Danilo Calò: ci sono artisti di grande talento che fanno dell’umiltà la loro arma migliore

Non pensate male, non ho voluto intervistarlo perché è bonissimo, ma ho insistito perché, oltre ad essere uno dei più bravi fra i giovani tatuatori italiani, e oltre ad avere una lista d’attesa di mesi, è riuscito a farmi rimanere …Leggi tutto

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Non pensate male, non ho voluto intervistarlo perché è bonissimo, ma ho insistito perché, oltre ad essere uno dei più bravi fra i giovani tatuatori italiani, e oltre ad avere una lista d’attesa di mesi, è riuscito a farmi rimanere a bocca aperta. Quando sono andata da lui per scegliere il mio tatuaggio mi ha lasciato di stucco dicendomi che se lo avessi voluto davvero sulle mani avrei dovuto rivolgermi a qualche altro tatuatore, che ci sono delle regole etiche in questo lavoro e che è pura passione, quindi non barattabile (durante l’intervista capirete il perché). E poi alla fine c’è anche un piccolo regalo per la vincitrice di SheCandj: MissApple poi non dire che non ti vogliamo bene.

Quando hai deciso di fare il tatuatore e com’è stato il percorso che ti ha portato dove sei ora?

Ho preso questa decisione circa 13 anni fa. Mi trovavo a Ginevra  e per curiosità andai a visitare per la prima volta una convention di tatuaggi. Non lo so, sarà stato l’ambiente, l’aria che si respirava, il senso di libertà che emanavano le persone all’interno degli stand, ho avuto la sensazione che ognuno avesse la possibilità di esprimersi totalmente, in un modo diverso senza portare addosso il peso di quel pregiudizio al quale troppo spesso si è legati e che non ti permette di essere come vorresti, e te lo dice uno che è cresciuto in un piccolo paese di provincia del Sud Italia. Posso tranquillamente affermare che quel pomeriggio ho capito cosa fare per dare un senso alla mia vita, così con la passione per il disegno che già mi portavo dentro e tanta tanta voglia di buttarmi in questa nuova avventura, ho iniziato prima di tutto con l’informarmi su cosa volesse dire tatuare, e poi dopo essermi procurato tutto il necessario, ho iniziato imbrattando la pelle dei miei poveri amici disposti a sacrificare un pezzo del loro organo più esteso. Da qui, dopo aver percorso migliaia e migliaia di chilometri tra ferrovie, linee aeree e asfalto autostradale, tra Convention, amici e al fianco di affermati artisti, finalmente da Gennaio ho aperto il mio Beyond the Skin qui a Tuglie, dove sono onorato di accogliere tutti coloro che hanno voglia di portare un pezzo della mia arte sulla pelle, grande o piccolo che sia.

La responsabilità che hai ogni volta che lavori è pari a quella di un chirurgo estetico (tralasciando il fatto che il chirurgo può anche farti rischiare la vita), come convivi con questo carico?

Come in tutti i mestieri di un certo tipo, avere la salute delle persone tra le mani comporta un carico di responsabilità non indifferente che cerco di vivere con serenità, prima di tutto con la conoscenza, cioè il sapere perfettamente senza tralasciare alcun dettaglio, anche il più banale, i rischi ai quali si è sottoposti praticando questo tipo di attività e soprattutto mettendo in pratica scrupolosamente tutti quegli accorgimenti  necessari per far si che ogni minimo rischio di contagio di malattie infettive possa essere prevenuto. A partire dall’utilizzo di materiale monouso alla pulizia di tutta l’attrezzatura e degli ambienti in cui lavoro. Da questo punto di vista non bado a spese, per me è proprio una questione di coscienza, perché mi metto nei panni di chi si affida alle mie mani e faccio in modo che le persone che vengono a tatuarsi da me abbiano le stesse garanzie che cerco io ogni volta che entro in uno studio per farmi fare un tatuaggio, e non lo dico come se fosse un qualcosa di eccezionale, ma per il semplice fatto che deve essere così per tutti, questo è il lato di questo lavoro che non può essere assolutamente tralasciato.

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Quando ti ho chiesto un tatuaggio sulle mani tu ti sei rifiutato di farmelo anche a costo di non eseguire il lavoro, come mai? Ma soprattutto, tu la vivi come un’arte non come un mestiere? (se sai che il tatuaggio non può venire al meglio non lo cominci neppure, quindi non è una questione di soldi)

Assolutamente, non  devo assecondare tutte le richieste ad ogni costo per intascare soldi, non mi interessa. Non si scherza con la pelle, specialmente se è quella degli altri, chiaramente tanti, anzi direi tantissimi non sanno che la pelle è un organo che vive e come tutto il creato è sottoposta a dei cambiamenti dovuti al passare del tempo e tanti altri fattori sia interni che esterni e per forza di cose bisogna tener conto di queste variazioni. Oltre a questo c’è da considerarne la consistenza, la porosità,  etc. etc.  Fare un tatuaggio in un punto del corpo dove già dopo qualche mese del disegno non rimane traccia e resta solo una macchia incomprensibile non ha senso, è controproducente sia per chi se lo fa fare sia per chi lo fa. Io considero il tatuaggio come un compagno di vita e siccome non rimane sulla pelle solo per un breve periodo, ma ci accompagna durante tutto il nostro cammino su questa terra, valuto tutto quello che serve  per fare in modo che il tatuaggio rimanga leggibile anche nei più piccoli dettagli il più allungo possibile. A parte questi cenni tecnici a parer mio fondamentali, adoro il lato artistico che mi ha spinto a intraprendere questa formidabile avventura, per questo non mi limito a fare solo quello  che mi viene chiesto, ma cerco di parlare con chi vuole decorare il proprio corpo in maniera definitiva, dando dei consigli, che in base alla mia esperienza, servono ad impostare e adattare qualsiasi tipo di disegno alla  parte del corpo che vogliono tatuare, per quanto semplice possa essere il disegno cerco sempre di dargli un tocco artistico e personalizzato in modo da rendere unico ogni soggetto. Oltre a questo, mi piace ascoltare le proposte che hanno le persone, perché tutti hanno qualcosa da trasmettere e c’è sempre da imparare anche dalle piccole cose che possono sembrare insignificanti. I migliori risultati si ottengono con il confronto e anche per questo motivo non pretendo che le persone facciano per forza quello che dico io, ma a volte il risultato migliore si ottiene evitando di fare un tatuaggio che lascerà scontente tutte e due le parti.

