@BonnieLaCozza: Mi piaccio, mi soddisfo, mi fotografo e faccio fotografare

Tu di lavoro organizzi eventi, matrimoni etc etc. Come hai fatto a raggiungere più di 8000 followers? Come prima domanda che mi fai, già lasciarmi senza risposta non è corretto. Non ne ho idea. Considerando il modo molto naif con …Leggi tutto

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Tu di lavoro organizzi eventi, matrimoni etc etc. Come hai fatto a raggiungere più di 8000 followers?

Come prima domanda che mi fai, già lasciarmi senza risposta non è corretto. Non ne ho idea. Considerando il modo molto naif con cui vivo il mezzo (Twitter) è abbastanza inspiegabile. Non faccio tattica, non cerco di twittare nelle ore in cui ci sono il maggior numero di utenti connessi, non mi preparo i tweet prima, non chiedo i retweet ad altri… Probabilmente, come mi ha gentilmente sottolineato anche un utente ultimamente, se fossi un uomo avrei la metà dei followers. Non so perché, ma aver scoperto questa grande realtà (l’esistenza dell’acqua calda, per intenderci) non mi turba comunque.

Quanto tempo dedichi ai tuoi social?

Meno di quanto si creda in realtà. Sono ritagli di tempo mentre sto anche mangiando, bevendo, stirando, facendo conversazione, trucco e parrucco, accudisco il gatto e gioco Angry Birds. Ah…la fortuna di noi donne multitasking…

Verollina qualche giorno fa ci ha fatto scoprire le Attention Whore, cosa ne pensi? Ma soprattutto credi di farne parte?

Ah. Che bello poter rispondere a questa domanda. Libera di censurarmi e tagliare, perché sto per sfogarmi sull’argomento. No, non credo di farne parte, per prima cosa. Nonostante non abbia timore di mostrarmi e di fotografare me, e il mio corpo. Ho un ritrovato e rinato rapporto con la mia immagine. Mi piaccio, mi soddisfo (ma non mi accontento), mi fotografo e faccio fotografare. Questo mi rende un’Attention Whore?  Credo di no proprio perché non lo faccio con l’intento di aumentare i followers con una scollatura o con una coscia. Ti dirò inoltre che spesso perdo followers o comunque non aumentano in concomitanza delle foto (questo per rispondere a chi li vede come “mezzucci” di ricerca di attenzioni).

Qualche giorno fa sono stata attaccata da più fronti perché, a loro dire, pubblico troppe foto provocanti. Mi dispiace per chi si sente toccato da quelle foto al punto di provare un certo fastidio. Ma vorrei mandare un messaggio a queste persone: il fastidio nasce dentro di voi e dentro di voi rimane, mentre io continuo a star bene e sentirmi bene con me stessa, sicura dei miei pregi come dei miei difetti; forse dovreste farvi qualche domanda sul perché reagite così davanti a quelle foto, perché vi sentite tanto a disagio. Anche trovarle provocanti o sensuali (oppure no), è in realtà una reazione esterna, vostra. Già nel momento che le definite sensuali, ammettete che tali le avete trovate…VOI. Certo, io posso cercare una posa che mi valorizzi, ma la lettura dell’immagine è esterna ad essa.

Sono stata accusata anche di essere ipocrita nel non voler chiamare le cose con il suo nome. Tipo uno scatto dove si vede la scollatura non intitolarla “Tette”. Non ho capito bene se credano voglia dissimulare, o fare la finta moralista, o la finta pudica. Credo che si possa giocare con le parole e le immagini, interpretare il momento anziché descriverlo. Credo anche che sottolineare l’ovvio denoti una mancanza di immaginazione, nonché una mancanza di femminilità. Il gioco della seduzione e provocazione passa per molti canali, ma non certo per quello della banalità. A tal proposito sto pensando ad un progetto fotografico sull’ovvietà… Per concludere poi, mi manda in bestia, IN BESTIA, che ad alcuni risulti intollerabile che una donna possa scrivere cose intelligenti e allo stesso tempo postare immagini del suo corpo. Ancora incapaci di accettare che una donna possa fare entrambe le cose?

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Domanda ormai classica, hai mai bloccato qualcuno, o sei mai stata bloccata?

Credo certo di essere stata bloccata. Sono così rompiscatole che a volte mi bloccherei io. Io raramente blocco gli utenti. Una persona però l’ho bloccata. Con questo utente proprio non riesco a relazionarmi. E’ la mia antitesi. Preferisco non leggere i suoi tweet, neanche retwettati. Non ti dirò chi è, non faccio pubblicità negativa, meglio non parlarne affatto. Oscar Wilde insegna…no? ( There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about.)

Tu sei una delle poche che ha conosciuto tantissimi dei propri following, chi è esattamente come Twitta?

