2003 e i commenti molto tempo dopo; online, per lavoro, ci sono tornata – lasciando la carta stampata – solo nel 2008. Nel frattempo, per fortuna, erano arrivati i social network e con essi feedback, tanti amici e conoscenti. La Rete si è trasformata nella mia rete.

Il tuo curriculum è lunghissimo, le collaborazioni che hai avuto, poi, sono davvero tante. Senza dover preferire nessuna di quelle, raccontami: qual è stato il progetto che ti ha dato più soddisfazioni?

Lavorare per il Telethon. Lì ho fatto di tutto e sono cresciuta organizzando gli eventi in piazza per il fuori onda, prima, per la diretta televisiva, poi. La prima volta che dovetti partire da sola per una trasferta, andai a comprare una giacca per darmi un tono. Frequentavo ancora l’università e si vedeva.  
Avevo iniziato redigendo scalette, correggendo i refusi degli autori. Sono sempre stata una secchiona e qualche volta è servito, altre mi ha reso antipatica. Cosa che succede ancora adesso, spesso.

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Come esperta di Rete, quale sono le cose che un neofita non dovrebbe né dire né fare per poter avere un futuro su Twitter, Facebook e un blog personale?

Mai fare cose che non vorresti che tua nonna sapesse. È una citazione.

Durante il giorno lavori utilizzando sempre internet, la sera, a casa con tuo marito e tua figlia hai ancora voglia d’accedere ai tuoi social?

Sì, che domande! Guardando la tv, spesso, la commentiamo insieme su Twitter. A volte prima, dopo o anche durante la cena mi scappa qualcosa da dire, da scrivere. Se ho il BlackBerry in mano non sono da un’altra parte, solo partecipo a più conversazioni contemporaneamente. Essere multitasking è un’attitudine.

Hai una bambina ancora piccola, la Rete aiuta le mamme ad occuparsi o a crescere i propri figli? A te è mai tornata utile?

La tata l’ho trovata online grazie a Oltre Tata, per esempio, un sito che raccomando volentieri  visto che a me ha fatto risparmiare tempo. In Rete, poi, ho conosciuto mamme più simili a me di quelle che mi è capitato di incontrare al parco (le poche volte che mi è capitato di andarci). Non so se la Rete aiuta a crescere i figli, ma in Rete si trovano risposte on demand, che sono meglio dei consigli non richiesti che chiunque si sente autorizzato a dare a una neomamma.

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Si guadagna col blog?

Si può guadagnare (o perdere) reputazione, soldi non abbastanza. Qualche mese fa ho avuto un’idea: donare i proventi del blog all’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, finora ho raccolto un po’ più di 500 euro. Poco per essere considerato un lavoro, ma un buon inizio per il mio progetto non profit.

Se tua figlia dovesse chiederti a 10 anni un account su un social, per quale opteresti e soprattutto glielo permetteresti?

Glielo permetterei anche prima. Preferirei avesse un account su Twitter, un diario pubblico, che uno segreto.

Tuo marito asseconda questa tua passione per la comunicazione in tutte le sue forme? Non è geloso di tutte le conoscenze che hai in Rete?

Non era geloso ai tempi di Second Life, perché dovrebbe esserlo adesso? Anzi, spesso è grazie a lui che conosco persone e cose nuove.

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Dove ti possiamo leggere, dove ti possiamo scrivere, dove si può semplicemente comunicare con te e dove ti si può criticare?

Ovunque, non ho un google alert col mio nome (dovrei?), ma leggo i messaggi che mi arrivano da ogni dove. Per farvi i fatti miei c’è il blog e Twitter, sì c’è anche Facebook, vero, potete cercarmi – senza impegno – anche lì.

Sei felice? Sì.

Su Twitter la trovate come @semerssuaq e di blog in verità ne ha due, sono entrambi linkati qua: www.domitillaferrari.com

 

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