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Come mai i tatuatori sono tutti così permalosi?

Dire tutti secondo me non è giusto, perché credo che fondamentalmente sia una questione di carattere, anche se devo ammettere di aver conosciuto tatuatori che si atteggiano  come delle  rock star, che credono di essere chissà chi solo perché sanno maneggiare una macchinetta e deve essere ad ogni costo tutto come vogliono loro e guai a contraddirli… però per fortuna non siamo tutti così, ci sono artisti di grande talento che fanno dell’umiltà la loro arma migliore, però, ripeto, secondo me dipende tutto dall’indole caratteriale di ognuno.

Quali sono gli step fondamentali per incominciare a fare il tuo mestiere e cosa non è assolutamente da fare?

Prima di tutto informarsi e conoscere per bene quali sono i rischi che si corrono e che si fanno correre a chi entra in contatto con questo mondo, la responsabilità è tanta e bisogna ben sapere a cosa si va incontro, secondo: disegnare disegnare disegnare e poi cercare qualcuno che abbia tanta esperienza che sia disposto a seguirti e spiegarti come funziona l attrezzatura e la pelle… chiaramente non è un’arte che si impara in un giorno o con qualche ora di corso, bisogna avere pazienza costanza e disciplina se si vuole imparare bene ed arrivare lontano. Quello da non fare assolutamente è buttarsi ad occhi chiusi senza avere la benché minima idea di quello che si sta facendo.

Chi sono i guru in questo campo?

Come in tutti i campi, anche nel mondo del tatuaggio ci sono degli artisti che hanno sempre fatto la differenza e dai quali tanti prendono spunto per potersi migliorare sia a livello tecnico che a livello creativo, tra i tanti i più noti nell’ambiente sono Paul Booth in America, Robert Hernandez in Spagna, Filip Leu in Svizzera etc. etc.   Anche se devo dire che oggi grazie ad internet è possibile conoscere e apprezzare i lavori di artisti che, anche se non tanto famosi, non hanno nulla da invidiare a tatuatori con un certo nome alle spalle.

Quali sono le categorie dei tatuaggi e quali preferisci tu?

Più che di categorie parlerei di stili che vanno dal realistico, al macabro, al old school, new school, biomeccanico, biorganico gli svariati tipi di tribale e oltre a questi, tanti altri che tanti artisti hanno fatto propri e molti altri hanno hanno associato creando degli stili unici e assolutamente personalizzati, tanto che alcuni prendono addirittura il nome dei tatuatori… Per quel che mi riguarda preferisco i tatuaggi in chiaro scuro dove le sfumature la fanno da padrone, magari abbinati ad una minima quantità di colore e con pochissima linea.

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Si riesce a vivere facendo solo questo come lavoro?

Si tratta di un lavoro a tutti gli effetti, quindi come tutti i lavori se fatto per bene ti permette di vivere quasi senza problemi.

Sei tutelato da leggi o dallo stato per quello che fai?

Visto il diffondersi degli studi di tatuaggi negli ultimi anni sono state emanate leggi che giustamente si preoccupano di tutelare la salute pubblica e che soprattutto mettono in condizioni i tatuatori di pagare le tasse, per il resto l’unico modo che ci permette di tutelarci e far firmare ai clienti un consenso informato che li informa dei rischi che corrono e soprattutto gli fa sapere in quali casi è meglio evitare di sottoporsi a questa pratica.

Dimmi la verità, quando ti ho detto quello che avrei voluto tatuarmi ci sei rimasto un po’ male eh? Avresti preferito qualcosa di più “scheletrico”?

Si, malissimo……

Chiaramente sto scherzando, per fortuna non abbiamo tutti gli stessi gusti e francamente va bene così, anche se un bel teschio non sarebbe stato male… tanto al prossimo non scappi, non ti preoccupare….

Quanto si avvicina l’arte del tatuaggio all’arte della musica? Hai mai tatuato musicisti o dj di fama?

Come hai ben detto sia che l’altra sono una forma d’arte e già in questo senso sono molto vicine, sono entrambe un mezzo per comunicare, per esprimere sentimenti, paure, stili di vita, voglia o non voglia di vivere, nella musica come nel tatuaggio non ci sono limiti e anche se sono due forme d’arte  diverse sotto molti punti di vista si eguagliano… e poi non sono mai stato in uno studio di tatuaggi dove il rumore delle macchinette non è accompagnato da buona musica, se poi si tratta di heavymetal è meglio…

Sei felice?

Direi proprio di si.

Un tatuaggio che ti ispira la vincitrice di SheCanDj, Miss Apple?

Mi permetto di creare uno schizzo proprio apposta per lei, spero le possa piacere e complimenti per la vittoria

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Lo trovate qui:

www.facebook.com/danilo.tatuaggi

dany.lu@alice.it

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