Tutti e nessuno. Ma più la seconda. Non perché non siano coerenti, ma perché le nostre aspettative difficilmente coincidono. Molto spesso leggendo diamo noi voce e intonazione ai pensieri altrui. Quando li conosci, inevitabilmente hai la reazione del bambino che scopre il doppio fondo del cilindro del mago, o la barba finta dello zio che si traveste da Babbo Natale. Si è un po’ tutti meno geniali, ma ci guadagniamo in umanità e simpatia. Ho avuto alcune piacevoli sorprese. Altre sono state solo… sorprese. @Archi_T_Tetta è divertentissima, sagace e piacevole anche di persona, ma la conoscevo anche prima della twitter-era, e quindi sono sicuramente condizionata. Invece ad esempio @David_IsayBlog è ancora più divertente di persona! E non credo avesse avuto tempo di prepararsi frasi copiate per un sostenere conversazioni di un’intera serata…quindi mi dispiace deludere chi crede la sua ironia sia frutto solo del copia-e-incolla…

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Come descriveresti l’amore ai tempi di Twitter?

Facile, breve, femminile. Facile perché si entra facilmente in contatto con molte persone che si iniziano a seguire proprio perché incuriositi, interessati, o anche attratti. Breve, perché sono infatuazioni che nascono nell’arco di 140 caratteri, e non ce ne vogliono molti di più perché poi passino (anche se auguro ad ogni nuovo amore che nasce, che il loro sia l’eccezione). Femminile non perché siano soggette principalmente le utenti donne, ma perché è un sentimento che nasce spesso da un coinvolgimento mentale, approccio tipico più dei cuoricini rosa, che di quelli azzurri.

Il profilo che senti di consigliare assolutamente?

Vuoi farmi litigare con qualcuno? Sai benissimo che consiglierò qualcuno e tutti gli altri se la prenderanno mi defolloweranno. Vabbè, pubblicherò qualche centinaio di foto di tette per recuperare.

Non voglio suggerire i già seguitissimi, come @matteograndi o @Comeprincipe (utenti che non possono e non devono mancare). Te ne darò 3, anche se tu me ne chiedi uno solo:

@Luca_Preziosi che è un vero battutista da “one man show” americano; ha un’ironia e un’arguzia incredibile, mi ricorda l’elegante humour mai volgare di David Letterman (Luca ora però non ti montare la testa, ti ricordo la foto con la maglietta di Hello Kitty che hai postato su Instagram…)

@dondindan è un uomo che ha fatto una scelta di vita che purtroppo non contempla la procreazione…dovremmo sperare nella clonazione, e che lui l’approvi (cosa che dubito comunque) perché con tanti preti come lui, potremmo credere davvero che Dio esiste.

@Wzgore un twittatore dell’assurdo, un beckett in 140 caratteri, adoro leggerlo e star lì a domandarmi per ore dove vuol arrivare.

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L’abitudine degli #ff, che un po’ diciamocelo, ha rotto le palle, ce la potremo mai fare a cambiarla o modificarla o toglierla?

I #FF sono diventati delle lisciate di pelo, delle sviolinate, a volte delle implicite dichiarazioni d’amore o più semplicemente dei tentativi di soddisfare le impennate dei propri ormoni. Soprattutto vedere certi “circoli intellettuali” che si sono auto-costituiti, sviolinarsi il proprio reciproco sostegno, senza veramente suggerire niente a nessuno. Insomma, se si facevano i FollowFriday era per dire “guarda quel tizio, vale la pena, leggilo“. Oggi è più rivolto al diretto interessato che a chi potrebbe interessare. E i peggiori di tutti sono quelli che si fanno certe poetiche dichiarazioni di stima, e poi preferirebbero cacciarsi un chiodo in un occhio pur di non leggere i reciproci tweet. Spererei si riuscisse semplicemente a debellare questa abitudine (io mi sono disintossicata, ce l’ho fatta, potete farcela anche voi) e sostituirla con un più semplice tweet, quando se ne ha voglia, per dire che c’è un nuovo utente degno di attenzione.

Il tuo blog è molto differente da quello che scrivi su twitter o facebook, a parte i 140 caratteri?

Su facebook? Ma quando mi hai vista scrivere su facebook? Hai anche controllato il mio profilo su MySpace per caso per vedere se c’è ancora? Aahahahah A parte scherzi, sul blog scrivo. Che sia uno sfogo o un’esercizio di stile. Scrivo per il piacere di farlo solo quando sento l’impellenza di farlo, e do spazio alle mie molteplici personalità di esprimersi. Su Twitter gioco. Il limite dei 140 caratteri è stimolante. In tutto però c’è un’unica regola: non mi prendo mai sul serio, seriamente.

 

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